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Triora e i suoi misteri

Scopri ciò che si nasconde dietro il paese delle streghe

Bentornati cari amici di Mente Digitale, oggi vi parlerò di un segreto antico e inquietante proveniente dalla mia regione, la Liguria.

Triora nacque come insediamento dei Liguri delle zone montuose, che vennero sottomessi dall’Impero Romano. In seguito divenne possedimento, intorno al XII secolo, del conte di Badalucco (politicamente dipendente dai conti di Ventimiglia) ed iniziò a stringere alleanze con i paesi e borghi attigui, specialmente con quelli maggiormente vicini alla politica espansionistica della Repubblica di Genova, continuando ad acquistare nuove terre tra cui metà castrum di Castelfranco (l’odierna Castel Vittorio).

I misteri di Triora

Con i tempi divenne una delle più importanti fortificazioni della Repubblica della Superba, in essa vennero infatti fondate ben cinque fortezze, in modo da tener sotto controllo le mire espansionistiche provenienti dalla Francia e i regni limitrofi, inoltre 250 balestrieri provenienti da questo paese combatterono per la gloria di Genova durante la Battaglia di Meloria (1284 d.C), dove la città della Lanterna schiacciò le truppe pisane .

Fu solamente nel 1587 d.C che Triora divenne famosa per un terribile fatto di sangue, un processo che verrà conosciuto con il nome di “Il processo alle streghe di Triora”.

Le streghe di Triora, quadro di Michele Rosi

Da circa due anni, il comune soffriva a causa di una terribile carestia: oggi è risaputo che questo periodo di magra probabilmente era stato in parte determinato da una manovra economica dei proprietari terrieri, per fare in modo di potersi arricchire alle spalle degli altri e poter tenere le scorte di cibo per se.

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Ovviamente, il popolo tentò comunque di individuare un capro espiatorio, sicché alcune donne del villaggio vennero accusate di stregoneria e d’infanticidio.

Fin dai tempi del popolo ligure vi era la presenza di una spaventosa figura dotata di immensi poteri, la cosiddetta Strige o Bàzure, la quale adorava rovinare il pane, rapire neonati, rompere i mulini e bere il sangue delle popolazioni (non stiamo parlando di vampiri). Nella Genova medioevale/rinascimentale questi racconti riempivano di orrore e paura ogni singola persona, specialmente tra il cosiddetto “Popolino

Nell’ottobre del 1587 il Parlamento locale, durante una seduta, chiese alle autorità civili e religiose di intervenire contro le presunte streghe; arrivarono così il vicario dell’Inquisitore di Genova e il vicario dell’Inquisitore di Albenga, il sacerdote Girolamo del Pozzo, che sosteneva fermamente la presenza del maligno. Del Pozzo, uomo sveglio ma allo stesso tempo avido di fama e denaro, decise di supportare il Consiglio degli anziani di Triora, trovando trenta donne non sposate e dalla fama alquanto discutibile come possibile capro espiatorio.

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Molte delle case di queste povere divennero le loro prigioni (famosa divenne quella chiamata del Meggio, conosciuta oggi come Ca’ de baggiure (Casa delle streghe). Ben presto l’inquisizione portò alla prima vittima, Isotta Stella, una donna di nobili origini, decaduta, la quale, decise di lanciarsi dalla finestra per evitare l’onta del processo. Il cinico Del Pozzo disse di lei che:

“…una notte tentata dal diavolo procurò la fuga con guastore una sua veste che aveva indisso et accomodarla a guisa di benda, ma non l’essendo cascò subito che fu fuori dalla finestra”

Secondo molti, Donna Stella venne assassinata, essendo a conoscenza della verità.

Il paese delle streghe

Nel 1588, le continue richieste di Del Pozzo portarono all’arrivo a Triora dell’Inquisitore Capo, il quale decise di rilasciare una ragazza tredicenne, inoltre richiese aiuto al governo genovese, il quale inviò l’ispettore Giulio Scribani o De Scribani. Uomo scaltro e senza pietà, accusò le donne di : reato contro Dio, commercio con il demonio, omicidio di donne e bambini.

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Dopo aver torturato in ogni maniera le povere donne, l’ispettore decise di mandare al rogo quattro donne, cosa che venne osteggiata dalla razionale repubblica di Genova, la quale non voleva creare troppo scalpore riguardo questa faccenda. Il consiglio di Genova chiese a Scribani di cercare altre prove . Ciò diede la possibilità alle vittime di poter dimostrare la propria innocenza, speranza che si riaccese l’ottobre del 1588 quando giunse a Triora il Padre Inquisitore di Genova, unico rappresentante dell’Inquisizione di Roma e solo con il potere di giudicare i fatti e i crimini inerenti alla stregoneria, il quale, dopo aver portato tredici di esse nella Repubblica, decise di liberarle, non trovando alcuna prova.

Secondo molti, fu il potente Doge genovese Davide Vacca a consigliare al Padre Inquisitore di lasciar libere le donne

Ma il folklore si sa… è duro da morire, ancora adesso si parla di misteriosi rituali fatti durante Halloween e durante la cosiddetta “Strigora” che si svolge nell’antico borgo di Triora ogni anno la prima domenica dopo Ferragosto.

Uno sguardo su Triora

BIBLIOGRAFIA:

  • Maria Antonietta Breda, Ippolito Edmondo Ferrario, Gianluca Padovan, I segreti di Triora. Il potere del luogo, le streghe, l’ombra del boia.
  • Ippolito Edmondo Ferrario, Triora…terra di streghe.