Gordon Stewart Northcott – Wineville Chicken Coop Murder

Vi raccontiamo l'orrore in California.

Quest’oggi ci spostiamo in Canada per parlare di un serial killer che agì nella prima metà del XX secolo, ma prima di entrare nella vicenda vera e propria vorrei parlarvi di un film: Changeling.

La trama

Il film, per la regia di Clint Eastwood, si basa su fatti realmente accaduti a Los Angeles nel 1928: la signora Christine Collins (Angelina Jolie) denuncia la scomparsa del figlio di nove anni Walter e a cinque mesi dalla sparizione e dopo estenuanti ricerche le viene ricondotto un bambino che non è il figlio.
La donna viene internata e ogni sua dichiarazione giudicata frutto della sua deficienza psichica. Ma un fatto improvviso scuote tutti: un investigatore per minori rintraccia un ragazzo in un ranch abbandonato, il quale gli confessa che insieme a suo cugino ha ucciso venti bambini senza motivo, tra i quali figura Walter.
Gustav fa liberare Christine, ma la notizia che suo figlio sia stato ucciso la turba tremendamente. Christine intenta causa alla polizia, ed un famosissimo avvocato accetta di difenderla gratis, riuscendo a farla vincere. Così il capo della polizia viene degradato, l’investigatore che ha riportato il figlio sbagliato viene sospeso a tempo indeterminato, e tutte le donne del manicomio messe precedentemente a tacere vengono liberate.

Christine assiste anche al processo di Gordon Northcott, l’assassino di suo figlio, che però si proclama innocente. Il processo si conclude con la condanna a morte per impiccagione di Northcott. Due anni dopo, pochi giorni prima della sua esecuzione, Northcott invia un telegramma a Christine chiedendole di vederla, per confessarle l’omicidio di Walter.

Al colloquio in carcere però, si rifiuta ancora una volta di ammettere l’omicidio del figlio di Christine. Cinque anni più tardi viene ritrovato vivo David Clay, uno dei bambini catturati da Northcott e creduto morto.

David racconta che lui ed altri tre bambini, tra i quali Walter, sono riusciti a fuggire dal ranch, ma si sono separati subito dopo la fuga, per cui non conosce la sorte degli altri piccoli fuggiti. Racconta inoltre di essere riuscito a scappare grazie all’aiuto di Walter in un momento di difficoltà durante la fuga. Il racconto di David infonde in Christine la speranza di trovare Walter ancora vivo e per questo lei continuerà a cercarlo per il resto della sua vita.

Angelina interpreta una madre che ha realmente perso il figlio e Northcott è il nome del vero serial killer responsabile di atroci delitti, killer di cui oggi narrerò la vicenda.

L’infanzia e la famiglia

Gordon Stewart Northcott nasce nella provincia Canadese di Saskatchewan nel 1906 in una famiglia molto disagiata.
All’età di 8 anni si trasferisce in California insieme al padre,alla madre e alla sorella. Il padre Cyruss George Northcott, che finirà i suoi giorni internato in manicomio, cominciò ad abusare sessualmente del giovane Gordon in maniere brutale, sodomizzandolo, fin dall’età di 10 anni (per stessa ammissione di Northcott durante i colloqui con gli psichiatri e durante il processo a suo carico); la madre, da prima succube di un marito disturbato e violento, diventa complice del figlio per i delitti commessi nella loro proprietà di Wineville e finirà i suoi giorni in una prigione federale. Anche ad uno degli zii paterni non toccò sorte migliore, visto che morì in prigione, a San Quentin, mentre scontava una detenzione a vita per omicidio. Northcott fu l’autore di una serie di sparizioni ed omicidi di bambini (conosciuti come Wineville Chicken murders), verificatisi a Los Angeles e a Riverside County, California, dal 1926 al 1928.

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L’inizio dell’orrore

Gordon chiede al padre di comprargli un appezzamento di terreno a Wineville, in California, perchè vuole costruirci un allevamento di polli. Il padre compra il terreno e dato che lavora nell’ambito delle costruzioni aiuta il figlio a costruire la fattoria.E’ proprio con il pretesto di aiutarlo con il piccolo ranch che chiede agli zii di poter portare con lui negli Stati Uniti il nipote Sanford Clark,  di tredici anni.
Quando Sanford giunge alla fattoria dello zio viene picchiato e violentato. Viene anche obbligato a mandare lettere a casa scrivendo di stare bene.

“Mentre si trova nella fattoria dello zio, il ragazzino non solo viene picchiato e abusato, ma viene anche obbligato a partecipare agli omicidi compiuti da Gordon e dalla madre di quest’ultimo.”

Di solito Gordon dopo avere abusato dei ragazzini li riaccompagnava a casa intimando loro di non raccontare niente a nessuno, tuttavia ne uccide quattro.

Il primo è stato un adolescente messicano che è stato abusato e decapitato e il suo corpo gettato lungo una strada poco distante dalla fattoria.

La vittima seguente si chiamava Walter Collins. Walter viene rapito e violentato da Gordon per parecchi giorni, ma la sua scomparsa venne inizialmente imputata a una vendetta compiuta ai danni del padre del ragazzo, un ex galeotto.

Un giorno la madre di Gordon lo chiama dicendogli che lo sta andando a trovare e arriverà di lì a un’ora. L’uomo decide allora di nascondere Walter in uno dei pollai per far sì che la madre non sospetti di niente.
In realtà la madre conosce già gli istinti del figlio e quando scopre Walter rinchiuso nel pollaio avvisa il figlio che il bambino avrebbe potuto riconoscerlo.

Gordon aveva infatti lavorato in un supermercato dove Walter si recava spesso con sua madre. I due decidono quindi di ucciderlo.

La madre di Gordon decide che il bambino deve essere ucciso da loro tre insieme (lei, il figlio Gordon e il nipote Sanford) così che  sarebbero stati tutti colpevoli del delitto e nessuno avrebbe potuto fare la spia alla polizia. Walter viene ucciso dai tre a colpi di ascia.

La stessa sorte tocca anche ad altri due bambini, i fratelli Winslow.
Questo almeno almeno è quello che sembrava inizialmente.

La scoperta, l’arresto e la confessione.

Gordon e la madre vennero incastrati dalla sorella maggiore di Sanford : la diciannovenne Jessie che, insospettita dopo avere ricevuto le lettere del fratello, decide di fargli visita.Una volta arrivata alla fattoria il fratello le racconta alcuni fatti successi, approfittando del fatto che Gordon stesse dormendo.Jessie, spaventata, ritorna in Canada e avvisa il console degli Stati Uniti di ciò che sta succedendo e del caso si occupano degli agenti addetti all’immigrazione. Gli agenti si recano alla fattoria di Gordon e trovano Sanford, che prendono in custodia.Gordon invece scappa non appena vede l’auto della polizia avvicinarsi, dicendo a Sanford di trattenere i poliziotti. Gordon e la madre vengono comunque arrestati il 19 settembre 1928.
La polizia tornò ad ispezionare il ranch e trovò parti del corpo ed oggetti personali di bambini scomparsi, e anche alcune asce sporche di sangue. Sandford raccontò inoltre che i resti dei bambini venivano cosparsi di calce viva e seppelliti nel deserto.

Sarah Louise Northcott inizialmente confessò ogni omicidio, incluso quello di Walter Collins, 9 anni, figlio di Christine Collins, ma in seguito ritirò ogni confessione, così come Gordon, che aveva precedentemente confessato l’assassinio di 5 bambini.

Dopo ventisette giorni di processo, la lista delle vittime a carico di Northcott e della madre raggiunge la cifra impressionante di circa venti omicidi: il modus operandi è sempre lo stesso, rapimento, tortura, uccisione e smembramento dei corpi. Il 13 febbraio 1929, Gordon Northcott venne condannato all’impiccagione e la sentenza venne eseguita il 2 ottobre 1930.

A Sarah Louise Northcott toccò una sorte diversa: venne accusata dell’assassinio di Walter Collins e  venne condannata all’ergastolo, da scontare presso la Tehachapi State Prison. Venne rilasciata dopo aver scontato meno di dodici anni.
Durante il processo Gordon Northcott apprese che Sarah Louise, che aveva creduto essere sua madre, era in verità sua nonna; lei confessò infatti che Gordon era il risultato di un incesto che suo marito aveva commesso nei confronti della loro figlia Winifred. La località di Wineville cambiò il suo nome in “Mira Loma” il 1º novembre 1930, per via dei fatti spiacevoli qui avvenuti e della cattiva pubblicità.
Al contrario però Wineville Avenue si chiama tuttora così e la piccola casa in legno in cui vissero Gordon Northcott e Standford Clark, negli anni ristrutturata e modificata, è tuttora esistente, benché oggi non più in aperta campagna bensì immersa in un quartiere residenziale. Il pollaio non esiste più.

Il caso Collins

Cinque mesi dopo la scomparsa di Walter Collins viene ritrovato un bambino nello stato dell’Illinois che afferma di essere Walter.

Christine Collins, la madre di Walter, paga il viaggio per il bambino dall’Illinois a Los Angeles e la polizia, che era stata oggetto di critiche per le ricerche infruttuose di Walter, organizza un’assemblea pubblica per ripulirsi la reputazione. L’assemblea serviva anche a sviare l’attenzione del pubblico da alcuni scandali che avevano investito il corpo di polizia. All’assemblea Christine afferma che il bambino non è il suo Walter, ma il capitano della polizia la esorta a portarlo a casa e a “provarlo per un paio di settimane”.

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Christine, senza altra opzione, accetta. Tuttavia tre settimane dopo la donna va dal capitano, insistendo che quel bambino non è suo figlio. Aveva portato le impronte dentali del figlio per provarlo, ma la polizia la fa rinchiudere in un ospedale psichiatrico con il “codice 12”. Tale codice era usato per classificare persone scomode alla polizia. Mentre Christine si trova internata, il capitano della polizia interroga il bambino che finalmente ammette di essere Arthur Hutchins Jr. e di essere scappato di casa. L’idea di spacciarsi per Walter gli era venuta quando un uomo gli aveva fatto notare la sua somiglianza con il bambino scomparso. Dice di averlo fatto per poter raggiungere Hollywood così da conoscere il suo attore preferito.

Dopo la confessione del ragazzino, Christine viene rilasciata.

Denuncia il capitano della polizia e vince la causa vincendo anche 10.800 dollari, pari a circa 154.000 dollari attuali. Tuttavia questi soldi non le vengono mai pagati.

Dopo l’arresto di Gordon Northcott, Christine parla spesso con lui, chiedendogli se ha ucciso il suo bambino. Gordon mente spesso e cambia ogni volta versione, facendo credere alla donna di essere malato di mente.L’ultima sua dichiarazione è stata che lui non ha mai visto né ucciso Walter, ma il giorno della sua condanna a morte manda un telegramma a Christine dicendo di avere mentito.Scrive inoltre che le dirà tutta la verità solo se lei si recherà da lui in persona a sentirla. Christine corre da lui, poche ore prima della sua esecuzione, ma una volta arrivata lui le dice:

Non ti voglio vedere. Non so niente, sono innocente

La povera donna è distrutta, ma nello stesso tempo le parole poco chiare dell’assassino le danno una speranza che il figlio sia ancora vivo e continuerà a cercarlo per il resto della sua vita.

Differenze tra il film e la storia vera

Tra la realtà dei fatti e il film, sono rilevabili delle differenze:

  • È completamente assente la presunta madre (in realtà sua nonna) di Gordon Northcott;
  • Non si fa parola del fatto che sia il nipote del killer sia le giovani vittime abbiano subito molestie sessuali;
  • Nel film il piccolo Walter viene rapito nella propria abitazione mentre nella realtà viene prelevato mentre si recava al cinema;
  • La fuga di Walter descritta cinque anni dopo da un bambino sopravvissuto è falsa: i bambini tenuti nel recinto vennero uccisi tutti da Northcott, la madre e il nipote;
  • Nella realtà la vicenda è di dominio pubblico e Northcott e la madre vengono arrestati dopo che il nipote confessa alla sorella le atrocità a cui ha assistito e che sotto minaccia a dovuto prendere parte.
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