L’isola delle bambole [Foto]

Una rinomata meta turistica è “La Isla de la Muñecas” – un nome spagnolo che possiamo tradurre letteralmente in “L’isola delle bambole”.
Questa località si trova in Messico e, leggendo il nome, ci si potrebbe aspettare di vedere un mondo meraviglioso popolato da orsetti che vomitano coriandoli e flatulenzano cuoricini, ma la realtà è esattamente opposta.

Lo spettacolo che ci si parerà davanti sarà sarà molto duro da digerire: migliaia di brutte bambole mutilate appese su ogni albero dell’isola, sono le grottesche protagoniste di una natura altrimenti incontaminata.

Don Julian Santana, un eremita che rinuncia al mondo ed alla sua famiglia per abitare questa isola, ha dedicato i suoi ultimi cinquanta anni di vita per rendere la “La Isla de la Muñecas” ciò che è.

Chi abita li intorno sostiene che Santana abbia fatto tutto questo per compiacere lo spirito di una bambina che annegò nel canale, ma, qualunque sia la ragione, è riuscito a trasformare quest’isola in un bizzarro e inquietante luogo in cui un raccapricciante sguardo di bambole mutilate segue ogni tuo movimento.

Leggi anche:  26 immagini di Aleppo (Siria) prima e dopo i bombardamenti
 Don Julian Santana
Don Julian Santana

Si dice che Don Julian abbia condotto una vita isolata (e vorrei vedere chi gli sta vicino), tranne quando si azzardò a raccogliere bambole antiche dalla discarica o acquistandole in cambio di frutta e verdura.

Nel 2001, don Julian è stato trovato morto per annegamento nel canale che circonda la sua casa; pur essendo morto la sua visione inquietante rimane, nei volti di bambole senza vita appese nelle forme peggiori di tortura e delle pene umane.

Si tratta di uno spettacolo spettrale che funge da attrazione turistica soprattutto per le giovani generazioni e da chi è affascinato dal lato dark della vita e dalla morte.
Pare che molti visitatori siano sopraffatti dalla sensazione della propria morte infantile, intesa come uscita, fine di quel periodo, causando stati di ansia o addirittura svenimenti alla visione di quella scenografia.

Data la mia fobia, o meglio sensazione di irrequietezza che mi suscitano le bambole (sopratutto quelle di porcellana) credo proprio che mai e poi mai andrò a visitare quel luogo.
Via.

Leggi anche:  Animali che si drogano

Articolo pubblicato nel 2010 su Lega Nerd.