ETERNO ODIO

Poesia scritta dal Professor Lorenzo Carbone

Mentre il figlio tiene la mano di quel corpo morente, il padre gli chiede di onorare una promessa

Una promessa di odio, di una violenza che non deve essere repressa

“Giura di odiare Roma” disse Amilcare prima di spirare

Annibale lo guarda, la fronte gli bacia, “ la tua volontà voglio onorare”

Tocca la ferita che conduce il valoroso genitore alla morte

Il Barca non era mai stato così forte

Due anni dopo, Sagunto sente la furia del figlio di Cartagine

I princeps furenti chiedono spiegazioni alla rivale , voglio una tregua senza margine

Ma Marte e Baal hanno già deciso, i pezzi della scacchiera sono pronti, la guerra è alle corte

Annibale è alle porte

I mercenari punici affilano le lame, i cavalieri fremono per la battaglia

I trentasette elefanti barriscono , Roma non si aspetta un esercito di questa taglia

Le Alpi sono giudici imparziali , ma crudeli

Molti elefanti cadono nei dirupi, i soldati punici cadono nei liguri tranelli

Dopo il Ticino, a Carre Roma trema per davvero

I punici e gli africani sono affiancati da Insubri e Boi, guerrieri dall’ onore vero

A Canne, il Barca ormai guercio stringe le legioni in una tenaglia

Emilio Paolo muore, travolto dal suo esercito, ormai divenuto marmaglia

Mai come ai tempi di Brenno, Roma ebbe così tanta paura, il sogno di Amilcare sta per divenire realtà

Ma le Parche hanno tessuto un’altra verità

Solo e abbandonato da politici opulenti e impauriti, Annibale vaga per l’Italia senza un fine

A Cuma e Capua la vittoria al punico non è più affine

A Zama tutto finisce

Una vendetta tanto agognata perisce

Esiliato

Per il resto della sua vita da Roma venne cacciato

Braccato

Condannato

Per orgoglio morì avvelenato

Lo splendore della cultura e dell’arte della guerra era Annibale

Il leone di Cartagine

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