Zodiac- Il killer dello Zodiaco

L'incubo americano

Killer dello Zodiaco è la traduzione italiana di Zodiac Killer, o Zodiac, nomignolo con cui è noto un serial killer statunitense attivo nella California settentrionale per dieci mesi alla fine degli anni sessanta del XX secolo. Egli stesso coniò questo nome in una serie di lettere di sfida alla stampa datate fino al 1974: queste ultime contenevano quattro crittogrammi o
messaggi cifrati, tre dei quali rimangono ancora senza soluzione.”Zodiac” uccise cinque persone a Benicia, Vallejo, al Lago Berryessa e a San Francisco tra il dicembre 1968 e l’ottobre 1969: furono colpiti quattro uomini e tre donne di età comprese fra i 16 e i 29 anni,due di loro sopravvissero alle aggressioni. A Zodiac sono state attribuite anche numerose altre vittime, senza tuttavia sufficienti prove per confermarle.

(Identikit della polizia sull’aspetto di Zodiac)

 

L’identità del killer rimane ancora oggi sconosciuta. La polizia di San Francisco ha catalogato il caso come “inattivo” nell’aprile del 2004, ma l’ha riaperto nel marzo 2007; anche in altre giurisdizioni il caso rimane aperto.
Tra il 1963 e il 1974 ha agito indisturbato in California, beffando gli investigatori della FBI con lettere e con messaggi criptici.
Il debutto di Zodiac risale probabilmente al 4 luglio 1963, quando Robert Domingos e Linda Edwards vengono freddati rispettivamente da undici e nove proiettili sparati da una calibro 22 semiautomatica armata con munizioni Winchester Western Super X. I due ragazzi si trovavano su una spiaggia vicino a Lompoc e avevano saltato le lezioni per il cosiddetto Senior Ditch Day (un giorno concordato in cui tradizionalmente tutti gli studenti dell’ultimo anno non si presentavano alle lezioni). Entrambi furono legati con pezzi di corda, non furono derubati o seviziati e furono uccisi con un’arma del tutto analoga a quella che poi userà per i suoi delitti Zodiac Killer. Il crimine è rimasto insoluto, senza colpevoli e senza rivendicazioni.

(Robert Domingos e Linda Edwards)

 

Un delitto irrisolto e probabilmente collegato a Zodiac è quello di Cheri Jo Bates, una studentessa di Riverside aggredita e uccisa a pugnalate la notte del 30 ottobre del 1966 dopo essere stata prelevata con l’inganno dal parcheggio del college della città. Dopo aver sabotato l’auto, strappando i fili della calotta dello spinterogeno, l’assassino si offre di accompagnare a casa la ragazza. La studentessa viene ritrovata il mattino seguente quasi decapitata, uccisa da tre pugnalate al torace, una alla schiena e sette alla gola. Il corpo di Cheri Jo presentava lividi ed ematomi di grosso rilievo, quindi era stata percossa prima di essere assassinata. Sotto le unghie della povera Cheri gli inquirenti trovano tracce di pelle e capelli, nelle vicinanze del cadavere anche un’impronta di scarpa militare. Sulla scena del crimine si trova un orologio da uomo, fermo alle ore 12.23, con tracce di vernice sul cinturino. Le indagini si indirizza verso gli amici e gli ex fidanzati della ragazza, poiché si ritiene che il movente dell’assassinio sia passionale. È a questo punto che il killer si presenta con due lettere-copia inviate alla polizia di Riverside e alla sede del giornale locale, il Riverside Press-Enterprise. Entrambe arrivano a destinazione il 29 novembre 1966. Sono intitolate “La Confessione” e sono la rivendicazione dell’omicidio. L’autore fornisce la dinamica dell’omicidio precisando dettagli non diffusi al pubblico, quindi in possesso dei soli inquirenti. Quello che più preoccupa è la parte finale delle missive, quella in cui l’autore precisa: «Non è la prima e non sarà nemmeno l’ultima. Passo notti insonni a pensare chi sarà la mia prossima vittima. […]». Ma la polizia continua a ritenere il movente passionale la chiave del mistero, considerando quindi le lettere opera di uno sciacallo.
Nel dicembre del 1966 è ritrovata una scritta farneticante intagliata sul lato inferiore di una scrivania nella biblioteca del Riverside City College, la scuola frequentata da Cheri Jo Bates. Il linguaggio e la calligrafia della scritta, una poesia delirante intitolata “Sick of living/unwilling to die” (Disgustato dalla vita/non disposto a morire) e firmata “rh”, assomigliano molto alle lettere scritte da Zodiac dopo i suoi delitti.
Il 30 aprile dell’anno dopo, il padre della ragazza, la polizia locale e il Riverside Press-Enterprise ricevono tre lettere molto identiche. Il testo è stato scritto a matita su carta da lettere. Nelle copie inviate al Press-Enterprise e alla polizia si legge: «Bates doveva morire ce ne saranno ancora», con un piccolo scarabocchio sul fondo, un simbolo che assomigliava alla lettera “Z” unita lateralmente a una specie di 3. La copia inviata a Joseph Bates, padre della ragazza, recita: «Lei doveva morire ce ne saranno ancora», senza il simbolo finale. Ancora oggi l’omicidio della Bates è insoluto. Gli investigatori non hanno mai abbandonato la pista passionale, pur ammettendo che le lettere possono essere state scritte da Zodiac per farsi aggiudicare, a torto, il merito.

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(Cheri Jo Bates)

 

Nonostante i precedenti omicidi, Il Killer dello Zodiaco fece parlare di sé per la prima volta per l’apparentemente casuale omicidio di Betty Lou Jensen e David Faraday, il 20 dicembre 1968, a Benicia, California.
La coppia era al suo primo appuntamento e aveva programmato di andare a vedere un concerto natalizio a Hogan High, a pochi isolati dalla casa della Jensen, ma alla fine decise di andare a trovare un amico e di fermarsi quindi in un ristorante.
All’incirca alle 23:15, Faraday e Jensen parcheggiarono l’auto in una piazzola in Lake Herman Road. Poco dopo le 23, Zodiac parcheggiò accanto a loro. Almeno un testimone passò lì accanto in automobile e vide entrambe le macchine, ma non vide nessuno all’interno. Pochi istanti dopo sentì un rumore che gli parve uno sparo, ma non ne fu sicuro poiché aveva l’autoradio accesa.
Zodiac sparò a Faraday una volta alla testa e alla Jensen cinque volte alla schiena, poiché cercava di scappare. I loro corpi furono trovati pochi minuti dopo da Stella Borges, che abitava nei pressi: la donna avvisò il capitano Daniel Pitta e l’ufficiale di polizia William T. Warner. Sul caso lavorò il detective Les Lundblad del dipartimento dello sceriffo della contea di Solano, ma le indagini non portarono a nulla.

(Betty Lou Jensen e David Faraday)

 

Il 1º agosto 1969, tre lettere quasi identiche firmate da Zodiac (era la prima volta che veniva usato questo nome) vennero recapitate ai tre quotidiani Vallejo Times-Herald, San Francisco Chronicle e San Francisco Examiner. In esse, Zodiac rivendicava la responsabilità dei tre omicidi e inoltre includeva su ciascuna un terzo di un crittogramma, per un totale di 408 caratteri (24 righe e 17 colonne), che a suo dire nascondeva la sua identità. Zodiac chiedeva che ciascuna parte fosse stampata sulla prima pagina del rispettivo quotidiano, altrimenti si sarebbe infuriato e avrebbe ucciso una dozzina di persone quel weekend. Le minacce non ebbero luogo, e tutte e tre le parti del crittogramma furono pubblicate.
Il 4 agosto 1969 un’altra lettera venne recapitata al San Francisco Examiner, con il saluto “Dear Editor This is the Zodiac speaking” (“Caro Direttore Qui è Zodiac che parla”). La lettera era una risposta alla richiesta del commissario Stiltz di Vallejo di fornire ulteriori dettagli sugli omicidi per provare di essere realmente il killer di Faraday, Jensen e Ferrin.

(Pagine dei tre quotidiani)

L’8 agosto 1969 due lettori del quotidiano, Donald e Bettye Harden di Salinas, riuscirono a risolvere il crittogramma, che non conteneva il nome di Zodiac. Il messaggio diceva (gli errori sono presenti nel testo originale in inglese):
(EN)
« I LIKE KILLING PEOPLE BECAUSE IT IS SO MUCH FUN IT IS MORE FUN THAN KILLING WILD GAME IN THE FORREST BECAUSE MAN IS THE MOST DANGEROUS ANAMAL OF ALL TO KILL SOMETHING GIVES ME THE MOST THRILLING EXPERENCE IT IS EVEN BETTER THAN GETTING YOUR ROCKS OFF WITH A GIRL THE BEST PART OF IT IS THAT WHEN I DIE I WILL BE REBORN IN PARADICE AND ALL THE I HAVE KILLED WILL BECOME MY SLAVES I WILL NOT GIVE YOU MY NAME BECAUSE YOU WILL TRY TO SLOI DOWN OR STOP MY COLLECTING OF SLAVES FOR MY AFTERLIFE EBEORIETEMETHHPITI »

(IT)
« MI PIACE UCCIDERE LE PERSONE PERCHÉ È MOLTO DIVERTENTE È PIÙ DIVERTENTE DI UCCIDERE ANIMALI SELVAGGI NELLA FORESTA PERCHÉ L’UOMO È L’ANIMALE PIÙ PERICOLOSO UCCIDERE QUALCOSA È UN’ESPERIENZA ECCITANTISSIMA PER ME È PERSINO MEGLIO DI VENIRE CON UNA RAGAZZA LA PARTE MIGLIORE È CHE QUANDO MUOIO RINASCERÒ IN PARADISO E TUTTI QUELLI CHE AVRÒ UCCISO DIVENTERANNO MIEI SCHIAVI NON VI DARÒ IL MIO NOME PERCHÉ CERCHERESTE DI RALLENTARE O FERMARE LA MIA COLLEZIONE DI SCHIAVI PER LA MIA SECONDA VITA EBEORIETEMETHHPITI »

Il significato degli ultimi 18 simboli non è stato chiarito. Nel programma televisivo Unsolved Mysteries è stato suggerito che in essi Zodiac si sia firmato con il nome Theodore Kaczynski. Tony Polito, professore associato della East Caroline University, sostiene, in un documento reso pubblico su internet, di aver decriptato il codice, che corrisponderebbe a “Mr. Arthur Leigh Allen“: Polito avvalora l’ipotesi che questa fosse la firma finale di quello che risultò essere, all’epoca, il principale sospettato della catena di omicidi.

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Eccone uno :
Il 22 marzo 1971 in una cartolina ricevuta dal Chronicle e indirizzata a “Paul Averly” (sic, chiaramente Paul Avery) e attribuita a Zodiac, questi sembrò prendersi la responsabilità della scomparsa di Donna Lass da South Lake Tahoe, California, il 26 settembre 1970. Composta da un collage di lettere dell’alfabeto ritagliate da pubblicità e pagine di riviste, in essa vi era anche un’immagine pubblicitaria di Forest Pines e il testo “Sierra Club“, “trovata vittima 12”, “guardate tra i pini”, “perlustrate l’area di Lake Tahoe” e “in giro nella neve”. Il simbolo di Zodiac del cerchio attraversato da una croce era al posto dell’indirizzo del mittente.
Donna Lass era un’infermiera presso l’hotel e casinò Sahara Tahoe. Il 26 settembre smise di lavorare verso le 2 di notte, dopo aver assistito l’ultimo paziente verso le 1:40: non fu vista lasciare il suo ufficio. La mattina seguente, la sua divisa e le sue scarpe da lavoro vennero trovate in un sacchetto di carta nel suo ufficio, coperte di sporcizia, senza che si potesse spiegarne il motivo. La sua auto venne trovata nel complesso abitativo dove viveva, e il suo appartamento era perfettamente in ordine. Più tardi, quello stesso giorno, sia il suo datore di lavoro sia il suo padrone di casa ricevettero telefonate da uno sconosciuto di sesso maschile che affermava, falsamente, che la Lass aveva dovuto lasciare la città per un’emergenza familiare.La polizia e l’ufficio dello sceriffo trattarono inizialmente il caso della Lass come un semplice caso di persona scomparsa, ritenendo che fosse semplicemente partita di sua volontà. Donna Lass non venne mai più ritrovata. Venne scoperto un sito che a un primo esame sembrò essere stato usato come luogo di sepoltura vicino Claire Tappan Lodge, a Norden, California, nel terreno del Sierra Club, ma gli scavi portarono alla luce solo un paio di occhiali da sole.

(Cartolina indirizzata ad Avery)

 

Sono due gli individui su cui si concentrano le indagini, con tanto di mandati e prove scientifiche ripetute negli anni: Arthur Leigh Allen e Rick Marshall.
Arthur Leigh Allen entra nelle attenzioni della polizia fin dal 1966, dopo l’omicidio di Cheri Jo Bates. Molte sono le coincidenze inquietanti che fanno sospettare di lui:

  1. il giorno dopo l’omicidio di Cheri Jo stranamente non si presenta al lavoro;
  2. possiede una macchina da scrivere Royal, tipo Elite, e le due lettere che rivendicavano l’omicidio sono scritte con una Royal;
  3. ha un orologio Zodiac, il cui logo è un cerchio con una croce;
  4. il numero di scarpa corrisponde alle impronte trovate sulla scena del crimine;
  5. nel 1991 ad Allen vengono sequestrate armi e munizioni analoghe a quelle usate in alcuni omicidi (un coltello e proiettili Winchester Western Super X, come quelli utilizzati rispettivamente nel delitto Jo Cheri Bates e in quello della coppia Faraday-Jensen;
  6. nel 1991 vengono ritrovati nella sua casa schemi di ordigni da costruire con gli stessi materiali descritti nella missiva della bomba e un catalogo di esplosivi acquistabili attraverso il web;
  7. Arthur Leigh Allen si era rivolto all’avvocato Melvin Belli, lo stesso della missiva di aiuto inviata da Zodiac;
  8. In una lettera del 1969 Zodiac aveva scritto le parole “busy work”, un modo di dire con cui gli insegnati delle elementari indicano un metodo per tenere impegnati i bambini e farli stare in silenzio: Allen è un insegnante alle elementari.

Oltre a queste inquietanti coincidenze, ci sono anche le deposizioni di alcuni amici di Allen. L’amico Don Cheeney ha riferito alla polizia che Arthur Leigh gli confidò che gli sarebbe piaciuto uccidere coppie a caso, sfidare poi la polizia inviando lettere con dettagli sui crimini, firmandole con il simbolo del suo orologio.Un altro amico, Philip, ha riferito che Allen parlava spesso di cacciare essere umani, che erano più difficili da uccidere rispetto agli animali (lo stesso messaggio era contenuto nel crittogramma che Zodiac invia alle redazioni di tre giornali). Philip, inoltre, spesso prestava la sua auto, una Corvair, ad Allen (una Corvair è indicata da Mike Mageau, sopravvissuto all’azione del killer il 4 luglio 1969, come l’auto da cui è sceso l’assassino della sua ragazza). Le coincidenze su Allen sono ancora tante. Tuttavia, nonostante tre perquisizioni domiciliari (il 14 settembre 1972, il 14 febbraio 1991 e il 28 agosto 1992, due giorni dopo la sua morte), l’enorme quantità di indizi e una condanna per reati sessuali, il dipartimento di polizia di Vallejo non è riuscito a incriminare Arthur Leigh Allen perché nessuna prova concreta di un suo coinvolgimento negli omicidi fu mai trovata. Nell’ottobre del 2002 il DNA di Arthur Leigh Allen è stato confrontato con quello ricavato dalle lettere e dal materiale biologico rinvenuto sui luoghi dei delitti, ma i risultati sono stati negativi.

(Arthur Leigh Allen)

 

Indizi e strane coincidenze portano la polizia a concentrarsi anche su Rick Marshall. Numerosi, anche in questo caso i sospetti:

la somiglianza fisica piuttosto forte con gli identikit;

viveva nell’area di Riverside all’epoca dell’omicidio di Cheri Jo Bates;

 nel 1969 abitava a San Francisco in Scott Street, molto vicino alla zona in cui fu ucciso il tassista Paul Stine;

possiede una macchina da scrivere Royal, uguale a quella usata da Zodiac;

ha delle risme di carta identica a quella usata per le lettere spedite dal serial killer;

usa una penna dello stesso tipo di quella con cui sono state scritte le lettere spedite da Zodiac;

la sua grafia, secondo gli esperti, ha molti tratti in comune con quella di Zodiac;

ha un’auto che somigliava molto a quella descritta dal sopravvissuto Mike Mageau;
conosce i metodi di costruzione di diagrammi elettrici, molto simili ai crittogrammi creati da Zodiac;

sa cucire a macchina (nel delitto di Cecilia Ann Shepard e Bryan Calvin Hartnell Zodiac indossava un cappuccio di fattura artigianale);
ha lavorato in una radio denominata KITM e queste quattro lettere somigliano ai simboli inclusi a chiusura della cosiddetta “Lettera dell’Esorcista” spedita dal serial killer.

A carico di Rick Marshall, tuttavia, non si sono mai trovate prove in grado di inchiodarlo.

(Rick Marshall)

 

Il killer dello Zodiaco ha avuto un’influenza rilevante sul clima intellettuale e artistico americano. Non solo la letteratura, il cinema e la televisione hanno attinto dalle sue vicende, ma anche una nuova scienza, chiamata “Zodiologia”, è entrata a far parte della ricerca scientifica (non accademica) statunitense.
La sfida del killer dello Zodiaco alla polizia e il fatto di non essere mai stato catturato ne hanno dunque ingigantito la figura, permettendo a mitomani di inserirsi nel caso con false lettere o dichiarazioni fasulle. Le ultime in ordine cronologico sono quelle di Dennis Kaufman e Deborah Perez che, rispettivamente nel 2008 e 2009, hanno dichiarato di essere le figlie del killer seriale
La prima, Dennis Kaufman, ha cercato di dimostrare che il suo patrigno, Jack Tarrance, sarebbe stato il killer. Per questo portò degli oggetti: un coltello ancora sporco di sangue e un abito nero ricavato da un sacco con il simbolo di Zodiac. La polizia decise di eseguire esami del DNA ma scoprì che il corpo del pseudo killer era stato cremato. Si scoprirà anche che il sangue sul coltello era di origine animale, precisamente di gallina
Anche Deborah Perez afferma che suo padre, Guy Ward Hendrickson, morto nel 1983 all’età di sessantotto anni, è il killer dello Zodiaco. E lo fa portando come prova un paio di occhiali. Nello stesso tempo afferma non solo di essere l’autrice inconsapevole di alcune lettere, ma che suo padre la portò con sé in almeno due omicidi. Dopo le dichiarazioni della Perez la polizia scopre che la donna aveva confessato in un’altra occasione di essere la figlia illegittima di John Fitzgerald Kennedy.
Nel 2004 il caso Zodiac fu dichiarato dal dipartimento di polizia di San Francisco come inattivo. Indubbiamente la fissazione omicidiaria, unita al piacere di sfidare le autorità in un delirio di onnipotenza, hanno contribuito a plasmare un individuo terribilmente pericoloso, mentre il fatto che il killer dello Zodiaco non abbia mai avuto un nome e un volto ha concorso a creare il mito del serial killer perfetto.

Bibliografia:
M.D. Kelleher e D. Van Nuys, “This is the Zodiac Speaking”: Into the Mind of a Serial Killer – Praeger Publishers, Westport, 2002
M. Newton, The Encyclopedia of Serial Killers – Facts On File, New York, 2006
R. Graysmith, Zodiac Unmasked. The Identity of America’s Most Elusive Serial Killer Revealed – Berkley Books, New York, 2007
D. Yancey, The Zodiac Killer – Lucent Books, San Diego, 2008

Il Killer dello Zodiaco viene anche nominato in American Horror Story 7, in una chiave molto diversa dall’originale.