Internet non è solo un veicolo: è condivisione del sapere. La rete è innanzitutto un concetto filosofico

Le Pareti

Una poesia dedicata a H.R Giger

Mi muovo da solo nella mia abitazione, lo sento, lo sento nella parete

Una necrotica carezza mi accarezza la pelle, mi vuole nella sua rete

La mia immaginazione lo ha creato di nuovo

E’ uscito da quel mostruoso uovo

Soldato perfetto, nero come gli occhi del vuoto, più alto di me

Artigli come lame di assassino, acido nelle vene, una ferocia con dei cupi perché!

Si muove lungo i muri,mi osserva, quello sguardo senza occhi, mi trafigge

La coda appuntita si muove, il suo aspetto mi affligge!

Scende, avanza verso di me in modo dinoccolato

Mi tocca il viso  come se fosse un cucciolo coccolato

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I denti digrignano, muove la sua seconda bocca nella mia direzione

Questo potrebbe essere lo strumento della nostra estinzione

Chiudo gli occhi urlando

Non è successo nulla… ma qualcosa ora mi sta urtando!

Gli apro, mi volto, o visione da oltre terreno!

 

L’evoluzione del terrore

Migliaia di quei mostri corrono ovunque,venerando donne e strutture da inferno

Macchine biomeccaniche sbuffano empi fumi verdi

Nauseabondi tentacoli impalano esserci lerci

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Su un immenso scranno sta un gigante

La sua testa pare un elefante

Al centro di questa cacofonia

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Vi era la regina di questa follia

E’ enorme, sembra il mostro di prima, ma molto più formidabile

Di migliaia di uccisioni essa sembra abile

Si stacca dalla gonfia e purulenta sacca ovarica

Si trasforma in una donna di fascino carica

Lunghi capelli castani scuri, bocca avvolgente, occhi penetranti

E’ vestita solo di pensieri eccitanti

Si avvicina a me, mi bacia in bocca, poi si stacca e mi guarda con ardore

Chi è questa creatura, che la mia immaginazione ha creato con tanto furore?

“Disegnaci, rappresenta questo tumore della realtà” nell’orecchio mi sussurra

Dopo questo, tutto scompare, la realtà il suo colpo sferra

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Certo le obbedirò, mi sento già dal successo abbagliare

Io sono H.R. Giger, è grazie a me che nessuno nello spazio ti può sentire urlare!

L’Arte di Giger