Gerard John Schaefer JR. – Il carnefice

La storia di Gerard John Schaefer jr. chiamato anche il Carnefice

Salve a tutti e ben ritrovati! Dopo qualche mese di inattività sono ritornata a scrivere per soddisfare la vostra curiosità sui Serial Killer più famosi della storia.

Oggi mi occuperò di: Gerard John Schaefer jr , chiamato anche il Carnefice. La sua attività come omicida inizia circa nel 1969 e finisce nel 1973.

Gerard John Schaefer JR. - Il carnefice

Ma come uccideva le sue vittime? Sfruttando la divisa di poliziotto, convinceva giovani coppie di amiche a salire sulla sua auto, le conduceva poi in un luogo isolato e, sotto la minaccia di una calibro 22, le legava, abusava di loro e le uccideva.  Conservava, infine, oggetti delle vittime come se fossero macabri souvenir dell’accaduto.

Infanzia, adolescenza e inizio della carriera lavorativa

Sondra London
Sondra London

Durante l’infanzia pensava che il padre, costretto a un frettoloso matrimonio riparatore perché la fidanzata era rimasta incinta di lui, gli preferisse la sorella e sfogava la frustrazione uccidendo animali (una delle tre abitudini premonitrici elencate nella tristemente nota Triade di McDonald).
Divenne precocemente un voyeur ed era ossessionato dagli indumenti femminili, in particolare biancheria intima. Diventò presto un guardone, cominciando a spiare Leigh Hainline, una vicina di casa.

La Hainline sparì nel 1969 dicendo al marito che lo lasciava per andare a vivere con un suo amico di quando era ragazzina: sarebbe stata la prima vittima di Shaefer, anche se successivamente avrebbe preferito uccidere due donne per volta e il delitto gli è stato associato solo dopo che si trovava in prigione da tempo.

Quando aveva 19 anni frequentò la diciottenne Sondra London, impressionando a tal punto i suoi genitori per il comportamento da “bravo ragazzo” che lo portarono con loro per le vacanze estive.

Dopo un anno i due si lasciarono e Gerard scrisse a Sondra malinconiche poesie in cui tra le righe si potevano leggere inquietanti minacce di spiarla – e altro? – se avesse avuto un altro ragazzo.

(Gerard e Sondra)

Scrittore talentuoso di racconti violenti e sadici verso le donne, prima di trasformarsi in assassino fece in tempo a sposarsi, giovanissimo, per ben due volte. Le mogli chiesero entrambe il divorzio, la prima per “comportamenti inappropriati” del marito.

Nel 1966, rendendosi conto che le sue fantasie stavano diventando sempre più violente, consultò uno psichiatra, ma la terapia non lo liberò dalle voci che gli dicevano di uccidere.

In seguito provò a diventare prima insegnante e poi sacerdote, ma fu allontanato dal seminario di San Giovanni perché era privo della necessaria fede. Irato per il rifiuto, Schaefer ha abbandonato la Chiesa cattolica.

All’inizio del 1972, a venticinque anni, fu assunto come poliziotto in prova nel dipartimento di Wilton Manors, ma ne fu allontanato dopo un mese perché aveva usato il lavoro per impossessarsi di informazioni relative a giovani donne che avevano commesso infrazioni stradali.

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A marzo passò alla contea di Martin e ci riprovò, sempre per poter spiare i dati relativi alle patenti e alle macchine delle sue potenziali vittime. Usò poi la divisa, e l’autorità cui essa è legata da sempre, per convincere a seguirlo alle donne che fermava.

Il primo arresto avvenne per “Aggressione semplice”

Il 21 luglio 1972 Schaefer fermò due giovani autostoppiste, Pamela Wells (17 anni) e Nancy Trotter (18), sostenendo falsamente che l’autostop fosse illegale. Per riconoscenza all’agente che le liberò subito dopo, le ragazze accettarono di andare in spiaggia con lui il giorno dopo.

Schaefer però il 22 luglio 1972 le condusse nella zona paludosa di Hutchinson Island. Dopo aver minacciate di venderle nel mercato della prostituzione, complice la pistola calibro .22 che aveva in mano, le fece scendere dalla macchina e le legò per il collo a un albero in modo che, in equilibro sulle radici, le ragazze si sarebbero impiccate se fossero scivolate. Chiamato sulla radio di servizio, Schaefer fu costretto ad allontanarsi: quando tornò, non le trovò perché erano riuscite a liberarsi.

La rubrica SERIAL KILLER è curata da Giada Piazza. Leggi tutte le puntate!

Telefonò allora allo sceriffo Richard, Crowder, sostenendo di aver fatto “qualcosa di stupido” ma a fin di bene: voleva spaventare le ragazze al punto che non avrebbero più fatto l’autostop. Patteggiando al processo e dichiarandosi colpevole per l’accusa di aggressione, avrebbe potuto cavarsela con solo sei mesi di carcere.

Il duplice omicidio Place-Jessup che lo incastrò

Il 27 settembre 1972, mentre Schaefer era libero su cauzione in attesa del processo, Susan Place (17 anni) e Georgia Jessup (16) scomparvero da Fort Lauderdale.

L’ultima volta che videro la figlia, i genitori di Susan si annotarono il numero della targa posteriore dell’auto dell’uomo, forse un poliziotto, con cui parlava: nonostante la divisa sembrava un tipo poco raccomandabile. Solo a marzo dell’anno dopo la polizia scoprì che apparteneva a Schaefer, già in carcere per aver aggredito Pamela Wells e Nancy Trotter.

Ad aprile si ritrovarono i corpi decomposti delle due ragazze legati a un albero. Gli investigatori notarono le somiglianze con il caso di aggressione dell’ex poliziotto a due autostoppiste, perciò perquisirono la camera da letto di Shaefer a casa della madre.

Vi trovarono alcuni oggetti appartenenti alle vittime e di molte altre donne, in particolare di Collette Goodenough e Barbara Wilcox, entrambe di 19 anni e svanite nel nulla l’8 gennaio 1973 a Cedar Rapids, Iowa. Rinvennero anche 11 pistole, racconti sadomaso in cui le donne erano definite tutte “Whores” (puttane) e un centinaio di foto di donne e di Shaefer stesso in abiti femminili.

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Il 18 maggio del 1973 fu incriminato per duplice omicidio

Il nuovo processo, celebrato solo per il duplice omicidio Place-Jessup, fu molto rapido: dal 17 settembre al 4 ottobre 1973. Si concluse con la condanna all’ex agente di polizia a un doppio ergastolo, uno per ogni vittima.

Shaefer negò ogni coinvolgimento nei fatti, anche se vennero alla luce particolari che lo fecero ritenere colpevole di altri omicidi. Il numero esatto non si saprà mai.

Vittime e omicidi di Gerard

Shaefer è stato condannato solo per il duplice omicidio Place-Jessup. Dalla perquisizione fatta nella sua camera dal letto e dallo stato di rinvenimenti di corpi di ragazze scomparse in coppia (sempre legate e stuprate), si è stabilito che potrebbe aver ucciso almeno altre 9 donne.

In Killer Fiction però è arrivato a confessare l’omicidio di 34, alcune perfino durante i suoi viaggi in Europa e Africa.

Di sicuro il 27 settembre 1972 ha ucciso Susan Place e Georgia Jessup e l’8 gennaio del 1973 Collette Goodenough e Barbara Wilcox.

Il 2 ottobre del 1966 si sarebbe reso responsabile a soli vent’anni della morte di Pamela Ann Nater e Nancy Leichner.

Il 29 dicembre 1969 due bambine, Peggy Rahn (9 anni) e Wendy Stevenson (8), scomparvero dopo essere state viste in compagnia di un uomo molto somigliante a Schaefer. All’inizio il serial killer negò, poi, in una lettera del 19 aprile del 1989, avrebbe confessato di aver compiuto atti di cannibalismo su i loro corpi.Il 23 ottobre 1972 scomparvero nel nulla le quattordicenni Elise Felmer e Mary Briscolina: di quest’ultima fu trovato a casa di Shaefer un gioiello.

Come omicidi singoli, si ricorda inoltre che Shaefer ha ucciso la sua ex vicina di casa, Leigh Hainline, scomparsa a Miami l’8 settembre del 1969 a venticinque anni.

Il 18 dicembre 1969 potrebbe aver invece rapito, stuprato e ucciso a Fort Lauderdale Carmen Hallock (22 anni): due dei denti della vittima furono trovati nella sua camera, come l’agendina degli indirizzi di Belinda Hutchins (22 anni), stuprata e uccisa il 4 gennaio del 1972.

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Gerard Schaefer: l’emblema del connubio tra arte e morte

In prigione Gerard John Schaefer non ha smesso di scrivere e si è dedicato anche al disegno , non cambiando mai il tema violento e misogino delle sue opere, soprattutto donne ridotte a oggetti, spesso manichini, legate, seviziate e uccise. Alcune sue opere sono state pubblicate nella fanzine Justice Now.

Contattato dalla sua ex fidanzatina Sondra London, ha accettato di scrivere con lei Killer Fiction (1989), corredandolo di molti disegni.

La polizia e il pubblico considerano il libro come la confessione dei suoi delitti, ma Schaefer ha scritto tutto in terza persona e ha continuato fino all’ultimo a proclamarsi innocente per i crimini che gli sono stati attribuiti.

Sempre in terza persona, ammette di aver cominciato a uccidere nel 1965 e praticato atti di cannibalismo, mai accertati.

Dopo la morte del suo ex, la London ha ripubblicato il libro, aggiungendo articoli di suo pugno e le lettere che i due si sono scambiati.

Gerard e Sondra: un rapporto deteriorato

I rapporti tra Schaefer e la London, che si erano all’inizio riavvicinati al punto da fidanzarsi, si erano nuovamente interrotti dopo che la donna si era interessata troppo al serial killer e detenuto Daniel Roilling, lo “Squartatore di Gainesville”, con il quale ha scritto il libro “Making of a serial killer”, corredato da disegni dell’assassino.

Shaefer, che non ha preso bene il doppio tradimento della donna che gli ha preferito Rolling sia come fidanzato che come scrittore, le ha inviato numerose lettere in cui la minacciava di morte, sostenendo di avere contatti con la mafia e il Ku Klux Klan.

Shaefer, sempre per lettera, ha litigato anche con il suo rivale in amore e letteratura:

“Rolling rappresenta una forma di vita sotto-umana che si è ormai trasformata in qualcosa che trascende la possibilità di redenzione sociale. […] ha passato così tanto tempo a vantarsi dei suoi stupri e dei suoi sventramenti che praticamente ogni detenuto potrebbe essere chiamato a testimoniare.”

Gerard John Schaefer jr

La storia della London con lo Squartatore di Gainesville si è raffreddata dopo la pubblicazione di Making of a serial killer.

Rolling è stato giustiziato il 25 ottobre 2006

Il 3 dicembre 1995 Schaefer è stato invece trovato pugnalato a morte nella sua cella presso il Penitenziario della Contea di Bradford, Florida. Era stato ucciso da Vincenzo Rivera – sembra per una divergenza su una tazzina di caffè – un altro detenuto che però non ha mai confessato il delitto. 

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