RASPUTIN: I CAZZI DURI DELLA STORIA #7

Il fascino siberiano alla corte dei Romanov

Oggi miei cari amici di Mente Digitale, nel nostro nuovo numero della rubrica “I Cazzi Duri della Storia” vi parlerò di un personaggio estremamente carismatico, su cui sono nate tantissime leggende,alcuni lo considerarono un Santone, altri lo paragonarono al Male più assoluto.

Oggi vi parlerò del celebre Rasputin ( (Pokrovskoe, 21 gennaio 1869San Pietroburgo, 30 dicembre 1916, 9 gennaio 186917 dicembre 1916 secondo il calendario giuliano)

Rasputin in Siberia

LA VITA

Grigorij Efimovič Rasputin era il quinto di nove figli ma solo lui e una sorella, Feodosija (25 maggio 1875 – 1900), raggiunsero la maturità. Per anni alternò il lavoro dei campi all’allevamento di cavalli e all’attività di vetturino. Non frequentò la scuola ma, grazie ad un forte carisma, attirò spesso l’attenzione degli altri; fin da piccolo dimostrò un grande interesse per le antiche credenze, sia cristiane (e non solo ortodosse, ma anche cristiano cattoliche , ariane , islamiche sunnite e sciite) che pagane. Una  diceria (la quale non è mai stata constata) ci narra di un giovanissimo Rasputin, che  cadde in un torrente insieme ad uno dei suoi fratelli (un certo Michail), venendo trascinati per diversi chilometri, entrambi si salvarono, ma il fratellino morì poco dopo di polmonite, a differenza di Grigorij, che non dimostrò mai sintomi di malattia. Questo fece sorgere in lui un complesso messianico.

Molto alto (1.93 m) , la barba folta e i capelli lunghi, con uno sguardo magnetico che sapeva infondere terrore, fascino e rispetto, Rasputin ottenne la sua grande cultura da autodidatta, sebbene secondo i suoi detrattori fosse del tutto analfabeta (fatto assolutamente non vero, visto che si iniziò alla letteratura tramite una Bibbia di suo padre) . Affermò di aver avuto una visione della Madonna di Kazan ,decise di abbracciare completamente la vita mistica e di intraprendere un lungo pellegrinaggio fino al Monte Athos, esperienza che, tuttavia, lo deluse profondamente.

Giovanni di Kronstadt

Divenne un monaco “autodidatta”, tutti coloro che lo conobbero rimassero impressionati dal suo fisico scultoreo, dovuto ad una vita di fatica , alla sua grande conoscenza delle arti antiche, il suo carisma fu tale che arrivò addirittura a conoscere il Santissimo Giovanni di Kronstadt, uno degli uomini religiosi ancora adesso più amati in Russia ( il suo culto è così radicato nell’ animo dei Russi, che durante il periodo sovietico, l astuto Lenin lo nominò “amico del popolo”, mentre molte altre figure religiose vennero bandite o ridimensionate), ma la vera svolta fu quando fece amicizia ( sarebbe meglio dire… Trombamicizia) con la Principessa del Montenegro Milica, che gli presentò lo Tzar di tutte le Russie, Nicola II Romanov, l’ultimo monarca di Russia.

Nel 1907, dopo aver incontrato e sedotto la Zarina Aleksandra Fëdorovna, la monarca lo supplicò di poter curare il suo primogenito Aleksej. Il piccolo erede al trono aveva una terribile malattia congenita, trasmessagli dalla madre, l’emofilia, ogni ferita sarebbe stata letale per il piccolo, il quale non aveva piastrine per fermare anche dei semplici tagli, che sarebbero state delle gravi emorragie. Rasputin unì i suoi sapere arcani con la medicina occidentale  e SEMBRA che riuscì a migliorare la situazione di Aleksej , il quale comunque, visse diversi anni in relativa serenità.

La Famiglia Romanov

L’ASCESA AL POTERE.

I Romanov, come era logico aspettarsi, furono infinitamente grati a questo Saggio, i quali gli permisero di vivere con loro. La cosa non dovrebbe stupire troppo, Agli inizi del XX secolo, anche prima dell’arrivo di Rasputin, la classe dirigente russa era ampiamente interessata ai fenomeni religiosi: infatti, da un lato si era assistito ad una vera e propria rinascita religiosa, caratterizzata da un profondo interesse per la letteratura spirituale ed una forte ripresa del fenomeno dei pellegrinaggi, dall’altro era forte la curiosità per l’occultismo e del misticismo; la stessa Zarina, Alessandra, non era immune a tali interessi dal momento che aveva incontrato numerosi “santi folli” nella speranza di trovare una intercessione con Dio. Rasputin accettò con piacere, visto che nel palazzo imperiale aveva tutto ciò che bramava più di ogni cosa al mondo, cultura, fama, rispetto, ma soprattutto… una schiera infinita di donne per poterlo appagare sessualmente.

I detrattori di questo pensatore, dicono che nelle sale del Palazzo di Inverno spesso e volentieri vi fossero orge di ogni tipo, in cui anche animali era coinvolti, donne nude che pregavano Rasputin di possederle (molte leggende parlano del fatto che Rasputin avesse un pene di quasi 30 cm… Rocco levati). Tutte queste sono solo storie di palazzo, ma una sola cosa è certa.. Rasputin amava più di ogni cosa i rapporti carnali, in molti suoi scritti parla del suo non riuscire a fare a meno del sesso.

Il presunto pene di Rasputin

Agli inizi del 1914, ormai influente personaggio nelle vicende politiche russe, Rasputin decise di visitare il suo villaggio natio di Pokrovskoe per rivedere il padre e aiutarlo nei lavori agricoli:  li fu improvvisamente attaccato da una donna con il volto nascosto da un fazzoletto nero; la donna, Chionija Guseva, pugnalò Rasputin nello stomaco, appena sopra l’ombelico. Nonostante la copiosa perdita di sangue, il monaco siberiano dimostrò ancora una volta la sua enorme resistenza fisica scappando dalla donna, prese un grosso tronco di legno e lo usò per mettere ko la donna. Non si seppe mai chi fosse il mandante dell’ assassinio, molti a palazzo puntarono il dito contro i nobili che non sopportavano il potere sempre maggiore del Sant’ uomo. Andò da solo in ospedale per farsi operare,  dove venne raggiunto dallo Zar. A quanto pare Rasputin cominciò ad avere visioni del futuro, un futuro apocalittico per la Russia Zarista. Scongiurò Nicola II di non seguire la striscia di violenza che stava facendo precipitare l’ Europa nella Prima Guerra Mondiale, ma nessuno gli diede ascolto.

Quando scoppiò il conflitto, Rasputin fu il principale oppositore all’ utilizzo della forza… Forza che l Impero Russo non aveva per nulla, le armate erano demotivate, con pessimi equipaggiamenti e ufficiali incompetenti e crudeli (svariati battaglioni zaristi vennero messi al muro per diserzione). Le perdite contro l’ Impero Tedesco erano enormi, le potentissime truppe di Guglielmo II avanzavano inesorabili. Fu li che Rasputin ebbe un’ altra visione, sognò un treno che avrebbe portato la rovina sulla famiglia nobiliare russa. Ben presto le parole di Rasputin, il suo modo decadente di vivere, le sue perversioni, lo resero sempre più inviso a corte, fu li che scattò il piano per ucciderlo. Felix Jusupov, potente nobile e cavaliere imperiale, nonché celebre per i suoi gusti pansessuali, decise che il suo nome sarebbe passato alla storia come quello di colui che uccise Rasputin.

Felix Jusupov

LA MORTE

Tra il 16 e il 17 di dicembre del 1916, invitò Rasputin a casa sua per parlare di politica e di magia. Il nobile gli offrì del te, del vino e dei pasticcini, pieni di cianuro, una quantità a dire di Jusopov “ pari a uccidere un intero branco di elefanti” Nelle sue memorie, Jusupov offrì il tè a Rasputin insieme  a diverse bottiglie di vino provenienti dalla propria riserva privata; dopo un’ora Rasputin parve abbastanza ubriaco ma ancora non dava segnali di avvelenamento: timoroso che potesse sopravvivere fino al giorno dopo, Jusupov salì al piano di sopra per consultare gli altri congiurati finché si decise di sparare a Rasputin; sceso nuovamente, Felix sparò colpendo Rasputin nel petto tra lo stomaco ed il fegato per poi risalire al piano di sopra. Quando andò a controllare il corpo, il monaco si rialzò con impeto e lo prese per la gola, con gli occhi di un bagliore infernale. Gli altri congiurati aprirono il fuoco contro Rasputin, il quale disperato scappò di casa, collassando stremato sulla neve. Jusupov preso dall’ ira, inseguì il povero monaco, colpendolo con violenza con lo stivale, facendogli quasi rientrare un occhio nell’ orbita. Ma Rasputin non aveva alcuna intenzione di morire… Allora venne pugnalato molte volte da tutti gli insorti. Dopo numerose coltellate ed aver perso una quantità oscena di sangue. Rasputin a quanto pare morì. Jusupov e i suoi uomini decisero di gettare il cadavere nel fiume Nevska , dove venne ritrovato il giorno dopo. Secondo le autorità  della polizia zarista che trovarono il corpo senza vita di Grigorji, il monaco aveva una grande quantità di acqua nei polmoni, segno che quando venne buttato nel fiume, fosse ancora vivo.

Le profezie di Rasputin un anno dopo si realizzarono, infatti, all’ interno di un treno del carbone, proveniente da Berlino, vi era la rovina della famiglia Romanov. Questa rovina aveva un nome, ed era Vladimir Lenin, padre della Grande Rivoluzione Sovietica, fondatore dell’ Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

Lenin e la Rivoluzione di Ottobre

BIBLIOGRAFIA

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