Sandwich: origine ed evoluzione dello “stuzzichino” più famoso del mondo

Com'è nato e come si è evoluto lo snack più consumato di sempre

La carriera militare e politica di John Montagu, IV conte di Sandwich, è ricca di titoli e onorificenze. Protagonista di uno dei periodi di massima espansione dell’impero britannico, il suo nome è associato a diverse scoperte geografiche del XVIII secolo, l’esploratore James Cook intitolò infatti al suo “maggiore sponsor” diverse nuove terre tra cui le isole Sandwich (denominate successivamente Hawaii) e l’isola di Montague in Australia, ma il nome di questo eclettico personaggio è indissolubilmente legato all’omonimo panino da lui inventato. In qualche maniera John Montagu può essere infatti considerato l’ideatore del Fast Food…

Photo by Steven Groves / CC BY 2.0

 

Il padre del Sandwich pare fosse un appassionato giocatore di carte, hobby che coltivò anche per isolarsi da una situazione casalinga alquanto problematica (pare che la moglie fosse mentalmente instabile). Da navigato uomo di mare, aveva imparato diversi giochi durante i suoi anni di servizio nella Royal Navy, e spesso si dilettava con i suoi compagni della Marina. Capitava sovente che il conte invitasse a casa gli amici più intimi per chiudersi in serrate sessioni di gioco fino all’alba e per non allontanarsi dal tavolo: in una di queste serate all’insegna dello svago ebbe l’idea di ordinare ad uno dei suoi servitori un pezzo di arrosto in mezzo a due fette di pane. Questo stuzzichino gli avrebbe consentito di placare la fame, potendo al contempo seguitare a giocare senza insozzare le carte. Pare che in quella fatidica notte anche gli altri giocatori ordinarono lo stesso piatto del padrone di casa e, colpiti dalla praticità e dalla bontà di questa “trovata”, fecero loro l’invenzione culinaria diffondendola in Inghilterra. Era nato il Sandwich.

 

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Non tutti gli storici sono tuttavia concordi sulle circostanze che portarono all’invenzione di questo piatto.

Alcuni sostengono infatti che l’ispirazione per il sandwich sia arrivata nello studio di Montagu invece che sul tavolo da gioco. Il conte, troppo impegnato a lavorare per l’impero britannico, immerso tra le carte e dunque impossibilitato a recarsi nella sala da pranzo per mangiare, ordinò qui il celebre panino.

 

Naturalmente è probabile che non sia stato proprio lo stesso ammiraglio ad inventare il sandwich, un piatto tutto sommato abbastanza intuitivo ed elementare nella sua preparazione, già ampiamente diffuso a tutte le latitudini sin dal medioevo. Risulta interessante tuttavia notare come proprio il periodo storico a cui viene associato il sandwich sia stato in qualche maniera anticipatore del cambiamento dei tempi, un momento storico che sostanzialmente ha preparato la strada alla frenesia e alle “fregole tempistiche” dei tempi moderni…

Photo by Hugh Manatee / Public Domain

Dai suoi rozzi albori il sandwich si è evoluto in forme più raffinate e in qualche maniera anche i moderni e popolarissimi hamburger (la cui invenzione viene contesa tra Stati Uniti e Germania) non sono che dei diretti discendenti, senz’altro più elaborati rispetto al basico capostipite inglese. Negli Stati Uniti, soprattutto per gli attriti seguiti alla guerra d’indipendenza, questo vocabolo non è stato praticamente mai adottato sebbene la mania del “panino” da queste parti sia endemica e faccia parte della storia culinaria a stelle e strisce.

Anche l’Italia ha la sua propria versione di sandwich e, come sovente accade, la cucina dello stivale ha saputo reinventare questo stuzzichino dandogli un’anima distinta e un carattere proprio. Anche da noi, il padre spirituale del Sandwich ha origini nobili e poetiche, fu infatti Gabriele D’Annunzio a rinominare la pietanza “tramezzino” (da “tra mezzo”, un “rinforzo” a metà strada tra la colazione e il pranzo), in un momento storico in cui il governo italiano aveva imposto l’autarchia, anche linguistica, e i termini allogeni derivati dalle lingue straniere venivano quasi tutti reinventati. Il tramezzino è tuttavia anche figlio dei marasmi culturali futuristi, infatti proprio nel Manifesto della Cucina Futurista è possibile trovare un violento attacco alla pasta e all’uso di coltello e forchetta e l’auspicio di una “tramezzinizzazione” dell’Italia (la velocità, anche a tavola, era una prerogativa di questo movimento). La nuova idea culinaria divenne subito di moda e, nell’epoca dell’esplosione dei “Caffè” e dell’aperitivo, il tramezzino ebbe presto larga diffusione. La paternità della pietanza si deve però alla città di Torino e in particolare al caffè Mulassano di Piazza Castello (tutt’ora in attività) che nel 1925, importando dall’America la macchina per i “toast”, sviluppò questo nuovo concetto di pancarré non tostato e farcito.