Ezio Bosso e una faccenda Spinoza – Following a Tweet

Come ho scritto nella pagina “Cos’è Mente Digitale“, mi fa molto piacere quando un amico passa di qua e lascia scritto qualcosa sul blog. Roby Rani ha condiviso il suo pensiero sul “caso” (non so se chiamarlo così) Ezio Bosso / Spinoza.
Spinoza fece una battuta satirica su Ezio Bosso, lui rispose in modo ancora più ironico e irriverente, e la rete reagì.

Personalmente mi trovo d’accordo con il suo pensiero.

Buona lettura!


Ezio Bosso, musicista, compositore e direttore d’orchestra che qualche giorno fa, durante una sua esibizione al Festival di Sanremo, ha conquistato tutti, nessuno escluso.

Io personalmente non lo conoscevo e non sapevo chi fosse, ho subito colmato questa terribile mia lacuna scoprendo che, oltre ad essere stato il bassista dei primissimi Statuto ha anche diretto le musiche di alcuni film di Salvatores, tra cui il recentissimo “Il Ragazzo Invisibile“. Chiedo umilmente venia per questa mia voragine culturale musicale ma vabbé passiamo al nocciolo della questione: Ezio Bosso è malato di SLA, con le conseguenti difficoltà fisiche deambulatorie che questa terribile Sclerosi Laterale Amiotrofica ti costringe ad affrontare e forse è proprio qui il punto. Ha conquistato tutti, ma proprio tutti per l’effetto “poverino mi dispiace”? O perché a differenza di molti perfettamente abili riesce ad eccellere in un campo tutt’altro che semplice e sopratutto sembra farlo con una positività, una saggezza ed un’energia di rara intensità?

La risposta mi interessa il giusto, ma in effetti mi interessa chiedermi (e chiedervi) come non si possa capire e assimilare i concetti che questo signor Bosso dall’alto della sua disabilità ci ha donato con una leggerezza ed una semplicità disarmante, non solo: detta senza mezzi termini, potrebbe tranquillamente intrattenere un pubblico alla Zelig per una buonissima mezzora con la sua innata, spontanea e naturale comicità e credetemi, facendovi dimenticare la sua evidente difficoltà fisica.





Ma sapete cosa, e qui però vi prego di aiutarmi confermando o smentendo quello che sto per dire, ascoltando la sua esibizione credo di aver sentito parecchi errori con conseguenti stonature o via dicendo che però, per quello che mi riguarda ha influito nell’aumentare la stima nei suoi confronti, si lo so sembra assurdo o forse è facile pensare al solito effetto “poverino mi dispiace quindi ti perdono…” ma non è quello il motivo, il mio personale effetto stima è dovuto alla sua incredibile spontaneità, alla sua incredibile ed evidentissima emozione, quell’emozione vera di una persona vera che si trova a suonare di fronte a milioni di persone e nonostante abbia ben poco da preoccuparsi visto il suo impressionante curriculum, che non è riuscito a controllare suonando una nota per un altra.

Quel tipo di emozione è sinonimo di enorme umiltà e di immensa passione che gli ha permesso di raggiungere traguardi impensabili pr una persona con quel tipo di difficoltà. Come detto all’inizio ha conquistato tutti, anzi come cita il web a gran voce “Ezio Bosso ha vinto tutto!”, chiunque condivide il video della sua performance, messaggi di stima e complimenti a palate, una valanga di apprezzamenti di ogni tipo, un enorme supporto da parte del barbaro popolo dei social network ma, in tutto questo rispettoso silenzio si ode un cinguettio, scritto da un un autore del blog satirico italiano per eccellenza, Spinoza.

L’autore in questione si chiama Daniele Minuti in arte Meancactus, ecco di seguito il suo tweet:

“È davvero commovente vedere come anche una persona con una grave disabilità possa avere una pettinatura da coglione” [immagine]

Ora, qui siamo ad un bivio, ed uno di quelli importanti, la razionalità o l’istinto? Farsi delle domande o sentenziare di getto? Decine se non centinaia di persone hanno scelto di vedere il lato oscuro della cosa cinguettando a gran voce con decine e decine di tweet contro Meancactus con insulti, malauguri vari, male parole etc. etc.

Ora, io non seguo assiduamente Spinoza, ma so cos’è, di cosa e come parla e forse, stabilito questo, è stato molto semplice capire che si trattasse un tweet “pungente vero”, ma rispettoso e amichevole; infatti Ezio Bosso, confermando la sua innata comicità ed intelligenza, ha replicato con:

“Quello perché cerco di pettinarmi da solo” anzi no, questa è la versione corretta da una testata giornalistica, sia mai che non se ne capisca il vero significato, in realtà il vero tweet di Ezio Bosso è questo:

“quellor perché mi cerco di pettinarmi da solo” [immagine]

Perché ho scritto e replicato il messaggio vero scritto dall’artista? Perché quella è la sua voce e non è importante che ci siano degli errori, forse dovuti alla fretta, o all’emozione del momento o per la sua difficoltà, non lo so ma non mi frega assolutamente nulla!





E’ qui il punto, come lui ci ha detto durante quel momento che resterà nella storia di questo festival

“Bisogna imparare ad ascoltare”.

Dobbiamo capire, comprendere ed ascoltare il perché delle cose, e se molti lettori e i leggendari Leoni da Tastiera hanno letto solo “Grave Disabilità” e “coglione” allora hanno una visione distorta di quello che il mondo ci sta dando in questo periodo storico.

Non dico ingoiare tutto e urlare ” che figata, tutto figo, tutto bello” ma magari fermarsi e darsi il tempo per capire che 1+1 fa 2 e non 11; infatti poi dopo la brillante risposta sotto rete Meancactus ha risposto con un inchino concedendo il match al maestro

Sei un mito. @eziobosso [immagine]

La cosa non è finita li, Bosso ha poi risposto ad un giornalista a seguito di una domanda sul tweet di cui sopra, dicendo che è un lettore di Spinoza e non si era assolutamente offeso, anzi ne era stato piacevolmente colpito.

Di tutte le emozioni che gli uccelli cinguettanti di Hitchcock avevano provato in sua vece, lui ne aveva scelta un altra: la gioia nell’essere onorato dal blog satirico per eccellenza che lui segue da tempo. Sbaaam! un altro punto a suo favore, match chiuso ma per il sottoscritto nessuno ha perso.

 

Se volete leggere come ha vissuto la questione Meancactus, cliccate qui.

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