La panoplia dei Celti

Quando si parla di storia militare antica si prendono sempre ad esempio Greci e Romani, ma nessuno parla mai dei Celti, popolo che innovò grandemente la dotazione militare e diede ai Romani i mezzi per creare la loro potenza militare; in questo articolo parlerò delle armature e delle protezioni usate dai Galli.
Prima di tutto bisogna menzionare che essi possedevano una competenza infinitamente maggiore nella lavorazione del ferro rispetto agli altri popoli, visibile nell’uso della cotta di maglia, nella lavorazione delle spade e negli elmi.

La Lorica Hamata, cotta di maglia, è un’armatura di origine incerta, formata da anelli di ferro incastrati fra loro che dava assoluta protezione dai fendenti nelle zone coperte e non impediva nessun tipo di movimento per via della sua natura molto flessibile, paragonabile a quella di una normalissima maglia in tessuto, copriva il torso fino ai glutei circa, era però vulnerabile ai colpi di punta che potevano aprire gli anelli e gli urti erano poco attutiti a causa della sua flessibilità e viene citata come armatura classica dei Celti anche da Varrone:

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“Sotto questo nome (lorica) si trovarono ad essere indicate le corazze galliche di ferro, che erano vere tuniche a maglia di ferro.”
-Varrone, de Lingua Latina, 5.24

Crediti immagine: Sandra Busatta

Esistono vari tipi di cotta di maglia, quella celtica era la 4 a 1 ovvero l’incastro era formato da 4 anelli inseriti in 1 e ci sono anche alcuni resti di maglia rivettata ovvero i cui anelli venivano ribattuti e chiusi con un chiodino, ciò la rendeva più resistente ai colpi di punta; tempo fa venne ritrovato anche il frammento di una 6 in 1.

risalente al III sec. a. c.

Le cotte di maglia, vista la loro efficacia nel bloccare tutte le armi da taglio, furono poi prese da Roma ed utilizzate in maniera massiccia nelle epoche fino all’introduzione della polvere da sparo.

Gli elmi dei Celti si evolvono durante i secoli: se gli elmi hallstattiani erano conici e senza protezioni per la nuca e il viso, gli elmi lateniani dal V-IV sec. a. C. si stondano e sviluppano paragnatidi per proteggere i lati del viso e un paranuca. Gli elmi più comuni dal IV al II sec. a. C. sono chiamati Monterfortini, prendono il nome dalla necropoli di Montefortino (AN) dove fu ritrovato il primo esemplare, potevano essere in ferro o in bronzo se usati per combattere, mentre alcuni in bronzo ricoperti in oro con decorazioni in corallo o pietre preziose venivano usati come simbolo di potere e ricchezza. I paragnatidi erano mobili grazie a delle cinture, quindi potevano essere alzati, abbassati o stretti in base alle necessità o, semplicemente, per mettere e togliere l’elmo; questo tipo di elmo fu poi preso ed utilizzato dai Romani fino al I sec. a. C., quando Cesare conquistò la Gallia e adottò un altro tipo di elmo gallico chiamato il Gallico Imperiale, un’evoluzione del Montefortino più stondata e con una maggiore protezione sulla nuca; questo tipo di elmi è, ai giorni nostri, l’icona del legionario imperiale di I e II sec. d. C.

Nella galleria qui sotto trovate due elmi Montefortini in bronzo, necropoli di Montefortino (AN) – IV sec. a.c.

Infine abbiamo le cinture sospensorie: sviluppate dal III sec. a. C., erano delle cinture in catene di ferro con fodero annesso per la spada; inizialmente erano formate da una catena in ferro e una cintura in cuoio e, in seguito, furono perfezionate fino ad avere solo la catena. In pratica erano progettate per seguire i movimenti del corpo impedendo alla spada di cadere e di essere d’intralcio durante la corsa, inoltre venivano indossate sopra la cotta di maglia e aiutavano a sostenerne il peso.

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Nella galleria qui sotto trovate gli schemi della cintura sospensoria.

 

Va sottolineato che le cotte di maglia non erano utilizzate in massa perché costose e i Celti avevano la mentalità di non aver paura della morte, anzi cercavano una morte gloriosa, quindi una corazza era come ammettere di avere paura della morte; chi la usava era perché necessitava di sopravvivere più a lungo in quanto un nobile o un re. Invece gli elmi e le cinture sono molto comuni nelle tombe dei guerrieri, quasi tutti li possedevano con più o meno decorazioni.