Taboo – Recensione

Bisogna essere onesti e chiari sin da subito: Taboo non è facile da seguire.

Taboo non è una serie facile da seguire. Bisogna essere onesti e chiari sin da subito.

1814, Regno Unito.
James Delaney (Tom Hardy) è stato fino agli estremi confini della terra ed ora è tornato a Londra per il funerale del padre, 12 anni dopo la sua “morte” e con 14 diamanti rubati.

Tom Hardy - Taboo - 2017
Tom Hardy – Taboo – 2017

Basterebbe già questa breve descrizione per invogliarvi a vedere questa nuova serie, trasmessa su FX (USA) e BBC One (UK), con protagonista l’attore inglese capace di recitare solo con versi gutturali.
Nei panni di un ex caporale della Compagnia Britannica delle Indie Orientali, si ripresenta in un ambiente che lo crede morto nel naufragio della Influence, lungo le coste africane.

Ritorna per riscattare quel calice avvelenato che è l’eredità della propria famiglia, nella quale vi è compresa la Baia di Nootka, una striscia di terra situata sulla costa occidentale dell’isola di Vancouver nella Columbia Britannica in Canada.
Un lembo di terra così piccolo ma al tempo stesso strategicamente importante per il commercio del tè con la Cina, conteso tra i nascenti Stati Uniti d’America, la Corona Britannica e La Compagnia Delle Indie Orientali.

Queste sono solo le premesse di quella che riteniamo una delle più belle serie del 2017.

The dark side of Delaney

Il clima cupo e oscuro che avevamo intravisto nel trailer, ci travolge sin dalle scene iniziali con ambienti nebbiosi e riprese quasi completamente buie.
È il ritorno dagli inferi di James Keziah Delaney.
L’intera serie è intrisa di mistero e di soprannaturale, in particolar modo la figura del protagonista sul quale girano leggende che spaziano dal cannibalismo all’uso delle arti magiche.
I collegamenti con il soprannaturale sono rafforzati dai comportamenti di James, compresa la recitazione di preghiere e incantesimi.
La lingua misteriosa utilizzata durante tutta la serie è il Twi, idioma parlato dagli Ashanti popolo nativo del Ghana.
Inoltre attraverso l’uso di erbe e fumigazioni, è in grado di avere visioni inquietanti, ma non si sa se queste siano reali, semplici ricordi, o il risultato di una mente deviata (come quella della madre che venne rinchiusa in un ospedale psichiatrico prima di morire).

Lo stesso Tom Hardy ha dichiarato a proposito:

È una parte della narrazione molto meno importante di quanto si possa pensare. È un meccanismo che abbiamo usato per far entrare lo spettatore nella testa del personaggio. Potrebbe essere qualcosa di sciamanistico o una sorta di terzo occhio o potrebbe essere semplicemente una persona disturbata.

James Delaney - Tom Hardy - Taboo - 2017
James Delaney – Tom Hardy – Taboo – 2017

Nootka Sound

La trama ruota attorno alla proprietà di questa striscia di terra della quale è originaria la madre di James, Salish/Anna Delaney.
A differenza di quanto si possa pensare, è un luogo realmente esistente e che è stato il centro del mondo per almeno 20 anni alla fine del 1700.

Quella che in italiano è stata tradotta con Baia di Nootka (qui un immagine ci fa capire la sua posizione esatta) in realtà è un fiordo e fa parte del territorio dei Nuu-chah-nulth, una tribù di nativi americani dalla quale deriva Salish.
Scoperta realmente nel 1774 dagli Spagnoli, fu contesa tra Impero britannico e Impero spagnolo proprio grazie alla sua posizione favorevole per l’espansione nell’Oceano Pacifico.
Citando Wikipedia: “La Crisi di Nootka si dimostrò complicata, e si risolse pacificamente grazie a tre trattati noti collettivamente come convenzione di Nootka, grazie ai quali la Spagna rinunciò ad alcuni diritti. Il risultato fu una netta vittoria per gli interessi politici e commerciali britannici.La convenzione di Nootka aprì agli inglesi le porte del Pacifico.”

Taboo invece raffigura Nootka come un luogo contestato nel 1812-1815 (quindi quasi 30 anni dopo) fra l’America e la Gran Bretagna (e gli Spagnoli son spariti!), che risulta essere di proprietà privata della famiglia dopo che il padre Horace comprò “una striscia di costa” accanto ad essa in circa 1784.
Oltre alle due nazioni è anche voluta dalla potente Compagnia delle Indie Orientali per la sua funzione geografica come il porta per il commercio in Cina.

Durante la prima stagione non abbiamo mai visitato questo luogo ma non significa che in futuro non possa vedersi.
La maggior parte delle riprese invece sono state effettuate a Londra e in particolar modo per l’abitazione della famiglia Delaney è stato utilizzato un palazzo noto come Chamber House, su Wapping Wall, una strada situata nell’East End di Londra.

È la fine, quella più importante

Come detto, Taboo non è una serie facile da seguire soprattutto in lingua originale.
Vuoi per una recitazione molto inglese, con parole biascicate e slang, vuoi anche per la trama che si sviluppa con un intreccio narrativo che si chiarisce solo all’ultima puntata.

Il percorso di “ricomposizione” emotiva che compie James è profondo e tortuoso, tra rapporti incestuosi e ricordi di una famiglia mai stata tale.
L’assenza di trama verticale aiuta il personaggio ad evolversi psicologicamente, portandolo alla consapevolezza della sua natura “indigena”  e a fare delle scelte che sinceramente non ci aspettavamo.
Imbastisce una fitta rete di situazioni a lui favorevoli creando una reazione a catena che nel momento in cui viene innescata lo porta a trovarsi in posizione avvantaggiata anche nei confronti dell’Impero Britannico stesso.
L’intera stagione è una lunga partita a scacchi e ogni puntata è una mossa per arrivare allo scacco matto.

È bravo ma non si impegna

Come avete potuto intuire siamo rimasti positivamente colpiti da questa serie “made in Hardy’s Family” (è scritta da Tom, dal padre Chips e Steven Knight) ma non è tutto oro quel che luccica perchè appena conclusa la visione dell’ottava e ultima puntata, ci siamo guardati e ci siamo detti “Minchia, pesantuccia però eh?!”.

Tecnicamente non gli si può dire nulla.

Ha una bellissima regia (le ultime 4 puntate meglio delle prime 4), la fotografia è curatissima e le location allestite veramente bene.
Discorso diverso per la narrazione che procede con lentezza e a tratti quasi soporifera, se per di più ci aggiungete che Tom Hardy preferisce più grugnire che parlare, avete il quadro completo.

Nel cast troviamo nomi che farebbero impallidire qualsiasi produzione, tra i quali L’Alto Passero di Game of Thrones, la protagonista dello Speciale di Natale di Black Mirror o il vice di Frank Underwood in House of Cards. Di seguito la lista degli interpreti principali:

Tom Hardy Tom Hardy
 James Keziah Delaney
David Hayman David Hayman
 Brace
Jonathan Pryce Jonathan Pryce
 Sir Stuart Strange
Oona Chaplin Oona Chaplin
 Zilpha Geary
Edward Hogg Edward Hogg
 Godfrey
Jessie Buckley Jessie Buckley
 Lorna Bow
Stephen Graham Stephen Graham
 Atticus
Michael Kelly Michael Kelly
 Dumbarton
Jefferson Hall Jefferson Hall
 Thorne Geary
Jason Watkins Jason Watkins
 Solomon Coop
Tom Hollander Tom Hollander
 Cholmondeley
Mark Gatiss Mark Gatiss
 Prince Regent
Lucian Msamati Lucian Msamati
 George Chichester

 

Detto questo, non ci sentiamo assolutamente di bocciarla perché saremmo degli eretici, ma dalla seconda stagione (già confermata e in uscita nel 2018) ci aspettiamo qualcosa di più.

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