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LE FLOTTE ACHEMENIDI E GRECHE

“Chi ha il dominio del mare ha il dominio di tutto” –Temistocle

“Chi ha il dominio del mare ha il dominio di tutto”1Temistocle

GLI ANTEFATTI

Nello scorso articolo parlai di come la vittoria terrestre delle forze elleniche durante la seconda guerra greco-persiana non fu così scontata. Ma a livello navale come si presentavano i due schieramenti?

Anche in questo caso, per quanto riguarda i numeri e l’addestramento, i persiani vincevano a mani basse fu davvero una serie di errori stupidissimi che sancì la sconfitta degli achemenidi e la salvezza delle forze greche.

 Leggi le due puntate precedenti: Gli schiavi in Persia – La Battaglia delle Termopili

Procediamo con calma

Perché entrambe le fazioni erano così preoccupate della situazione marittima?

Ricordiamoci che il controllo dei mari permetteva il commercio con tutte le altre popolazioni che si affacciavano sul Mediterraneo e sul Egeo e il commercio era la principale fonte di reddito di ogni Polis, di ogni impero, di ogni tribù, di ogni confederazione. Senza di esso, anche le realtà più forti del tempo presto sarebbero cadute: schiavi, manifattura, materie prime, tutto passava per il commercio via mare.

Le principali battaglie della seconda guerra persiana.jpg

I persiani

Già prima dell inizio della guerra, avevano dato grossi grattacapi a livello commerciale ai greci. Serse decise di riparare agli errori di suo padre Dario, reprimendo nel sangue le ribellioni in Anatolia (attuale Turchia asiatica)  e in Egitto 2.

Riottenendo il controllo di questi territori, il Gran Re aveva un numero infinito di porti da cui poter far partire le navi per commerciare (ricordiamoci che i persiani avevano ottimi rapporti con tutto il resto dell’ Africa , la Magna Grecia e gli Etruschi, mentre non ebbero mai alcun rapporto con Roma), ma anche per creare flotte da guerra e poter attaccare quasi tutto il territorio che noi oggi chiamiamo Europa meridionale. La Grecia era veramente in pericolo a livello marittimo.

 

Le Polis Greche

Ormai si sa, il problema principale delle città stato greche fu sempre la loro divisione e le loro rivalità interne. Questo fattore non solo aveva permesso all’ impero achemenide di rafforzarsi e di poter divenire la forza predominante in neanche un secolo, ma aveva anche avuto ripercussioni sul loro commercio.

Le Polis spesso e volentieri bisticciavano per le rotte commerciali (un chiaro esempio erano le eterne rivali Argo e Sparta) e il loro interesse marittimo era più che altro rivolto verso ovest, nei territori del sud Italia, dove avevano stabilito le colonie della cosidetta Magna Grecia3 e nelle attuali Francia e Spagna durante l’ era Minoica (2800 – 1450 a.C)4 .

L’era Minoica prende il nome dal famoso re Minosse, il “padre” del celebre Minotauro5.

L’Egeo era dominato dalla prima super potenza navale della storia,Creta , ma dopo la sua tragica fine , il mare che prende il nome dal padre di Teseo fu una polveriera di nazioni che combattevano tra di loro per il predominio delle rotte

NUMERI E DATI DELLE DUE FLOTTE

Flotta Persiana

Probabile rappresentazione di Artaferne

Serse  aveva compreso quali furono gli errori di suo padre nella piana di  Maratona6 e aveva studiato con dovizia la tattica per l’attacco. Sapeva che un assalto su un unico fronte non avrebbe dato i suoi frutti, tanto meno uno in pieno territorio ellenico (come appunto fece Dario).

Lui  in persona avrebbe condotto le truppe di terra, mentre suo cugino Artaferne7 avrebbe guidato la flotta , che avrebbe tagliato in due la Grecia con la sua mostruosa forza navale che era composta da:

700 navi8, di cui per la maggior parte composte da navi provenienti dalla Fenicia (attuale Libano/ Israele/Palestina) e dall’ Egitto. La maggioranza di esse erano trireme, mentre le altre erano pentecore.

I marinai dell impero erano dei soldati preparati ed eccellenti, che non avevano nulla da invidiare come addestramento ai fanti ellenici, ed erano ben superiori ai marinai delle Polis9

Le navi persiane secondo Erodoto “navigavano meglio”, cosa intendesse dire per davvero non si sa, ma una cosa è certa, quelle achemenidi erano molto più ben collaudate di quelle elleniche, di una fattura ben più lavorata che non vuol dire superiore, in cui era stata messa molta più cura estetica rispetto a quelle delle Polis.

La tattica prediletta dalle navi achemenidi era quella del diekplous, che prevedeva un attacco in colonna della linea centrale nemica: la capofila, giunta a contatto di una nave avversaria, virava in maniera brusca e, passando di fianco allo scafo avversario, ne tranciava i remi. La nave, una volta mutilata, veniva speronata da quella seguente. Qualora le navi della flotta avversaria fossero intervenute in suo soccorso, esse avrebbero subito lo stesso trattamento.

Le navi persiane, seppur ben più leggere, erano molto più grandi di quelle elleniche, abituate a combattere in grandi spazi di mare aperto anche se , a dire il vero, i persiani non avevano mai intrapreso prima di questa guerra grandi battaglie navali.

Flotta Ellenica

Temistocle, comandante delle forze ateniesi, era un uomo molto lungimirante e colto, ascoltato in quel momento dal consiglio della sua città stato e  dopo la prima tentata invasione della Grecia, aveva suggerito all’ alleanza ellenica di dotarsi di una potente flotta per potersi difendere dalla vendetta dei Re dei Re. Purtroppo per questo finissimo stratega, le altre Polis non erano della stessa opinione, troppo impegnate nelle loro lotte intestine , noncuranti del grande pericolo che veniva da Est.

La flotta panellenica era formata da circa 300 navi, per la maggior parte trireme, navi di squisita fattura, che avevano solo un difetto, erano quasi tutte nuovissime. Quindi, non erano mai stati testate sul campo di battaglia

Come dissi nel mio articolo precedente, i greci non potevano permettersi di perdere uomini in quantità come potevano i persiani, molti dei marinai reclutati dal saggio Temistocle erano umili lavoratori, temprati da una vita di duro e onesto lavoro, ma non dal campo di battaglia sulle navi. Oltretutto, questi uomini non forgiati per il mare soffrivano le sue malevolenze.

Le navi greche erano più piccole di quelle persiane, ma ben più pesanti, sia per il legname con cui erano state fabbricate , sia per il peso delle armature degli opliti greci imbarcati. Essendo così pesanti erano anche meno soggette alle intemperie di un mare agitato e burrascoso come l‘Egeo.

Nonostante la flotta di fatto fosse controllata da Temistocle, la cui città forniva la maggior parte delle navi, formalmente il comandante della spedizione era lo spartano Euribiade, cosa alquanto strana, dato che l’esperienza di guerra marittima dei lacedemoni era pari a zero.

La principale tattica d’attacco delle navi greche era quella di uno speronamento ai lati delle possenti navi persiane, lasciando poi al mare il resto del lavoro. Una tattica semplice efficace e poco dispendiosa di vite umane, anche se spesso e volentieri gli ellenici si lanciavano in battaglia.

Esempio di speronamento greco

Se la vittoria panellenica sulla terraferma era abbastanza scontata , in mare era tutto fuorché ovvia. Se le Termopili furono una vittoria morale per i greci, e il rogo di Atene servì solo a compattare i loro spiriti.

A Salamina l’alleanza avrebbe perso, la guerra sarebbe finita in breve, con la vittoria di Serse I

MA NON ANDÓ COSÍ.

Le Termopili navali

Temistocle sapeva dei pregi e dei difetti della sua flotta, quindi prese la decisione più saggia, usare la stessa tattica che i compagni di terra avevano usato con successo , quello di imbottigliare i grandi numeri persiani in zone ristrette e di far valere la loro superiorità nel corpo a corpo, mentre i nemici erano in preda alla confusione.

I greci usarono la tattica adottata da Leonida alle Termopili; ritirata strategica, disorganizzazione delle truppe nemiche, attacco, e così via , fino alla vittoria.

Finché la nave persiana va… lasciala affondare

Come dissi prima, il tempestoso mar Egeo si rivelò un ottimo alleato del popolo ellenico, facendo schiantare numerosi navi persiane con gli scogli della costa greca.

Ricostruzione di una tipica nave persiana

Lo sguardo del Gran Re

Serse galvanizzato dalle continue vittorie, era certo che la campagna in Grecia sarebbe finita entro poco, volendosi godere lo spettacolo della disfatta ellenica, ordino’ che il suo trono fosse posto in cima al Monte Egaleo, mettendone Artaferne a conoscenza.

La Persia era un impero molto meritocratico che elargiva grandi premi agli strateghi più astuti. Artaferne, sebbene fosse un ammiraglio competente e prudente, era anche molto ambizioso e la vittoria persiana a Capo Artemisio si deve alla sua lungimiranza.

Chissà, magari vincendo a Salamina in maniera rapida e decisa, con un bel attacco in piena regola, avrebbe di certo attirato su di sé le lodi del suo regale cugino, che lo avrebbe premiato facendolo satrapo di tutta Grecia. Ciò che però accadde smentì tutto questo. Artaferne finì nella trappola di Temistocle.

Una situazione alquanto ridicola

Gli ammiragli persiani per poter scampare all’ imboscata greca , ma ovviamente dietro di loro trovarono la loro stessa flotta che si schiantarono una contro l’altra, creando una reazione a catena che fu disastrosa per gli achemenidi. I persiani persero molti valenti combattenti senza che avessero avuto la possibilità di combattere

La mente è l’arma più potente che un uomo può avere e quella del generale ateniese era prodigiosa. Subito dopo la battaglia di Salamina l’ellenico mandò un messaggio a Serse, dicendogli che sarebbe andato a distruggere il ponte di navi che il Gran Re aveva usato per raggiungere la Grecia.

In realtà era solo un bluff dell’ ateniese. Il Re dei Re fu così spaventato da questo annuncio che, sotto suggerimento della valente Artemisia di Caria10 si  ritirò in Asia.

Possibile rappresentazione di Artemisia di Cari

Le conseguenze di questa epica battaglia navale furono evidenti

I persiani avevano sofferto perdite terribili, si dice di metà della flotta. Serse era in fuga e lasciò il comando a Mardonio, generale competente e ben preparato, che si ritrovò con un numero esiguo di combattenti.

La guerra greco-persiana finì in quel momento e le battaglie di Platea e Micale furono solo strascichi. I persiani persero ogni territorio in Europa, Serse anni dopo il conflitto venne assassinato per il suo fallimento e gli achemenidi non avrebbero mai più provato ad invadere la Grecia.

E Temistocle?

Il grande generale ateniese andò incontrò ad un destino veramente infelice. Dopo la fine della guerra,  i suoi vecchi rancori contro Sparta vennero di nuovo a galla e in segreto accordo con il decaduto Pausania, re di Sparta che governò al posto del deceduto Leonida, tentando di formare un’ alleanza con l’ impero Persiano per poter distruggere la città favorita da Ares.

Temistocle era terrorizzato dal fatto che gli spartani volessero conquistare tutta la Grecia, ma questo non era affatto nelle loro intenzioni. Fu per un crudele gioco di destino, che le sue azioni nel successivo futuro scatenarono il furioso conflitto che prenderà il nome di Guerra del Peloponneso (431 – 404  a.C).

L’ ateniese, ostracizzato11 dalla sua città nel 471 a.C, andò prima ad Argo per fomentare una coalizione anti spartana, dopo di che andò in Persia, dove venne ospitato come un amico alla corte di Re Artaserse I.

L’ uomo che aveva sconfitto il più potente impero del mondo, ora ne faceva parte.  Morì per cause ignote (forse suicida) nel 460 a.C.

BIBLIOGRAFIA

  1. http://www.sunelweb.net/modules/sections/index.php?artid=1074
  2. La potente dinastia egizia dei Kemet fu sottomessa dal figlio di Ciro, Cambise II. La battaglia decisiva del conflitto Persiano- Egizio fu la battaglia di Pelusio https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Pelusio_(525_a.C.)
  3. https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/6a/Colonie_greche_e_fenicie_in_Italia.jpg
  4. http://www.grecia.cc/civilta_minoica.html
  5. http://cultura.biografieonline.it/minotauro/
  6. Per dovere di cronaca, a differenza di quello che dice il regista Snyder nel film “300: Rise of an Empire”, il Gran Re Dario non morì a Maratona e Temistocle non era il comandante in campo delle forze ateniesi. Fu il Polemarco (rango simile al nostro generale, o addirittura al capo di stato maggiore) Callimaco di Afidna, che morì eroicamente durante l’offensiva ateniesi, venendo osannato sia dai greci che dai persiani.
  7. http://www.treccani.it/enciclopedia/artaferne_(Enciclopedia-Italiana)/
  8. Il numero di navi che ho citato è una media di reali dati storici odierni, e non quelli reportati da  Erodoto che esagerò il numero reale per quei tempi (parlò di 2000 navi)
  9. Secondo alcuni storici, i persiani usarono i primi Marines della storia
  10. Mi sarebbe piaciuto scrivere di più di questa potente guerriera, la quale mise in difficoltà le forze greche ma non sono così ben informato. Indico qui una sua bellissima bibliografia http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/artemisia-di-alicarnasso/
  11. http://www.treccani.it/vocabolario/ostracizzare/

 Leggi le due puntate precedenti: Gli schiavi in Persia – La Battaglia delle Termopili

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