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	<title>Mente Digitale</title>
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		<title>Scoperto il sesto dito dell&#8217;elefante</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 18:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>William J.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biologia]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<description><![CDATA[Sfuggito all&#8217;osservazione degli anatomisti per tre secoli, è formato dall&#8217;espansione fino a cinque-dieci centimetri di una delle ossa sesamoidi del polso, solitamente lunghe pochi millimetri. Questa struttura si sarebbe evoluta in seguito all&#8217;aumento delle dimensioni dell&#8217;animale, agevolando la camminata &#8220;in punta di piedi&#8221; del pachiderma, simile a quella adottata dai cavalli. Ma non tutti gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="blue">L&#8217;elefante è da sempre il mio animale preferito, ed in questi giorni hanno fatto una scoperta interessante:<br />
Ha sei dita!<br />
Riporto integralmente l&#8217;articolo di <a href="http://www.lescienze.it" target="_blank">Lescienze.it</a></p>
<p>Buona lettura!</div>
<p style="text-align: justify;">Sfuggito all&#8217;osservazione degli anatomisti per tre secoli, è formato  dall&#8217;espansione fino a cinque-dieci centimetri di una delle ossa  sesamoidi del polso, solitamente lunghe pochi millimetri. Questa  struttura si sarebbe evoluta in seguito all&#8217;aumento delle dimensioni  dell&#8217;animale, agevolando la camminata &#8220;in punta di piedi&#8221; del  pachiderma, simile a quella adottata dai cavalli. Ma non tutti gli  esperti sono d&#8217;accordo: servono altre ricerche, su animali vivi e in  libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">A guardarle, è difficile immaginare qualcosa di più solido e &#8220;ben  piantato&#8221; delle zampe di un elefante. Eppure l&#8217;immenso pachiderma  cammina in punta di piedi, come peraltro fanno anche cavalli e cani,  mentre il tallone poggia su un ampio e largo cuscinetto di grasso, al  quale si deve l&#8217;ingannevole impressione che abbia un piede piatto. Quel  cuscinetto ha peraltro nascosto il fatto che la zampa dell&#8217;elefante ha  un sesto &#8220;dito&#8221;, finora sfuggito  all&#8217;attenzione degli anatomisti, la  cui esistenza è stata ora dimostrata da un gruppo di ricercatori del  Royal Veterinary College a Londra, che lo descrive in <a href="http://www.sciencemag.org/content/334/6063/1699">un articolo pubblicato su &#8220;Science&#8221;</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">In  effetti, il primo anatomista ad aver mai dissezionato un elefante,  l&#8217;inglese Patrick Blair, nel 1713 aveva riportato nel suo resoconto  scientifico l&#8217;esistenza di quello strano sesto dito, ma i contemporanei e  tutti i successori scambiarono quella protrusione ossificata per un  irrilevante pezzo di cartilagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sesto dito è costituito da  una sorta di spuntone rivolte all&#8217;indietro che si è evoluto da una delle  ossa sesamoidi, un gruppo di di piccole ossa  dei polsi e delle  caviglie che fungo da ancoraggio e sostegno dei tendini, e che  solitamente misurano pochi millimetri (ossia le dimensioni dei semi di  sesamo, da cui prendono appunto nome), contro i 5-10 centimetri di  quelli dell&#8217;elefante.</p>
<p style="text-align: justify;">Un sesto dito è presente anche in alcune  altre specie animali, come alcune specie di topo e  di rane,  ma il caso  più famoso è sicuramente quello del panda gigante, in cui è proprio  dall&#8217;osso sesamoide che si è evoluto il suo &#8220;pollice&#8221; opponibile.<br />
<a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2012/01/piede.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3030" title="piede" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2012/01/piede.jpg" alt="" width="460" height="588" /></a> Confronto  fra le strutture anatomiche della mano e del piede umani e delle zampe  dell&#8217;elefante. Le ossa sesamoidi interessate sono in bianco. (Cortesia  &#8220;Science&#8221;)<br />
Secondo Hutchinson per tre  secoli gli anatomisti hanno ignorato quel dito in primo luogo perché è  profondamente  &#8220;affogato&#8221; nel cuscinetto   di grasso, ma anche perché rispetto alle altre dita subisce un processo di ossificazione in parte anomalo.</p>
<p style="text-align: justify;">La  scoperta è stata resa possibile dallo studio, durato tre anni, di una  collezione di zampe di elefanti  appartenuti a zoo e parchi faunistici,  inviati al centro in cui lavora Hutchinson per stabilire le cause del  decesso. I ricercatori hanno studiato le zampe ricorrendo alla  tomografia computerizzata, e hanno anche cercato di stabilire la storia  evolutiva di questa struttura anatomica: gli antenati degli elefanti non  ne disponevano e la loro caviglia poggiava sul terreno ma, oltre a  essere di dimensioni inferiori, passavamo molto tempo in acqua. Con  l&#8217;aumento delle dimensioni e la minore permanenza in acqua, l&#8217;animale  avrebbe adottato una postura &#8220;in punta di piedi&#8221; per reggere meglio il  peso, favorendo così la cooptazione di un osso sesamoide a struttura di  supporto del carico.</p>
<p style="text-align: justify;">La conclusione di  Hutchinson e  collaboratori non convince peraltro tutti gli esperti: Gerald  Weissengruber, docente di veterinaria all&#8217;Università di Vienna,  intervistato da &#8220;Nature&#8221;, ha per esempio rilevato che lo studio ha  esaminato principalmente zampe di animali in cattività i quali, osserva,  soffrono notoriamente molto spesso di disturbi e patologie alle zampe.  Per questo, prima di considerare assodata la spiegazione proposta,  sarebbe necessario avere una conferma attraverso lo studio di animali  vivi e allo stato naturale. Un&#8217;impresa però molto difficile, dato che  &#8211;   osserva  Hutchinson  &#8211;   questi animali sopportano molto male  l&#8217;anestesia, mentre lo studio con ultrasuoni è ostacolato dalla  dimensione e dalla composizione dei tessuti della zampa.</p>
<div class="ba_user_rank"><div class="green"><strong>Statistiche dell'autore</strong><br />
Punteggio: <strong><span class="user_points"><small>1112</small></span></strong> | Livello: <strong><span class="user_title">9</span></strong></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>Orrore negli ospedali psichiatrici giudiziari</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 01:52:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>William J.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Queste terribili immagini ritraggono  una &#8220;retata&#8221; a sorpresa effettuata in un ospedale psichiatrico giudiziario. Se esiste l&#8217;inferno dev&#8217;essere simile ad un posto come questo. Ti è piaciuto l&#8217;articolo? Condividilo prima dei tuoi amici tramite il menu qui a sinistra! Statistiche dell'autore Punteggio: 1112 &#124; Livello: 9]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Queste terribili immagini ritraggono  una &#8220;retata&#8221; a sorpresa effettuata in un ospedale psichiatrico giudiziario.<br />
Se esiste l&#8217;inferno dev&#8217;essere simile ad un posto come questo.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<table width="100%"  align="center" bgcolor="#FFFFCC">
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<p><img src="http://www.buongiornoweb.com/webmaster/barre_e_divisori/_archivio/fisse/divisori_188.gif"><br />
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<img src="http://www.buongiornoweb.com/webmaster/barre_e_divisori/_archivio/fisse/divisori_188.gif">
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<div class="ba_user_rank"><div class="green"><strong>Statistiche dell'autore</strong><br />
Punteggio: <strong><span class="user_points"><small>1112</small></span></strong> | Livello: <strong><span class="user_title">9</span></strong></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>Animali radiocomandati</title>
		<link>http://www.mentedigitale.org/news/2011/12/animali-radiocomandati/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 18:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>William J.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo fa scrissi un articolo riguardante il controllo della mente e gli esperimenti del Dott.Josè Delgado. Oggi gironzolando sull&#8217;ottimo blog di Daniele Bossari ho trovato un pezzo che vale la pena di riportare integralmente. Buona lettura! Gli animali vengono spesso impiegati per aiutare l’uomo, grazie ai loro sensi raffinati. Nei terremoti per cercare i superstiti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-size: 11px;">Tempo fa scrissi un articolo riguardante il controllo della mente e gli<a href="http://www.mentedigitale.org/news/2011/06/manuel-jose-delgado-ed-il-controllo-della-mente/"> esperimenti del Dott.Josè Delgado</a>. Oggi gironzolando sull&#8217;ottimo<a href="http://postumano.com/" target="_blank"> blog di Daniele Bossari</a> ho trovato un pezzo che vale la pena di riportare integralmente. </span>Buona lettura!</p></blockquote>
<div style="text-align: justify;">Gli animali vengono spesso impiegati per aiutare l’uomo, grazie ai loro <strong>sensi raffinati</strong>.  Nei terremoti per cercare i superstiti, per scovare esplosivi o  sostanze illecite, o semplicemente per andare a tartufi. Questi sono  solo alcuni esempi, ma la ricerca tecnologica si è sempre impegnata per  carpire il segreto della sensibilità animale e poterlo riprodurre con  mezzi meccanici. E’ il caso del <strong>bio-sonar</strong> dei  pipistrelli, un sistema perfetto, ancora oggi studiato nei laboratori  che cercano di migliorare i moderni sonar militari. Gli esempi offerti  dalla natura sono innumerevoli.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Una soluzione per poter adoperare i sensi espansi degli animali arriva dalla <strong>neuroscienza</strong>.  Collegando degli innesti direttamente al cervello degli animali,  possiamo controllarne i movimenti con un radiocomando. In questo modo i <strong>cyber-animali</strong> possono essere usati per gli scopi più svariati, sfruttando tutta la loro<strong> potenza biologica</strong>.</p>
<p>Ma qual è il <strong>limite</strong> della sperimentazione? E’ un discorso delicato che suscita un vespaio etico.</p>
<p><strong>Le immagini che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità</strong>. Siete avvertiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1964 il neuroscienziato <strong>Josè Delgado</strong> (scomparso il 15 settembre 2011) fece un esperimento pionieristico. Studiando il cervello si chiese se fosse possibile <strong>inibire la ferocia innata dei tori</strong>.  Tramite un innesto di elettrodi nell’area del cervello responsabile dei  movimenti e dell’aggressività dell’animale, il Professor Delgado  trasmetteva segnali radio che potevano domare il toro. Ecco il  risultato:</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p>Il Dottor <strong>John Chapin</strong> studia il cervello dei topi da oltre vent’anni con lo scopo di creare un’<strong>interfaccia animale-macchina</strong>. Il risultato è il <strong>robot-topo radiocomandato</strong>.  Stimolando i baffi destri  il topo gira a destra, stimolando quelli  sinistri gira a sinistra. Il topo ha la libertà di scelta, ma se fa come  gli viene ordinato riceve un impulso nella zona del cervello che  stimola il piacere.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p>Ecco come funziona l’innesto:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://postumano.files.wordpress.com/2011/11/03-rat-illustration-11.jpg"><img class="aligncenter" title="03-rat-illustration-1" src="http://postumano.files.wordpress.com/2011/11/03-rat-illustration-11.jpg?w=614&amp;h=569" alt="" width="614" height="569" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://postumano.files.wordpress.com/2011/11/10-rat-illustration-21.jpg"><img class="aligncenter" title="10-rat-illustration-2" src="http://postumano.files.wordpress.com/2011/11/10-rat-illustration-21.jpg?w=614&amp;h=433" alt="" width="614" height="433" /></a></p>
<p>Uno dei progetti più sensazionali degli ultimi anni viene dal <strong><a title="darpa" href="http://www.darpa.mil/Our_Work/MTO/Programs/Hybrid_Insect_Micro_Electromechanical_Systems_%28HI-MEMS%29.aspx" target="_blank">DARPA</a></strong>: gli <strong>insetti-spia</strong> radiocomandati. Ho tradotto la spiegazione del programma <strong>HI-MEMS</strong> direttamente dal loro sito. Lascio a voi ogni commento…</p>
<p>HYBRID INSECT MICRO ELECTROMECHANICAL SYSTEMS (HI-MEMS)</p>
<p>Le <strong>api</strong> sono state addestrate per localizzare mine e <strong>armi di distruzione di massa</strong> attraverso il loro <strong>olfatto</strong>. Il programma Hybrid Insect Micro Systems (HI-MEMS) è volto a sviluppare la tecnologia per fornire il <strong>controllo sulla locomozione degli insetti</strong>, così come le redini sono necessarie per un efficace controllo della locomozione di un cavallo.</p>
<p>Le tecnologie derivate da HI-MEMS permeteranno molte funzionalità  robotiche a basso costo, impattando lo sviluppo dei sistemi di difesa  autonomi del futuro. La realizzazione dei cyborg fornirà piattaforme  compatte che utilizzeranno sistemi biologici altamente efficienti,  sviluppati nel corso di <strong>milioni di anni di evoluzione</strong>. Le piattaforme HI-MEMS estenderanno la durata e miglioreranno la capacità delle missioni microrobotiche, grazie all’<strong>efficienza combinata</strong> dell’accumulo di energia biochimica (grasso) e bio-attuatori (muscoli)  rispetto al metodo tradizionale di conservazione di energia chimica  (batteria) e attuatori (motori).</p>
<p>La tecnologia di base sviluppata in questo progetto servirà anche  come strumento biologico per capire e controllare lo sviluppo degli  insetti, aprendo nuovi orizzonti nella nostra comprensione dello  sviluppo dei tessuti e fornendo nuovi percorsi tecnologici per <strong>sfruttare i sensori naturali e la generazione di energia degli insetti</strong>.</p>
<p>Il programma HI-MEMS è finalizzato allo sviluppo di interfacce  strettamente collegate tra macchine-insetti collegando carichi  elettronici ai muscoli o ai sistemi neurali durante le prime fasi della <strong>metamorfosi</strong>.  Dal momento che la maggior parte dello sviluppo dei tessuti negli  insetti si verifica nelle ultime fasi della metamorfosi, la crescita dei  nuovi tessuti attorno al MEMS tenderà a guarire formando <strong>un’affidabile e stabile interfaccia tessuto-macchina</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://postumano.files.wordpress.com/2011/11/tobacco-hornworm-growth.jpg"><img class="aligncenter" title="tobacco-hornworm-growth" src="http://postumano.files.wordpress.com/2011/11/tobacco-hornworm-growth.jpg?w=450&amp;h=301" alt="" width="450" height="301" /></a></p>
<p>Lo scopo dell’innesto MEMS sarà quello di guidare la locomozione  dell’insetto, determinare la sua posizione ed estrarre l’energia per  gestire i sistemi elettronici.</p>
<p>Il controllo della locomozione degli insetti sarà studiato usando  diversi approcci, come l’eccitazione elettrica diretta muscolare, la  stimolazione elettrica dei neuroni, la stimolazione elettromeccanica  delle cellule sensoriali degli insetti e la presentazione di stimoli  ottici con presentazioni visive micro-ottiche. Anche l’estrazione di  energia sarà studiata usando diversi approcci, compresi i convertitori  termo-elettrici, generatori risonanti piezoelettrici e magnetici e  raccoglitori di energia a banda larga non risonanti.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p style="text-align: center;">
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<p style="text-align: center;"><a href="http://postumano.files.wordpress.com/2011/11/remote_controlled_bees.jpg"><img title="remote_controlled_bees" src="http://postumano.files.wordpress.com/2011/11/remote_controlled_bees.jpg?w=614" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Le ultime notizie che ho trovato riguardo il progetto  HI-MEMS risalgono al 2009. Forse gli insetti-spia ci stanno già  osservando. <strong>Maledette zanzare!</strong></p>
</div>
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<p><img src="http://www.buongiornoweb.com/webmaster/barre_e_divisori/_archivio/fisse/divisori_188.gif"><br />
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		<title>Unabomber: questioni e riflessioni</title>
		<link>http://www.mentedigitale.org/news/2011/12/unabomber-questioni-e-riflessioni/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 04:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>William J.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi sia Unabomber (quello nostrano) non ci è dato di saperlo, ma questo non ci vieta di fare un paio di considerazioni sulla tipologia di soggetto che ci si potrebbe trovare davanti in caso di cattura. Il post è stato scritto interamente da Luca DarKnight su occhirossi.it. Buona lettura. William J. Il parere di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chi sia Unabomber (quello nostrano) non ci è dato di saperlo, ma questo non ci vieta di fare un paio di considerazioni sulla tipologia di soggetto che ci si potrebbe trovare davanti in caso di cattura.<br />
Il post è stato scritto interamente da Luca DarKnight</strong> <strong>su occhirossi.it.</strong><br />
<strong>Buona lettura.<br />
William J.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><strong>Il parere di un criminologo non e&#8217; verita&#8217; assoluta</strong>.</h2>
<p>Molte volte, anzi,  riguardo ad una stessa situazione o ad uno stesso  soggetto, possono esserci pareri  discordanti, se non veri conflitti di  opinioni. Basti pensare per esempio a  quante volte in un processo si ha  uno scontro di perizie tra gli esperti  consultati, perizie che non  raramente hanno esiti radicalmente opposti tra  loro.<br />
Il motivo è duplice: da  una parte la natura della materia stessa  (&#8220;in-definita&#8221;, in costante sviluppo,  che si presta a più  interpretazioni e letture), dall&#8217;altra la &#8220;natura&#8221; del  singolo  criminologo (la formazione, gli studi, la mentalità individuale di  ognuno  influisce in modo determinante).<br />
Allo stesso modo, questo  lavoro è opera personale, un parere che certo  non vuole avere la pretesa e la  presunzione di essere qualificato come  puramente criminologico. Anche questo è  un parere, che può non trovare  tutti d&#8217;accordo poiché influenzato da tutto ciò  che vi è dietro: la  raccolta di informazioni e materiale, il confronto con  manuali, testi e  studi, e infine l&#8217;elaborazione di questo documento.</p>
<p>Tutto nasce quando una  ragazza pone queste domande:<br />
&#8220;Come va considerato  Unabomber? Un serial killer o che altro?&#8221;<br />
&#8220;Quale dovrebbe essere la  risposta pubblica ed istituzionale una  volta individuato il colpevole? Il  carcere, aspetto psichiatrico, il  trattamento, la cura, o il nulla?&#8221;.</p>
<h2><strong>I criminologi non hanno una specifica definizione  per Unabomber</strong>.</h2>
<p>Questa  considerazione di partenza è una perfetta conferma alla <strong>premessa</strong> introduttiva sui &#8220;conflitti di opinioni&#8221; in materia  criminologia.<br />
La conseguenza è chiara:  non essendoci definizione (anzi, di più: non  conoscendo chi sia in realtà il  soggetto, e quindi – soprattutto – non  conoscendo le sue condizioni psichiche)  non si può sapere a priori  quale sarà il &#8220;trattamento&#8221; da riservargli nel  momento (eventuale ed  auspicabile) in cui verrà scoperto. Per stabilire quali  misure e quali  pene applicare ad un soggetto, infatti, dovrà esserci un  regolare  processo che valuti le condizioni personali di tale soggetto, la sua   effettiva colpevolezza, le circostanze, la gravità o tenuità dei suoi  reati,  insomma, un mucchio di variabili. Il concetto è questo:  stabilire prima chi è  il reo, per applicargli poi le pene e/o misure  adeguate, perchè a seconda della  qualificazione si applicano diverse  possibili conseguenze.</p>
<p>A questo punto facciamo  una seconda premessa, che riguarda invece <strong>Unabomber  e il metodo </strong>che useremo.<br />
Per provare a dare una risposta  adeguata seguiremo questo procedimento: &#8220;dividiamo&#8221; Unabomber in due parti. Innanzi  tutto <strong>ipotizziamo che Unabomber sia un  unico soggetto agente</strong> (anche se non tutti concordano su questo).  Immaginiamo ora di prendere  questo soggetto e guardarlo come costituito da due  componenti, che  chiameremo l&#8217;Unabomber-criminale e l&#8217;Unabomber-persona.<br />
Quello che a noi è noto è  solo il primo, l&#8217;Unabomber-criminale. E&#8217; la  parte che si conosce e su cui si  possono esprimere valutazioni in base  a tutti i DATI REALI NOTI (gli atti, il  metodo, la zona…).<br />
Del secondo, cioè <strong>dell&#8217;Unabomber-persona, si intuisce  parecchio, ma non si sa quasi nulla</strong>. Certo, le indagini e le scienze che  collaborano in questo caso portano un notevole contributo, ma <strong>finora si hanno in mano solo POSSIBILI  RICOSTRUZIONI</strong>:  &#8220;si può immaginare&#8221; che abiti in una zona attorno a  Pordenone (infatti  molti degli atti a lui ricollegati sono avvenuti proprio lì,  come si  può vedere nelle cronologie presenti su molti siti web); &#8220;si può   immaginare&#8221; che sia un soggetto con un&#8217;ottima formazione di probabile  stampo  ingegneristico (ma potrebbe benissimo aver fatto altri studi e  aver appreso  queste nozioni al di fuori dello studio, per esempio per  passione personale);  &#8220;si può immaginare&#8221; il suo profilo (vedi la  Relazione al 29esimo  &#8220;International Congress on Law and Mental Health&#8221;  tenutosi a Parigi nel luglio  2005, relazione che titola &#8220;The   application of innovative criminal profiling techniques to a real case:  the  Italian Unabomber&#8221;; la collaborazione di diversi istituti e  software  porterebbe persino ad intuire &#8220;la possibile tipologia di  abbigliamento  adottato&#8221;).<br />
Tutte queste sono,  dicevamo, ricostruzioni: un modo di guardare  attraverso l&#8217;Unabomber-criminale  alla ricerca dell&#8217;Unabomber-persona  che c&#8217;è dietro. Persona di cui, però,  purtroppo non si sa quasi nulla:  non è un&#8217;affermazione di sfiducia nei  confronti del lavoro svolto dagli  &#8220;addetti ai lavori&#8221;, anzi, i passi da gigante  della criminologia e  delle scienze ad essa affiliate consentono, anno dopo  anno, di trovare  soluzioni altrimenti impossibili. Eppure oggi un nome ancora  non c&#8217;è, e  questo significa che attualmente non conosciamo l&#8217;Unabomber-persona.</p>
<p>A questo punto affrontiamo  le due questioni, e nel farlo  continueremo ad usare questo metodo: la prima  questione posta (&#8220;come va  considerato Unabomber?&#8221;) andrà a studiare l&#8217;<strong>Unabomber-criminale</strong>.<br />
La seconda (&#8220;quale  dovrebbe essere la risposta pubblica ed  istituzionale una volta individuato il  colpevole? il carcere, aspetto  psichiatrico, il trattamento, la cura, o il  nulla?&#8221;) verterà sulle  osservazioni su <strong>Unabomber-persona</strong>.</p>
<h2>La <strong>prima questione</strong>.</h2>
<p>Partiamo dall&#8217;escludere  ciò che Unabomber non è.<br />
<strong>Unabomber non è un serial killer. Questa a qualcuno  può sembrare un&#8217;ovvietà, ma per molti non lo è</strong>.<br />
Se prendiamo la  definizione di &#8220;serial killer&#8221; più comunemente  accettata nella criminologia  moderna, vediamo che il Crime  Classification Manual dell&#8217;FBI (1992) definisce  l&#8217;omicida seriale come  colui il quale &#8220;<em>commette  tre o più omicidi</em>&#8221; (le morti non sono  frutto dello stesso atto; un soggetto  che entra in un ufficio e con  una scarica di mitraglietta uccide cinque persone  non è un serial  killer, bensì commette una strage, un &#8220;mass murder&#8221;, poiché le  morti  sono contestuali) &#8220;<em>in tre o più  località distinte, intervallate da un periodo di raffreddamento emozionale</em>&#8221;   (periodo che non ritroviamo invece nell&#8217;attività dello &#8220;spree killer&#8221;,  che  colpisce più vittime in più luoghi ma nell&#8217;ambito di &#8220;un singolo,  prolungato  momento distruttivo&#8221; – come definito da Lucarelli e  Picozzi).<br />
In effetti ritroviamo  questi requisiti in Unabomber: almeno tre  vittime (ricordando che la &#8220;vittima&#8221;  non è solo il morto), località  distinte (vedi la cartina segnalata in  precedenza) e periodo di  raffreddamento emozionale, o &#8220;cooling-off period&#8221;: tra  un episodio e il  successivo passa del tempo, e le morti non sono frutto dello  stesso  momento psicologico; proviamo ad immaginare l&#8217;attività del serial killer   come un ciclico ripetersi di fasi: progressiva eccitazione –  preparazione  &#8220;mentale&#8221; dell&#8217;evento – realizzazione dell&#8217;evento –  momento di distensione e  scarico emozionale.<br />
In effetti, il più delle  volte passa molto tempo tra il ritrovamento  di un ordigno (attribuito a  Unabomber) e il ritrovamento di quello  successivo, anche se i fattori sono  molteplici: i lunghi tempi di  preparazione dell&#8217;ordigno, lo studio della zona e  del momento in cui  piazzarlo, il voler &#8220;far calmare le acque&#8221; prima di colpire  di nuovo (o  magari ordigni non esplosi: potrebbe esser successo per esempio che  un  tubetto di maionese esplosivo non sia stato acquistato da clienti e  quindi  portato in discarica dopo la scadenza).<br />
Per tutti questi motivi, e  per la &#8220;serialità&#8221; con cui colpisce, viene  subito in mente l&#8217;accostamento ad un  serial killer. Ma a mio parere  non può affatto esser definito tale: <strong>le analogie sono molte ma un killer uccide,  e Unabomber non ha mai ucciso nessuno</strong>.<br />
Questo è un dettaglio non  irrilevante. Nonostante i numerosi (circa  30) episodi di oggetti riempiti di  esplosivo, non c&#8217;è mai stata una  vittima.<br />
Attenzione: questo non è  un caso. Se non ci sono vittime non è perché  il congegno era difettoso (non  sempre è esploso, ma ci sono diversi  motivi) o perché la vittima si è salvata  per miracolo: l&#8217;intento sembra  palesemente di non uccidere. UNABOMBER FABBRICA  ORDIGNI CHE PER  ESPLODERE HANNO BISOGNO DI INTERVENTO UMANO (il bambino che  apre  l&#8217;evidenziatore o la sorpresa dell&#8217;ovetto di cioccolato, la massaia che   apre il tubetto di maionese, il turista o lo spazzino che spostano il  tubo  dalla spiaggia…), quindi SA GIA&#8217; A PRIORI CHE IL SUO OGGETTO  FERIRA&#8217; UNA  PERSONA (quella necessaria per l&#8217;attivazione dell&#8217;ordigno).  MA NON SI E&#8217; MAI VERIFICATA UN&#8217;ESPLOSIONE  LETALE. <strong>Si deduce chiaramente che  l&#8217;intento non è mai stato di uccidere</strong>:  se avesse avuto tale scopo, avrebbe  variato la quantità di esplosivo  (in modo da renderla letale), oppure non  avrebbe usato oggetti così  piccoli, ma più grandi, con effetti ancor più  devastanti. PER AVERE LA  CERTEZZA DI  UCCIDERE CI SI DEVE PROCURARE I MEZZI PIU&#8217; ADATTI E CHE  DIANO PIU&#8217; GARANZIE DI  RIUSCITA. Dunque, alla luce di queste  considerazioni, è difficile pensare di  trovarci dinnanzi a una trentina  di fallimenti, tanto più se consideriamo che  la preparazione degli  ordigni e il loro piazzamento (come si diceva sopra) sono  operazioni  lunghissime, di giorni e giorni, a volte anche di mesi; una   preparazione così accurata fa pensare che ci sia sempre molta cura anche  in  vista dell&#8217;obiettivo prefissato (abbastanza potenti da ferire, ma  non da  uccidere).<br />
Dunque da queste  considerazioni ricaviamo che Unabomber piazza  congegni senza intento di  uccidere, ma con consapevolezza di ferire.</p>
<h2><strong>Potremmo definirlo come &#8220;terrorista&#8221;.</strong></h2>
<p>Va precisato  innanzitutto che del &#8220;terrorista&#8221; non  esiste una definizione precisa  come per i serial killer, se escludiamo quella  contenuta nel Terrorism  Act britannico che però rimane piuttosto generica:  terrorista è colui  che pone in essere &#8220;<em>atti  intenzionali che possono recare grave danno ad un paese</em>&#8221; commessi allo  scopo di &#8220;<em>intimidire  gravemente una  popolazione o per destabilizzare gravemente o  distruggere le strutture  politiche fondamentali costituzionali  economiche o sociali di un paese</em>&#8220;.<br />
Se vogliamo, però, questa  definizione potrebbe calzare meglio sull&#8217;Unabomber &#8220;originale&#8221;, <strong>Theodore Kaczynski</strong>.  A lui vengono  attribuite 16, tra bombe o lettere esplosive, che  ferirono 29 persone e ne  uccisero 3. Il suo operato però si iscriveva  in un movimento anarchico in  America (la sua storia si può trovare ad  esempio sulla versione anglofona di  Wikipedia).<br />
L&#8217;Unabomber nostrano,  invece, non lascia messaggi, non scrive  lettere, non esce allo scoperto. Non ha  scopo di estorsione e non opera  per ottenere qualcosa di definito, altrimenti i  suoi attentati (perché  di attentati si tratta) sarebbero molto più ravvicinati  nel tempo e  seguirebbero una progressiva incisività (facciamo un esempio: se   volesse ottenere dei soldi, non farebbe passare così tanti anni tra i  vari  episodi; opererebbe invece in tempi più brevi per tenere sempre  alta la  tensione, e le sue bombe sarebbero sempre più forti e violente  di volta in  volta per crearsi più credibilità e dimostrare intenzioni  ferme).</p>
<h2><strong>Non credo lo si possa definire nemmeno un sadico</strong>.</h2>
<p>Il  sadico prova piacere nel causare dolore agli  altri, e quindi i suoi  atti sono più frequenti (chi insegue un &#8220;piacere&#8221; di  qualunque tipo  tende a procurarselo il più volte possibile); inoltre c&#8217;è spesso  una  &#8220;categoria preferenziale&#8221; di soggetti su cui si accanisce (per esempio:   prostitute, donne anziane, bambini…). Unabomber invece colpisce, in un  arco di  tempo anche parecchio esteso, soggetti molto differenti tra  loro, a lui non  conosciuti, e indeterminati (sa già che l&#8217;ovetto lo  aprirà un bambino ma non  &#8220;quel&#8221; bambino; che il tubetto lo acquisterà  una casalinga ma non &#8220;quella  signora&#8221;).</p>
<p><strong>Non potendo sapere quale sia lo scopo del suo  operato</strong> (almeno finchè non si  conoscerà l&#8217;Unabomber-persona), <strong>risulta  difficile inquadrare Unabomber in una specifica tipologia di criminale</strong>.   Personalmente, ritengo che si avvicini alla figura dell&#8217;attentatore,  se non  altro perché, a prescindere dalle finalità, col suo operato  Unabomber mette in  atto dei veri e propri &#8220;attentati&#8221; alla salute (e  potenzialmente anche alla  vita) delle persone. Per il resto, alla luce  di tutto quanto abbiamo  analizzato, è plausibile ipotizzare che si  senta come se vivesse una sfida: una  sfida con la sua abilità a  fabbricare ordigni, una sfida con le sue abilità a  restare sconosciuto,  una sfida con le autorità a restare libero. E&#8217; plausibile  ipotizzare  anche che agisca solo, che sia un&#8217;unica persona, proprio per tutte  le  osservazioni fatte.<br />
Queste sono alcune  generiche ipotesi che possiamo fare  sull&#8217;Unabomber-criminale. Questa è la  risposta che io personalmente  darei alla prima questione posta.</p>
<h2>La <strong>seconda questione</strong></h2>
<p><strong>la risposta  dell&#8217;ordinamento non può  prescindere dalla &#8220;persona&#8221;.</strong> <strong>Il trattamento da riservare a un criminale non è  conoscibile a priori</strong>.<br />
Questo perché, sempre a  priori, si conoscono gli atti del criminale  (si sa che Unabomber ha  confezionato determinati ordigni esplosivi, li  ha piazzati in determinati  posti, ne è esploso un certo numero, ci sono  state determinate vittime…), ma  non si conosce la persona (non si ha  attualmente risposta al primo grande  interrogativo, cioè il perché; non  si sa se agisce con uno scopo; non si sa  cosa nella sua vita lo ha  condizionato; non si sa se sia pienamente capace di  intendere o di  volere…): si hanno solo intuizioni.<br />
La sede in cui si conosce  la realtà della PERSONA nascosta dietro  l&#8217;attività di un CRIMINALE è il  processo. L&#8217;esito di un processo,  apparentemente unico, è in realtà triplice  (secondo il punto di vista  adottato in questa sede):<br />
1 – viene ricostruita la  colpevolezza o l&#8217;innocenza dell&#8217;imputato;<br />
2 – viene stabilita la  &#8220;percentuale&#8221;, il &#8220;grado&#8221; di colpevolezza  (questo varia da persona a persona,  tenendo conto di tutti i fatti e  tutte le variabili: presenza o meno di  capacità di intendere e di  volere; presenza di attenuanti e aggravanti…);<br />
3 – viene stabilita una condanna  che si adatti (il più precisamente possibile) a tale &#8220;percentuale&#8221;.<br />
Quindi, se ci si chiede &#8220;quale  dovrebbe essere la risposta pubblica  ed istituzionale una volta individuato il  colpevole&#8221;, la risposta non è  perfettamente formulabile a priori. Si guardi  anche alla stessa legge  penale: non pone una pena fissa, bensì dei limiti (un  minimo e un  massimo) per renderla più flessibile ed adattabile alla persona.  Per  gli stessi motivi, a una pena può aggiungersi una misura di sicurezza,  un  provvedimento che (almeno nella teoria) vuole essere improntato &#8220;ad  personam&#8221;  ancor più della pena.<br />
Alla luce di queste  considerazioni, onestamente la questione posta in  questi termini mi sembra  irrisolvibile a priori. La vera, prima e  principale &#8220;risposta (…) una volta  individuato il colpevole&#8221; sarà  proprio un processo, regolare e accurato, perché  solo questo potrà dire  cosa meriterà il colpevole.</p>
<p><strong>Vista la complessità e l&#8217;elaborazione del suo operato,   personalmente ritengo che probabilmente dietro a Unabomber ci sia una  persona  pienamente (o quasi) capace di intendere e di volere</strong>,  ma non potrei mai immaginare se, quale e in quale  misura gli verrà mai  applicata una misura di sicurezza o un &#8220;trattamento  psichiatrico&#8221;.<br />
Per quanto si conosce di  Unabomber, l&#8217;unica cosa che potremmo  immaginare con ragionevole certezza è che,  valutata la sua attività e  le lesioni procurate alle vittime, vi sarà una pena  detentiva. La  durata di tale pena dipenderà anche da come sarà qualificata dai   giudici proprio la sua attività, cioè da come essi, alla luce dei fatti e  delle  ricostruzioni, risponderanno alla prima delle questioni qui  analizzate.</p>
<p><div class="green"> Scritto da Luca DarKnight su occhirossi.it</div><br />
<table width="100%"  align="center" bgcolor="#FFFFCC">
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<p><img src="http://www.buongiornoweb.com/webmaster/barre_e_divisori/_archivio/fisse/divisori_188.gif"><br />
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<div class="ba_user_rank"><div class="green"><strong>Statistiche dell'autore</strong><br />
Punteggio: <strong><span class="user_points"><small>1112</small></span></strong> | Livello: <strong><span class="user_title">9</span></strong></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;isola dei naufraghi</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 17:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>William J.</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[banchieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Una storia scritta da Louis Even che spiega il funzionamento del circolo vizioso del denaro creato dalle banche, ed il legame diretto che esse hanno col debito pubblico di tutti i paesi mondiali. È un po&#8217; lunghina ma IMHO vale la pena di leggerla. Il racconto l&#8217;ho trovato qui. Buona lettura! Salvati dal naufragio Un&#8217;esplosione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una storia scritta da <strong><em><span><strong><em><span style="font-family: Arial;">Louis Even </span></em></strong></span></em></strong>che spiega il funzionamento del circolo vizioso del denaro creato dalle banche, ed il legame diretto che esse hanno col debito pubblico di tutti i paesi mondiali.<br />
È un po&#8217; lunghina ma IMHO vale la pena di leggerla.</p>
<p><strong><em><span><strong><em><span style="font-family: Arial;">Il racconto l&#8217;ho trovato <a href="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/l%27isola%20dei%20naufraghi.htm" target="_blank">qui</a>.</span></em></strong></span></em></strong></p>
<p><strong><em><span><strong><em><span style="font-family: Arial;">Buona lettura!</span></em></strong></span></em></strong></p>
<p><strong><em><span><strong><em><span style="font-family: Arial;"><br />
</span></em></strong></span></em></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Salvati dal naufragio</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"> </span></strong></p>
<p><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"> <img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image774.gif" alt="" hspace="23" width="233" height="172" align="LEFT" /></span><span style="font-family: Arial;">Un&#8217;esplosione ha distrutto la loro nave. Ognuno si aggrappava ai primi pezzi galleggianti che gli capitavano sotto le mani. Cinque sono riusciti a trovarsi riuniti sullo stesso relitto in balia delle onde. Degli altri compagni del naufragio nessuna notizia.</span></p>
<p>Da ore, lunghe ore, scrutano l&#8217;orizzonte: qualche nave in viaggio li vedrà? La loro zattera di fortuna approderà su qualche riva ospitale?</p>
<p>Ad un tratto, un grido si sente: Terra! Terra laggiù! Guardate! Proprio nella direzione verso cui ci spingono onde!</p>
<p>Ed a misura che si disegna, in effetti, la linea d&#8217;una riva, i visi si rallegrano.</p>
<p>Essi sono cinque: Francesco, il grande e forte carpentiere, che per primo ha gridato: Terra!</p>
<p>Paolo, coltivatore, è quello che voi vedete avanti a sinistra, inginocchiato, una mano a terra e con l&#8217;altra si tiene aggrappato al palo del relitto.</p>
<p>Giacomo, specialista per l&#8217;allevamento di animali; è l&#8217;uomo con i pantaloni a righe, il quale, inginocchiato guarda verso la direzione indicata.</p>
<p>Enrico, dottore in agraria, un po’ grassoccio, seduto su una valigia salvata dal naufragio.</p>
<p>Tommaso, ingegnere mineralogico è il pezzo d&#8217;uomo in piedi, indietro, con la mano sulla spalla del carpentiere.</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">2. Un&#8217;isola provvidenziale</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">Rimettere i piedi su una terra ferma, per i nostri uomini è un ritorno alla vita.</span></p>
<p>Una volta asciugati e riscaldati, il loro primo pensiero è di fare conoscenza con quest’isola dove sono stati spinti lontani dalla civilizzazione. Questa isola la battezzano col nome: <em>L&#8217;Isola dei Naufraghi.</em></p>
<p><em> </em>Un rapido giro sull&#8217;isola colma le loro speranze. L&#8217;isola non è un deserto arido. Essi sono bene i soli uomini ad abitarla attualmente. Ma altri hanno dovuto. viverci prima di loro dal fatto che hanno incontrato qua e là sull&#8217;isola greggi semi-selvaggi. Giacomo, l&#8217;allevatore, afferma che potrà migliorarli e trarne un buon rendimento.</p>
<p><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image775.gif" alt="" hspace="23" width="233" height="172" align="LEFT" /><span style="font-family: Arial;">In quando al suolo dell&#8217;Isola, Paolo lo trova in gran parte assai propizio alla coltura.</span></p>
<p>Enrico ha scoperto alberi fruttiferi e spera poter ottenerne grande profitto.</p>
<p>Francesco vi ha notato sopratutto le belle distese forestali, ricche in legno di ogni specie: sarà molto facile abbattere alberi e costruire ricoveri per la piccola colonia.</p>
<p>In quanto a Tommaso, l&#8217;ingegnere, ciò che lo ha</p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image776.gif" alt="" hspace="5" width="68" height="131" align="LEFT" />interessato è la parte la più rocciosa dell&#8217;Isola. Egli vi ha notato molti segni indicando un sottosuolo molto ricco di minerali. Nonostante la mancanza di attrezzi perfezionati, Tommaso crede avere abbastanza iniziativa e scaltrezza per trasformare il minerale in metalli utili.</p>
<p>Ognuno potrà dunque occuparsi alle sue opere favorite per il bene di tutti. Tutti sono unanimi a lodare la Provvidenza per lo scioglimento relativamente felice d&#8217;una grande tragedia.</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">3. Le vere ricchezze</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">Ecco i nostri uomini al lavoro.</span></p>
<p>Le case ed i mobili sono costruiti dal falegname. Nei primi tempi, ci siamo accontentati</p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image777.gif" alt="" hspace="24" width="234" height="172" align="LEFT" />di alimenti primitivi. Ma ben presto i campi coltivati danno buoni raccolti.</p>
<p>Stagioni dopo stagioni, il patrimonio dell&#8217;Isola si arricchisce. Esso si arricchisce non d&#8217;oro o di denaro stampato, ma di vere ricchezze: cose che nutrono, che abbigliano, che ricoverano, che rispondono ai veri bisogni.</p>
<p>La vita non è sempre facile come la desidererebbero. Ad essi mancano tante cose alle quali erano abituati nella civiltà. Ma la loro sorte potrebbe essere molto più triste.</p>
<p>D&#8217;altronde, essi hanno già conosciuto tempi di crisi in Canadà. Essi ricordano le privazioni a cui sono stati sottoposti, mentre i magazzini erano pieni a dieci passi della loro porta di casa. Almeno, sull&#8217;Isola dei Naufraghi, nessuno li condanna a vedere marcire, sotto i loro occhi, cose di cui hanno bisogno. Poi le tasse sono sconosciute. Non c&#8217;è da temere i sequestri.</p>
<p>Se il lavoro è duro talvolta, almeno si ha il diritto di godere i frutti del lavoro.</p>
<p>Insomma. sfruttano l&#8217;Isola, benedicendo Dio, sperando un giorno di poter ritrovare parenti ed amici, con due grandi beni conservati: la vita e la salute.</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">4. Il maggiore inconveniente</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">Il nostri uomini si riuniscono spesso per discutere dei loro affari.</span></p>
<p>Nel sistema economico molto semplice che essi praticano, una cosa viene loro in mente sempre più: essi non hanno alcuna specie di moneta. Lo scambio, il cambio diretto di prodotti con prodotti, ha molti inconvenienti. I prodotti a scambiarsi, non sono sempre disponibili contemporaneamente. Cosi avviene che la legna consegnata al coltivatore durante l&#8217;inverno, potrà essere rimborsata in legumi soltanto</p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image778.gif" alt="" hspace="24" width="233" height="206" align="LEFT" />fra sei mesi.</p>
<p>Molte volte viene consegnato di un colpo un grosso articolo, da uno degli uomini, ed in cambio, vorrebbe differenti piccoli articoli, prodotti da parecchi altri uomini, ed a epoche differenti.</p>
<p>Tutto questo complica gli affari. Se vi fosse denaro in circolazione, ognuno potrebbe vendere i propri prodotti agli altri in cambio di denaro. Con la moneta ricevuta potrebbe comprare dagli altri le cose che desidera, quando le desidera e quando vi sono.</p>
<p>Tutti sono d&#8217;accordo a riconoscere la comodità di</p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image779.gif" alt="" hspace="24" width="232" height="176" align="LEFT" />possedere un sistema di denaro. Ma nessuno di loro sa come stabilirne uno. Hanno imparato a produrre la vera ricchezza, le cose. Ma non sanno fare i segni, il denaro.</p>
<p>Essi ignorano come il denaro comincia e come farlo incominciare quando non ce n&#8217;è e che si decide insieme di averlo&#8230; Senza dubbio molti uomini istruiti sarebbero altrettanto nell&#8217;imbarazzo; tutti i nostri governanti lo sono stati durante dieci anni prima della guerra. Solo il denaro mancava al paese ed il governo restava paralizzato di fronte a questo problema.</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">5. Arrivo d&#8217;un nuovo naufrago</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">Una sera che i nostri uomini, seduti sulla spiaggia, parlano per la centesima volta di questo problema, tutto di un colpo vedono avvicinarsi una barca guidata da un solo uomo.</span></p>
<p>S&#8217;affrettano ad aiutare il nuovo naufrago. Gli offrono le prime cure e discorrono. Apprendono che è un Europeo, il solo sopravvivente di un naufragio. Il suo nome: Martin Golden.</p>
<p>Felice di avere un altro compagno, i cinque uomini lo accolgono con calore e gli fanno visitare la colonia.</p>
<p>— &#8220;Malgrado che siamo perduti lontano dal resto del mondo, gli dicono, non siamo proprio da compiangere. La terra rende molto bene ed anche la foresta. Una sola cosa ci manca: non abbiamo denaro per facilitare lo scambio dei nostri prodotti.&#8221;</p>
<p>— &#8220;Benedite il caso che mi ha portato qui! risponde Martin. Il denaro non ha misteri per me. Io sono un banchiere ed in poco tempo posso installarvi un sistema monetario che vi darà soddisfazione.&#8221;</p>
<p>Un banchiere!&#8230; Un banchiere!&#8230; Un angelo venuto direttamente dal cielo non avrebbe inspirato più di reverenza. In paesi civilizzati non siamo noi abituati ad inclinarsi davanti ai banchieri che controllano le pulsazioni della finanza?</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">6. Il dio della civiltà</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">— &#8220;Signor Martin, poiché siete banchiere, voi non lavorerete sull&#8217;Isola. Vi occuperete solamente dello nostro denaro.&#8221;</span></p>
<p>— &#8220;Io me ne disobbligherò colla soddisfazione, come ogni banchiere, di stimolare la</p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image780.gif" alt="" hspace="24" width="234" height="177" align="LEFT" />prosperità comune.&#8221;</p>
<p>— &#8220;Signor Martin, vi costruiremo una dimora degna di voi. Nel fra tempo, vi possiamo installare nell&#8217;edificio che serve alle nostre riunioni pubbliche?&#8221;</p>
<p>— &#8220;Molto bene, amici miei. Ma incominciamo a sbarcare tutto ciò che sono riuscito a salvare dal naufragio: una piccola pressa, della carta e soprattutto un piccolo barile che tratterete con molta cura.&#8221;</p>
<p>Si sbarca tutto. Il piccolo barile intriga la curiosità della nostra brava gente.</p>
<p>— &#8220;Questo barile, dichiara Martin, è un tesoro senza pari. È pieno d&#8217;oro!&#8221;</p>
<p>Pieno d&#8217;oro! Cinque anime mancarono di sprigionarsi da cinque corpi. Il dio della civiltà entrato nell&#8217;Isola dei Naufraghi. Il dio giallo, sempre nascosto, ma potente, terribile, di cui la presenza o l&#8217;assenza o i minimi capricci possono decidere della vita di 100 nazioni!</p>
<p>— &#8220;Dell&#8217;oro! Signor Martin, vero grande banchiere! Ricevete i nostri omaggi ed i nostri giuramenti di fedeltà.&#8221;</p>
<p>—- &#8220;Dell&#8217;oro per tutto un continente, miei amici. Ma non è l&#8217;oro che deve circolare. Bisogna nascondere l&#8217;oro: l&#8217;oro è l&#8217;anima di tutto il denaro sano. L&#8217;anima deve restare invisibile. Io vi spiegherò tutto ciò quando vi darò il denaro.&#8221;</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">7. Un seppellimento senza testimoni</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">Prima di separarsi per la notte, Martin gli rivolge un&#8217;ultima domanda:</span></p>
<p>&#8220;Per incominciare, di quanto denaro avreste bisogno sull&#8217;Isola, per facilitare i vostri scambi?&#8221;</p>
<p>Si guardano. Consultano umilmente lo stesso Martin. Colle suggestioni del benevolo banchiere si conviene che $200 per ognuno paiono abbastanza per incominciare. Appuntamento fissato per domani sera.</p>
<p>Gli uomini si ritirano, scambiano tra di loro, riflessioni commosse, vanno a dormire tardi, s&#8217;addormentano bene soltanto verso il mattino, dopo avere a lungo sognato d&#8217;oro cogli occhi aperti.</p>
<p><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image781.gif" alt="" hspace="24" width="233" height="168" align="LEFT" /><span style="font-family: Arial;">Martin, lui, non perde tempo. Dimentica la sua stanchezza per non pensare che al suo avvenire di banchiere. Allo spuntare del giorno scava un fosso e rotola il barile dentro, lo copre di terra, lo dissimula con dei ciuffi d&#8217;erba accuratamente posti, vi trapianta un piccolo arbusto per nasconderne ogni traccia.</span></p>
<p>Poi egli mette in moto la sua piccola pressa, per stampare mille biglietti da un dollaro. Vedendo i biglietti uscire della pressa, tutti nuovi, sogna in se stesso:</p>
<p>— &#8220;Come sono facili a fare questi biglietti! Essi tirano il loro valore dai prodotti che serviranno a comprare. Senza prodotti, i biglietti non varrebbero nulla. I miei cinque ingenui clienti non pensano a ciò. Essi credono che è l&#8217;oro che garantisce i dollari. Io li tengo per la loro ignoranza!&#8221;</p>
<p>Arrivata la sera, i cinque arrivano correndo presso Martin.</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">8. A chi il denaro fatto di fresco?</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">Cinque mucchietti di biglietti erano là, sulla tavola.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image782.gif" alt="" hspace="24" width="232" height="254" align="LEFT" /><span style="font-family: Arial;">— &#8220;Prima di distribuirvi questo denaro, disse il banchiere, bisogna intendersi.&#8221;</span></p>
<p>&#8220;Il denaro è basato sull&#8217;oro. L&#8217;oro, collocato nella volta della mia banca, è mio. Dunque il denaro è mio &#8230; Oh! Non siate tristi. Io vi presterò questo denaro e voi l&#8217;userete a vostro piacere. In attesa, io non vi carico che gli interessi. Visto che il denaro è raro sull&#8217;Isola, essendo che non ce n&#8217;è affatto, io credo di essere ragionevole, domandandovi solo un piccolo interesse dell&#8217;otto per cento.&#8221;</p>
<p>— &#8220;In effetti, Signor Martin, voi siete molto generoso.&#8221;</p>
<p>— &#8220;Un ultimo punto, miei amici. Gli affari sono gli affari, anche tra grandi amici. Prima di toccare il suo denaro, ognuno di voi, firmerà questo documento: c&#8217;è l&#8217;impegno per ognuno di voi di rimborsare capitale ed interessi, su pena di confisca delle proprietà. Oh! Una semplice garanzia. Io non tengo per nulla ad avere mai le vostre proprietà, io mi contento del denaro. Io sono sicuro che voi conserverete i vostri beni e che mi restituirete il denaro.&#8221;</p>
<p>— &#8220;È pieno di buon senso, Signor Martin. Noi raddoppieremo d&#8217;ardore al lavoro e vi rimborseremo tutto.&#8221;</p>
<p>— &#8220;Va bene. E rivenite a vedermi ogni qual volta che avete dei problemi. Il banchiere è il migliore amico di tutti&#8230; Adesso, ecco ad ognuno i suoi 200 dollari.&#8221;</p>
<p>Ed i nostri cinque uomini se ne vanno contenti, la testa e le mani piene di dollari.</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">9. Un problema d&#8217;aritmetica</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image783.gif" alt="" hspace="24" width="230" height="252" align="LEFT" /><span style="font-family: Arial;">Il denaro di Martin ha circolato nell&#8217;Isola. Gli scambi si sono moltiplicati, semplificandosi. Tutti si rallegrano e salutano Martin con rispetto e gratitudine.</span></p>
<p>Frattanto, Tommaso, l&#8217;ingegnere, è inquieto. I suoi prodotti sono ancora sotto la terra. Non ha più in tasca che qualche dollaro. Come potrà rimborsare alla prossima scadenza il banchiere?</p>
<p>Dopo aver ragionato a lungo sul suo problema individuale, Tommaso considera questo socialmente:</p>
<p>&#8220;Considerando la popolazione dell&#8217;Isola tutta intera, pensa, siamo noi in grado di mantenere i nostri impegni ? Martin ha fatto una somma totale di $1,000. Egli domanda una somma di $1,080. Persino se prendessimo insieme tutto il denaro dell&#8217;Isola per portarglielo, ciò farebbe $1,000 e non $1,080. Nessuno ha-fatto i $80 in più. Noi facciamo prodotti, non dollari. Martin potrà dunque sequestrare tutta l&#8217;Isola, poiché noi tutti insieme, non possiamo restituire capitale ed interessi.</p>
<p>&#8220;Quelli che sono capaci rimborsano per loro stessi, senza preoccuparsi degli altri, molti cadranno subito, altri sopravvivranno. Ma, il turno degli altri verrà ed il banchiere prenderà tutto. Dunque meglio vale mettersi insieme immediatamente e regolare quest&#8217;affare socialmente.&#8221;</p>
<p>Tommaso non ha difficoltà a convincere gli altri che Martin li ha imbrogliati. Tutti si danno appuntamento presso il banchiere.</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">10. Benevolenza del banchiere</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">Martin indovina il loro stato d&#8217;animo, ma fa buona faccia. L&#8217;impetuoso Francesco presenta il caso:</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image784.gif" alt="" hspace="24" width="231" height="187" align="LEFT" /><span style="font-family: Arial;">— &#8220;Come possiamo noi portarvi $1,080 quando non ce n&#8217;è che $1,000 in tutta l&#8217;Isola?&#8221;</span></p>
<p>— &#8220;È l&#8217;interesse, miei buoni amici. Non è la vostra produzione aumentata?&#8221;</p>
<p>— &#8220;Si, ma, il denaro, lui, non è aumentato. Ora, c&#8217;è giustamente del denaro che voi reclamate e non dei prodotti. Voi solo potete fare del denaro. Ora voi non avete fatto che $1,000 e ne domandate $1,080. Questo è impossibile!&#8221;</p>
<p>— &#8220;Aspettate, miei amici. I banchieri si adattano sempre alle condizioni per il più gran bene del pubblico&#8230; Io non vi domanderò che l&#8217;interesse. Niente che $80. Voi continuerete a tenere il capitale.&#8221;</p>
<p>— &#8220;Voi ci abolite i nostri debiti?&#8221;</p>
<p>— &#8220;No, mi dispiace, ma un banchiere non rimette mai un debito. Voi mi dovete ancora tutto il denaro prestato. Ma voi non mi rimetterete ogni anno che l&#8217;interesse. Se voi siete assidui a pagare l&#8217;interesse, io non vi incalzerò per il rimborso del capitale. Qualcuno di voi può divenire incapace di pagare persino il proprio interesse, poiché il denaro va da una persona all&#8217;altra. Allora organizzatevi come una nazione e fondate un sistema di collezione. Ciò si chiama tassare. Voi tasserete di più quelli che avranno più denaro, e gli altri meno. Purché voi mi portiate collettivamente il totale dell&#8217;interesse, io sarò soddisfatto e la vostra nazione andrà</p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image785.gif" alt="" hspace="24" width="232" height="252" align="LEFT" />bene.&#8221;</p>
<p>I nostri uomini rincasano metà calmati e metà pensierosi.</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">11. L&#8217;estasi di Martin Golden</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">Martin è solo. Qualche minuto di raccoglimento. Egli conclude:</span></p>
<p>&#8220;Il mio affare è buono. Buoni lavoratori, questi uomini, ma ignoranti. La loro ignoranza e fiducia fanno la mia forza. Essi volevano del denaro, io gli ho passato delle catene. Essi mi hanno coperto di fiori, mentre io li ingannavo.</p>
<p>&#8220;Oh! grande banchiere, io sento il tuo genio impadronirsi dei mio essere. Tu lo hai ben detto, illustre maestro: «Che mi sia accordato il controllo del denaro di una nazione ed io m&#8217;infischio di chi fa le sue leggi.» Io sono il padrone dell&#8217;Isola dei Naufraghi, perché ho il controllo del suo sistema monetario.</p>
<p>&#8220;Io potrei controllare un universo. Ciò che faccio qui, io, Martin Golden, lo posso fare nel mondo intero. Che io esca, un giorno, di questa Isola: so come governare il mondo senza bisogno di scettro.&#8221;</p>
<p>E tutta la struttura del sistema bancario sorge nello spirito lietissimo di Martin.</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">12. Crisi di aumento dei prezzi</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image786.gif" alt="" hspace="24" width="232" height="253" align="LEFT" /><span style="font-family: Arial;">Frattanto, la situazione peggiora sull&#8217;Isola dei Naufraghi. La produttività anche se aumenta, gli scambi diminuiscono. Martin pompa regolarmente i suoi interessi. Bisogna pensare a mettere denaro da parte per lui. Il denaro ristagna, circola male.</span></p>
<p>Quelli che pagano più tasse gridano contro gli altri e aumentano i loro prezzi per trovare compenso. I più poveri, che non pagano tasse, gridano contro il carovita e comprano meno.</p>
<p>Il morale diminuisce, la gioia di vivere se ne va. Non si ha più cuore al lavoro. A che vale? I prodotti si vendono male; e quando si vendono, bisogna dare delle tasse per Martin. La gente si priva. È la crisi. Ed ognuno accusa il suo vicino di mancare di virtù e di essere la causa della vita sempre più cara.</p>
<p>Un giorno, Enrico, riflettendo nel mezzo del suo frutteto, conclude che il &#8220;progresso&#8221; apportato dal sistema monetario del banchiere, ha rovinato tutto nell&#8217;Isola. Certamente, i cinque uomini hanno i loro difetti; ma il sistema di Martin nutre tutto ciò che è di più cattivo nella natura umana.</p>
<p>Enrico decide di convincere e di raccogliere i suoi compagni. Incomincia da Giacomo. Subito fatto: &#8220;Eh! dice Giacomo, non sono affatto sapiente, io; ma è da molto tempo che io lo sento: il sistema di quel banchiere è più putrido che il letame della mia stalla della scorsa primavera!&#8221;</p>
<p>Tutti vengono convinti l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, ed un nuovo abboccamento con Martin è deciso.</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">13. Presso il fabbro di catene</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image787.gif" alt="" hspace="24" width="232" height="208" align="LEFT" /><span style="font-family: Arial;">Ci fu una tempesta presso il banchiere:</span></p>
<p>— &#8220;Il denaro è raro sull&#8217;Isola, Signore, perché voi ce lo togliete. Vi paghiamo, vi paghiamo, e vi dobbiamo ancora altrettanto che al principio. Lavoriamo, facciamo le terre più belle, ed ecco che siamo più mal presi di prima che voi arrivaste. Debito! Debito! Debito per sopra la teste!&#8221;</p>
<p>— &#8220;Orsù! miei amici, ragioniamo un po’. Se le vostre terre sono più belle, è grazie a me. Un buon sistema bancario è il più bel attivo per un paese. Ma per approfittarne bisogna, prima di tutto conservare la fiducia al banchiere. Venite a me come ad un padre&#8230; Voi volete altro denaro? Molto bene. Il mio barile d&#8217;oro vale molte volte mille dollari&#8230; Tenete, io ipotecherò le vostre nuove proprietà e vi presterò immediatamente un altro mille dollari.&#8221;</p>
<p>— &#8220;Due volte più di debiti? Due volte più di interesse da pagare ogni anno, senza mai finire?&#8221;</p>
<p>— &#8220;Si, ma, io ve ne presterò ancora altrettanto in proporzione all’aumento della vostra ricchezza fondiaria; e voi non mi restituirete che l&#8217;interesse. Voi accatasterete i prestiti, li chiamerete: debito consolidato. Debito che potrà aumentare di anno in anno. Ma anche il vostro reddito. Grazie ai miei prestiti, voi svilupperete il vostro paese.&#8221;</p>
<p><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image788.gif" alt="" hspace="24" width="232" height="190" align="LEFT" /><span style="font-family: Arial;">— &#8220;Allora, più il nostro lavoro farà produrre l&#8217;Isola, più il nostro debito totale aumenterà?&#8221;</span></p>
<p>— &#8220;Come in tutti i paesi civilizzati, il debito pubblico è un barometro della prosperità.&#8221;</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">14. Il lupo mangia gli agnelli</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">— &#8220;Questo è quello che voi chiamate denaro sano, Signor Martin? Un debito nazionale divenuto necessario ed impagabile, ciò non è sano, ciò è malsano.&#8221;</span></p>
<p>— &#8220;Signori, ogni denaro sano deve essere basato sull&#8217;oro e deve uscire dalla banca allo stato di debito. Il debito nazionale è una buona cosa: esso mette i governi sotto la saggezza incarnata nei banchieri. A titolo di banchiere, io sono una fiaccola di civiltà nella vostra Isola.&#8221;</p>
<p>— &#8220;Signor Martin, noi non siamo che degli ignoranti, ma, noi, non vogliamo affatto di quella civiltà. Noi non prenderemo più a prestito un solo soldo da voi. Denaro sano o non sano, noi non vogliamo più fare affari con voi.&#8221;</p>
<p>— &#8220;Mi dispiace questa decisione goffa, Signori. Ma, se rompete il contratto con me, io ho le vostre firme. Rimborsatemi immediatamente tutto, capitale e interessi.&#8221;</p>
<p>— &#8220;Ma, questo è impossibile, Signore. Anche restituendovi tutto il denaro dell&#8217;isola, non saremmo liberi.&#8221;</p>
<p>— &#8220;Io non ci posso fare niente. Avete voi firmato, si o no? Si! Ebbene, in virtù della santità dei contratti, io sequestro tutte le vostre proprietà ipotecate, come convenuto tra noi, al tempo in cui eravate cosi contenti di avermi. Voi non volete servire con beneplacito la potenza del denaro, voi la servirete con la forza. Voi continuerete a sfruttare l&#8217;Isola, ma per me e alle mie condizioni. Andate. Io vi darò i miei ordini domani.&#8221;</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">15. Il controllo dei giornali</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">Martin sa che colui che controlla il sistema &#8216;monetario di una. nazione, controlla questa nazione. Ma lui sa anche, che, per mantenere questo controllo bisogna intrattenere il popolo nell’ignoranza e divertirlo con altre cose.</span></p>
<p>Martin ha notato che, tra i cinque uomini, due sono conservatori e tre sono liberali. Lo ha notato dalle conversazioni dei cinque, la sera, soprattutto dacché sono diventati suoi schiavi. Si litigano tra rossi e blu.</p>
<p>Di quando in quando, Enrico, meno partigiano, suggerisce un&#8217;Unione dei Elettori, per meglio risolvere insieme, una situazione penosa a tutti&#8230; Unione pericolosa per tale dittatura.</p>
<p>Martin si applicherà dunque ad inasprire le loro discordie politiche il più possibile.</p>
<p>Si serve della sua piccola pressa per pubblicare due foglietti settimanali: &#8220;Il Sole&#8221; per i rossi; &#8220;La Stella&#8221; per i blu.</p>
<p><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image789.gif" alt="" hspace="24" width="231" height="181" align="LEFT" /><span style="font-family: Arial;">&#8220;Il Sole&#8221;, in sostanza dice: Se voi non siete più padroni nel vostro paese, è a causa di questi arretrati di blu, sempre attaccati ai grossi interessi.</span></p>
<p>&#8220;La Stella&#8221; dice in sostanza: Il vostro debito nazionale è l&#8217;opera dei maledetti rossi, sempre pronti a qualsiasi avventura politica.</p>
<p>E i nostri due gruppi politici si litigano sempre più, dimenticando il vero fabbro di catene, il controllore del denaro, Martin.</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">16. Un relitto prezioso</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">Un giorno, Tommaso, l&#8217;ingegnere, scopre, incagliata nel fondo di un ansa, alla fine dell&#8217;Isola&#8217;, e velata da alte erbe, una barca da salvataggio, senza remi, senza altra traccia di servizio che una cassa ben conservata.</span></p>
<p>Egli apre la cassa: oltre a panno e qualche piccolo articolo, la sua attenzione si ferma su un libro-album ancora ben conservato intitolato: &#8220;Primo Anno di Verso Domani&#8221;</p>
<p>Curioso, il nostro uomo si siede e apre questo libro. Egli legge. Egli divora. S&#8217;illumina: &#8220;Ma, esclama egli ecco ciò che avremmo dovuto sapere da molto tempo.&#8221;</p>
<p>Il denaro non tira affatto il suo valore dall&#8217;oro, ma dai prodotti che il denaro compra.</p>
<p>&#8220;Il denaro può essere una semplice contabilità i crediti passando da un conto all&#8217;altro secondo le compere e le vendite. Il totale del denaro in rapporto con il totale della produzione.</p>
<p>&#8220;Ad ogni aumento della produzione, deve corrispondere un aumento equivalente del denaro&#8230; Mai interesse da pagare sul denaro creato&#8230; Il progresso rappresentato, non da un debito pubblico, bensì da un dividendo</p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image790.gif" alt="" hspace="24" width="232" height="253" align="LEFT" />uguale a ciascuno&#8230; I prezzi, rapportati al potere di acquisto per un coefficiente dei prezzi&#8230; Il Credito Sociale&#8230;&#8221;</p>
<p>Tommaso non si tiene più. Si alza e corre, con il suo libro, fare parte della sua splendida scoperta ai suoi quattro compagni.</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">17. Il denaro, semplice contabilità</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">E Tommaso si improvvisa professore:</span></p>
<p>&#8220;Ecco, dice egli, quello che avremmo potuto fare, senza il banchiere, senza oro, senza firmare alcuno debito.</p>
<p>&#8220;Io apro un conto al nome di ciascuno di voi. A destra, i crediti, che fanno aumentare il vostro conto; a sinistra, i debiti, che lo fanno diminuire.</p>
<p>&#8220;Noi volevamo ciascuno $200 per cominciare. Di comune accordo, decidiamo d&#8217;iscrivere per ognuno un credito di 200. Ciascuno ha immediatamente $200.</p>
<p>&#8220;Francesco compra da Paolo dei prodotti per $10. Io tolgo a Francesco 10, gli resta 190. Aggiungo 10 a Paolo, ha adesso</p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image791.gif" alt="" hspace="24" width="228" height="226" align="LEFT" />210.</p>
<p>&#8220;Giacomo compra da Paolo per $8. Tolgo 8 a Giacomo, gli resta 192, mentre Paolo, lui sale a 218.</p>
<p>&#8220;Paolo compra legna da Francesco $15. Io tolgo 15 a Paolo che resta con 203; aggiungo 15 a Francesco che risale a 205.</p>
<p>&#8220;E cosi di seguito; da un conto all&#8217;altro, tutto come i dollari di carta vanno da una tasca all&#8217;altra.</p>
<p>&#8220;Se qualcuno di noi ha bisogno di denaro per aumentare la sua produzione, si apre il credito necessario per lui, senza interesse. Egli rimborsa il credito una volta venduta la produzione. La stessa cosa per i lavori pubblici.</p>
<p>&#8220;Si aumenta anche periodicamente, i conti di ciascuno di una somma addizionale, senza togliere niente a nessuno, in corrispondenza al progresso sociale. Questo è il dividendo nazionale. Il denaro è cosi uno strumento di servizio.&#8221;</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">18. Disperazione del banchiere</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">Tutti hanno compreso. La piccola nazione è diventata creditista. L&#8217;indomani, il banchiere Martin riceve una lettera firmata dai cinque:</span></p>
<p>&#8220;Signore, voi ci avete indebitati e sfruttati senza alcuna necessità. Noi non abbiamo più bisogno di voi per reggere il nostro sistema monetario. Noi avremo ormai tutto il denaro che ci bisogna, senza oro, senza debito, senza ladro. Noi stabiliamo immediatamente nell&#8217;Isola dei Naufraghi, il sistema del Credito Sociale.</p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image792.gif" alt="" hspace="24" width="231" height="216" align="LEFT" />Il dividendo nazionale sostituirà il debito nazionale.</p>
<p>&#8220;Se voi tenete al vostro rimborso, noi possiamo rimettervi tutto il denaro che avete fatto per noi, non di più. Voi non potete reclamare quello che non avete fatto.&#8221;</p>
<p>Martin è in disperazione. È il suo impero che crolla. I cinque diventati creditisti, il mistero del denaro o del credito non esiste più per loro.</p>
<p>&#8220;Cosa fare? pensa egli. Chiedere loro perdono, diventare come essi? Io, banchiere, fare ciò?.. No. Io cercherò piuttosto di non aver bisogno di loro e di vivere in disparte.&#8221;</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">19. Soperchieria scoperta</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><span style="font-family: Arial;">Per proteggersi contro ogni possibile futura rivendicazione, i nostri uomini hanno deciso di far</span></p>
<p><img src="http://www.bellia2.com/l%27isola_dei_naufraghi/Image793.gif" alt="" hspace="24" width="232" height="200" align="LEFT" />firmare dal banchiere un documento attestante che egli possiede ancora tutto quello che aveva arrivando nell&#8217;Isola.</p>
<p>Quindi l&#8217;inventario generale: la barca, la piccola pressa e&#8230; il famoso barile d&#8217;oro. Bisognò che Martin indicasse il luogo, e si dissotterrò il barile. I nostri uomini lo tirano fuori dal buco con molto meno rispetto questa volta. Il Credito Sociale ha insegnato loro a disprezzare il feticcio oro.</p>
<p>L&#8217;ingegnere, alzando il barile, trova che per dell&#8217;oro, non pesa molto: &#8220;Io ho molto dubbio che questo barile sia pieno d&#8217;oro.&#8221; L&#8217;irruente Francesco non esita più. Un colpo d&#8217;accetta ed- il barile spiega il suo contenuto: d&#8217;oro, non un’oncia! Rocce niente che volgari rocce senza valore!&#8230;</p>
<p>I nostri uomini hanno pena a crederci:</p>
<p>— &#8220;Possiamo dire che egli ci ha ingannati, a questo punto, il miserabile! Quanto creduloni bisognò che noi fossimo, anche, per cadere in estasi di fronte alla solo parola: ORO!&#8221;</p>
<p>— &#8220;Dire che noi abbiamo ipotecato tutte le nostre proprietà per dei pezzi di carta basati su quattro palate di roccia! Ladro e bugiardo.&#8221;</p>
<p>— &#8220;Dire che noi ci siamo litigati ed odiati gli uni e gli altri per mesi e mesi per una tale soperchieria! Il demonio!&#8221;</p>
<p>Appena Francesco aveva alzato l&#8217;accetta che il banchiere partiva verso la foresta a tutta velocità.<br />
<table width="100%"  align="center" bgcolor="#FFFFCC">
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		<title>Medusa robot</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 23:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>William J.</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Incauto acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Medusa robot]]></category>
		<category><![CDATA[robotica]]></category>
		<category><![CDATA[Tomy Toys]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho recuperato quello che probabilmente fu l&#8217;incauto fatto su internet della quale vado più orgoglioso. Avevo circa 19 anni quando trovai casualmente in rete l’allora nuovissima serie “Aquaroid”, cioè dei semplicissimi automi che simulano il comportamento movimento di quattro tipi di esseri viventi acquatici. Per farmelo recapitare dal Giappone spesi circa 60.000 lire ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><span style="text-align: justify;">Oggi ho recuperato quello che probabilmente fu l&#8217;incauto fatto su internet della quale vado più orgoglioso. Avevo circa 19 anni quando  trovai casualmente in rete l’allora nuovissima serie </span><strong>“Aquaroid”</strong><span style="text-align: justify;">, cioè dei semplicissimi automi che simulano il </span><del style="text-align: justify;">comportamento</del><span style="text-align: justify;"> movimento di quattro tipi di esseri viventi acquatici.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Per farmelo recapitare dal Giappone spesi circa 60.000 lire ed una  volta messa nell’acquario, oltre al terrore che dilagava tra i poveri  pesciolini rossi, provai un senso di orgoglio non da poco: avevo una <strong>fottutissima medusa robot giapponese</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">È alta 145 mm, pesa circa 110 g, ed il bello è che si attiva  solamente in presenza di luce (simulando con uno standby le ore di  sonno); il movimento è ben fluido grazie ad un magnete che fa scuotere  l’”ombrello” in maniera realistica, non è rumorosa e (naturalmente) non  sporca.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intero set comprende anche altri “animali” ed è stato messo in commercio nel 2001 da Toys Takara (<a href="http://www.megadroid.com/Companies/tomy.htm" target="_blank">Tomy Toys</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Ora che l’ho ritrovata mi tocca comprare un recipiente per contenerla.</p>
<p>
<a href='http://www.mentedigitale.org/news/2011/12/medusa-robot/testa-14/' title='testa'><img width="150" height="150" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/12/testa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="testa" title="testa" /></a>
<a href='http://www.mentedigitale.org/news/2011/12/medusa-robot/2-8/' title='2'><img width="150" height="150" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/12/2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" title="2" /></a>
<a href='http://www.mentedigitale.org/news/2011/12/medusa-robot/3-9/' title='3'><img width="150" height="133" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/12/3-150x133.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" title="3" /></a>
<a href='http://www.mentedigitale.org/news/2011/12/medusa-robot/4-7/' title='4'><img width="150" height="133" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/12/4-150x133.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" title="4" /></a>
<a href='http://www.mentedigitale.org/news/2011/12/medusa-robot/olympus-digital-camera-27/' title='OLYMPUS DIGITAL CAMERA'><img width="150" height="150" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/12/PC030002-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" /></a>
<a href='http://www.mentedigitale.org/news/2011/12/medusa-robot/olympus-digital-camera-28/' title='OLYMPUS DIGITAL CAMERA'><img width="150" height="150" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/12/PC030005-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" /></a>
<a href='http://www.mentedigitale.org/news/2011/12/medusa-robot/olympus-digital-camera-29/' title='OLYMPUS DIGITAL CAMERA'><img width="150" height="150" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/12/PC030007-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" /></a>
<a href='http://www.mentedigitale.org/news/2011/12/medusa-robot/olympus-digital-camera-30/' title='OLYMPUS DIGITAL CAMERA'><img width="150" height="150" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/12/PC030008-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" /></a>
<a href='http://www.mentedigitale.org/news/2011/12/medusa-robot/olympus-digital-camera-31/' title='OLYMPUS DIGITAL CAMERA'><img width="150" height="150" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/12/PC030009-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" /></a>
<br />
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		<title>Intervista a Guido Sigone, Web Marketing Manager di GameStop Italia</title>
		<link>http://www.mentedigitale.org/news/2011/11/intervista-a-guido-sigone-web-marketing-manager-di-gamestop-italia/</link>
		<comments>http://www.mentedigitale.org/news/2011/11/intervista-a-guido-sigone-web-marketing-manager-di-gamestop-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 17:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>William J.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[interviste2]]></category>
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		<description><![CDATA[I videogiochi usati costano troppo? Cosa deve avere un videogame per diventare un must di successo? Come si evolveranno i free to play? Sono stato a trovare Guido Sigone, il Web Marketing Manager di GameStop Italia, ed ha risposto a queste e a molte altre domande. - Canale di Mente Digitale - Canale di Lega [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I videogiochi usati costano troppo? Cosa deve avere un videogame per  diventare un must di successo? Come si evolveranno i free to play?<br />
Sono stato a trovare Guido Sigone, il <strong>Web Marketing Manager</strong> di <strong>GameStop Italia</strong>, ed ha risposto a queste e a molte altre domande.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p style="text-align: justify;">- <a href="http://www.youtube.com/user/mentedigitale" target="_blank">Canale di Mente Digitale</a></p>
<p style="text-align: justify;">- <a href="http://www.youtube.com/user/LegaNerdTV" target="_blank">Canale di Lega Nerd</a></p>
<p style="text-align: justify;">In testa all&#8217;articolo e qua sotto trovate due chicche presenti nella sede italiana. Ce  n’erano altre, ma purtroppo tutte ubicate in punti della struttura ove  non era possibile fare foto o video.<a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/PA200003.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2787" title="IF" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/PA200003.jpg" alt="" width="506" height="380" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sto lavorando alla versione completa dell’intervista, nella quale  risponde a molte altre domande (dura circa 45 minuti). Quando sarà pronta  la aggiungerò a questo post e la linkerò nel video.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><div class="green">Articolo inserito anche su Lega Nerd.</div></p>
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<p><img src="http://www.buongiornoweb.com/webmaster/barre_e_divisori/_archivio/fisse/divisori_188.gif"><br />
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		<title>I baffi: animali, curiosità, arte e stravaganze</title>
		<link>http://www.mentedigitale.org/news/2011/11/i-baffi-animali-curiosita-arte-e-stravaganze/</link>
		<comments>http://www.mentedigitale.org/news/2011/11/i-baffi-animali-curiosita-arte-e-stravaganze/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 19:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>William J.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[americani pazzi]]></category>
		<category><![CDATA[baffi]]></category>
		<category><![CDATA[campionato mondiale di barba e baffi]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
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		<category><![CDATA[L.H.O.O.Q.]]></category>
		<category><![CDATA[Marcel Duchamp]]></category>
		<category><![CDATA[mustacheday]]></category>
		<category><![CDATA[Salvador Dalì]]></category>
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		<category><![CDATA[topi]]></category>

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		<description><![CDATA[baffo s. m. [etimo incerto]. – 1. Di solito al plur., baffi, i peli che coprono il labbro superiore dell’uomo (solo in caso di ipertricosi, ma in misura molto ridotta, nella donna), tagliati in varie fogge secondo la moda, e anche di taluni animali (gatti, topi, ecc.): b. folti, radi, arricciati, corti, lunghi, a spazzola, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>baffo s. m. [etimo incerto]. –</p></blockquote>
<blockquote><p>1. Di solito al plur., baffi, i peli che coprono il labbro superiore  dell’uomo (solo in caso di ipertricosi, ma in misura molto ridotta,  nella donna), tagliati in varie fogge secondo la moda, e anche di taluni  animali (gatti, topi, ecc.): b. folti, radi, arricciati, corti, lunghi,  a spazzola, ecc.; baffi all’americana, tagliati al livello del labbro;  baffi alla Guglielmo II, o a manubrio, con le punte tirate all’insù; un  bel paio di baffi; il b. sinistro, il b. destro, cioè il ciuffo a destra  o a sinistra del labbro superiore. Frequente in locuzioni fig.: coi  baffi, di gran conto, coi fiocchi: una cena coi baffi; un’occasione coi  baffi; cosa da leccarsi i baffi, squisita, ghiottissima, appetitosa (e  in genere, leccarsi i b., mostrarsi soddisfatto); ridere o ridersela  sotto i baffi, di nascosto, tra sé, maliziosamente, anche detto di donne  o di ragazzi.<br />
<a href="http://www.treccani.it/vocabolario/baffo/" target="_blank">Treccani.it</a></p></blockquote>
<div class="green">Come forse saprete oggi è il Mustache Day, ecco quindi l&#8217;articolo che ho inserito su Lega Nerd, ove &#8220;la goliardia delle vibrisse&#8221; scorre forte.</div>
<h2>Com’è nato il Mustache Day</h2>
<p>La giornata del baffuto (e della cicciabaffa) arriva dall’Australia ed  in realtà sarebbe estesa a tutto il mese di Novembre, ribattezzato per  l’occasione <strong>Movember</strong>: un gioco di parole dato dalla fusione di “November” (Novembre) e “Mustache” (baffo).<br />
Tutto iniziò con una raccolta di fondi per sostenere la ricerca sul  cancro alla prostata, e lo slogan è: “Movember: changing the face of  men’s health”.<br />
<a href="http://www.movember.com/" target="_blank">Qui</a> trovate il sito internet,  <a href="http://au.movember.com/mospace/network/italy" target="_blank">quo</a> la sezione dedicata all’Italia e  <a href="http://www.facebook.com/pages/Movember-Italy/210751285602715" target="_blank">qua</a> la pagina Facebook.<br />
La campagna ha <a href="http://au.movember.com/about/" target="_blank">raggiunto cifre</a> di non poco conto e se volete donare vi basta iscrivervi per ottenere una pagina personale completa di opzioni per fare <strong>Fund Raising</strong> creando un team.</p>
<h2>I baffi negli animali</h2>
<h3><strong>Cani e gatti</strong></h3>
<p>Come probabilmente saprete per i cani e per i gatti  le vibrisse (i  baffi), costituite da una radice ed uno stelo appuntito, sono organi  sensoriali importantissimi. Posizionate sul muso (rima naso-labiale,  rima orbitale) grazie ad esse i canidi possono spostarsi nelle ore  notturne, in quanto vanno a complementare la scarsa vista: grazie alle  vibrazioni d’aria carpite danno l’idea all’animale della dislocazione  degli oggetti e del loro stato (solidità e temperatura). Nei gatti sono  anche un organo che consente un equilibrio ottimale, infatti se tagliati  il felino apparirà disorientato.<br />
Sembra che i baffi siano anche dei ricevitori per i pericoli  all’apparato visivo: se provate a toccare i baffi di un cane o un gatto  chiuderà (anche se per un istante) le palpebre.</p>
<p><strong>Topi</strong><br />
Mathew Diamond, Ehsan Arabzadeh, Erik Zorzin, ricercatori della SISSA di  Trieste hanno svolto un esperimento per capire come funzionassero i  baffi del topo che venne pubblicato sul numero di gennaio 2005 di “PLoS  Biology”.<br />
Grazie a dei minuscoli muscoli situati sotto la cute, riescono a far  vibrare in continuazione le vibrisse eccitando così dei “cuscinetti  sensoriali” situati alla base, che fanno rendere conto all’animale del  mondo circostante.<br />
I segnali vengono inviati a neuroni di secondo livello del tronco  dell’encefalo, quindi a quelli di terzo livello nel talamo, ed infine  alla corteccia cerebrale.<br />
Prima di tutto i ricercatori registrarono la differenza di vibrazione de  ibaffi relazionandola al posizionamento del topo su superfici  differenti (ruvide, lisce, ecc.) poi hanno “trasmesso”queste vibrazioni  ad altri esemplari registrandone l’attività neuronale.<br />
Al termine della ricerca Diamond affermò:</p>
<blockquote><p>“Il confronto dei risultati della simulazione e  dell’osservazione reale mostra che la codifica della struttura di una  superficie ha origine nella capacità dei neuroni di selezionare le  caratteristiche cinetiche di movimento, è come se ogni superficie  producesse nelle vibrisse una sua propria “firma cinetica”, definita da  quanto velocemente e in quale direzione vibrano: un risultato importante  anche al di là degli studi sulla percezione animale perché getta luce  sui profondi meccanismi neurali che traducono il tatto in  riconoscimento”.</p></blockquote>
<p><strong>Tamarini imperatori</strong><br />
Il tamarino imperatore è una piccola scimmia baffuta della lunghezza di  circa 25 centimetri (esclusa la coda) che si ciba di frutta ed insetti.<br />
Perché cito questa scimmietta in particolare? Perché il curioso nome fu  attribuito dallo scopritore in quanto gli ricordava Guglielmo II, ultimo  imperatore tedesco che regnò dal 1888 al 1918 e che aveva lunghi baffi  bianchi simili a quelli dei tamarini. Una di quelle piccole curiosità  carine da sapere.<br />
<a></a><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/scimmia-tamarino-imperatore.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2744" title="scimmia-tamarino-imperatore" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/scimmia-tamarino-imperatore.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a></p>
<h3>I baffi nell’arte</h3>
<p>Come non inizare questo paragrafo citando <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_Dal%C3%AD" target="_blank">Salvador Dalì</a> ed i suoi fantastici baffi che si fece crescere in onore di Diego  Velázquez, grande pittore del seicento. Oltre ad aver dedicato alcune  pitture Dalì scrisse addirittura un libro su questi “peli facciali”.<br />
<a></a><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/220px-Salvador_Dali_NYWTS.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2745" title="220px-Salvador_Dali_NYWTS" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/220px-Salvador_Dali_NYWTS.jpg" alt="" width="220" height="292" /></a></p>
<p>Continuo citando l’opera dadaista <strong>“L.H.O.O.Q.”</strong> cioè una riproduzione creata da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcel_Duchamp" target="_blank">Marcel Duchamp</a> de “La Gioconda” di Leonardo Da Vinci con l’aggiunta di baffi e  pizzetto. Riportando da Wikipedia, il nome è un gioco di parole: infatti  le lettere L.H.O.O.Q. pronunciate in francese danno origine alla frase  Elle a chaud au cul, letteralmente “Lei ha caldo al culo”, che significa  “Lei è eccitata”. Come nel caso di altri ready-made Duchamp ha  realizzato diverse versioni di L.H.O.O.Q..<br />
<a></a><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/230px-Mike_Bidlo_Duchamp.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2746" title="230px-Mike_Bidlo_Duchamp" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/230px-Mike_Bidlo_Duchamp.jpg" alt="" width="230" height="325" /></a></p>
<h3>Campionato mondiale di barba e baffi</h3>
<p>Ebbene sì, esiste anche una gara di barba e baffi, suddivisa in diverse  categorie e sottocategorie, la prima edizione si svolse nel 1990, e dal  ’95 questo campionato mondiale viene ripetuto ogni due anni.<br />
L’ultima serie di gare ebbe luogo il 15 maggio a Trondheim, in Norvegia,  e parteciparono 163 candidati di 15 paesi differenti, tra cui l’Italia e  come in quella precedente vinsero l’America e la Germania.<br />
Le categorie e le competizioni sono ben distinte, le riporto dal sito:<br />
“17 categorie in gara: 6 per i baffi (naturali, inglesi, alla Dalì,  ungheresi, imperiali e figura libera); 6 per le barbe “parziali”  (naturali, cinesi, imperiali, alla moschettiere, basettoni e figura  libera); 5 per le barbe “complete” (naturali, naturali con baffi curati,  alla Verdi, alla Garibaldi e figura libera)”.<br />
<a></a><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/mondiale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2747" title="mondiale" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/mondiale.jpg" alt="" width="460" height="307" /></a></p>
<h3>Le auto con I baffi</h3>
<p>Una di quelle americanate che quando le vedi ti chiedi: “ma perché?”.  Negli Usa da un po’ di tempo usano dotare di baffi le proprie  autovetture, non chiedetemi il motivo, gli americani non vanno  assolutamente capiti.<br />
Fatti di materiali differenti vengono applicati sulla presa d’aria  anteriore (ostruendola), costano 39 dollari e vengono venduti nei negozi  specializzati (sicuramente anche su internet).<br />
Contenti loro…<br />
<a></a><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/auto1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2748" title="auto1" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/auto1.jpg" alt="" width="341" height="246" /></a></p>
<p><a></a><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/auto3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2749" title="auto3" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/auto3.jpg" alt="" width="365" height="241" /></a></p>
<p><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/auto4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2750" title="auto4" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/auto4.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><a></a><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/auto2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2751" title="auto2" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/auto2.jpg" alt="" width="385" height="227" /></a></p>
<p><strong>Fonti:</strong><br />
<a href="http://www.coibaffi.it/" target="_blank">Coibaffi.it</a><br />
<a href="http://www.focus.it/" target="_blank">Focus.it</a><br />
<a href="http://www.hagakure.it/" target="_blank">Hagakure.it</a><br />
<a href="http://au.movember.com/" target="_blank">Au.movember.com</a><br />
<a href="http://www.shinynote.com/" target="_blank">Shinynote.com</a><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/" target="_blank">Wikipedia.org</a><br />
<a href="http://www.curiositadalmondo.it/" target="_blank">Curiositadalmondo.it</a><br />
<a href="http://www.motori.it/" target="_blank">Motori.it</a><br />
<a href="http://www.vitadacani.info/" target="_blank">Vitadacani.info</a></p>
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		<item>
		<title>Call of Duty: Modern Warfare 3 – Cosa si aspettano i gamers</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 20:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>William J.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[Wargames]]></category>
		<category><![CDATA[Call of Duty]]></category>
		<category><![CDATA[Call Of Duty: Modern Warfare 3]]></category>
		<category><![CDATA[fps]]></category>
		<category><![CDATA[MenteDigitale]]></category>
		<category><![CDATA[MW3]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 7 novembre è uscito “Call of Duty: Modern Warfare 3″ ed in occasione del lancio del gioco la catena GameStop ha aperto anche di notte, per la precisione dalle 21:30 alle 24:00. Mi sono recato in uno dei negozi per testimoniare l’avvenimento, approfittandone per fare qualche domanda ai gamers presenti. Ciò che ho notato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 7 novembre è uscito “<strong>Call of Duty: Modern Warfare 3</strong>″ ed in  occasione del lancio del gioco la catena<strong> GameStop</strong> ha aperto anche di  notte, per la precisione dalle 21:30 alle 24:00.</p>
<p>Mi sono recato in uno dei negozi per testimoniare l’avvenimento, approfittandone per fare qualche domanda ai <strong>gamers</strong> presenti.</p>
<p>Ciò che ho notato è che le aspettative sono molte, e dopo averlo provato credo che verranno pienamente soddisfatte.</p>
<p>Ne approfitto per ricordarvi l’indirizzo del<strong><a href="http://www.youtube.com/user/mentedigitale" target="_blank"> canale Youtube</a> di MenteDigitale</strong> (iscrivetevi, iscrivetevi, iscrivetevi <img class="wpml_ico" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/icon_biggrin.gif" alt="" />).</p>
<p>Qui sotto trovate il servizio.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<table width="100%"  align="center" bgcolor="#FFFFCC">
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<p><img src="http://www.buongiornoweb.com/webmaster/barre_e_divisori/_archivio/fisse/divisori_188.gif"><br />
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		<title>Quando gli uomini allattano</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 13:05:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>William J.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento maschile]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Karenina]]></category>
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		<category><![CDATA[Cancro]]></category>
		<category><![CDATA[capezzolo]]></category>
		<category><![CDATA[ghiandole]]></category>
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		<category><![CDATA[madre]]></category>
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		<category><![CDATA[pipistrelli]]></category>
		<category><![CDATA[S. Mamante]]></category>
		<category><![CDATA[seno]]></category>
		<category><![CDATA[Talmud]]></category>

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		<description><![CDATA[“La combinazione di stimolazione manuale del capezzolo e iniezioni ormonali può sviluppare il potenziale latente di produrre latte nel padre in fiduciosa attesa”. Jared Diamond – “Father’s Milk”, febbraio 1995. A suo tempo Darwin ipotizzò (notando la completezza delle ghiandole maschili) che nelle nostre specie antenate i cuccioli fossero allattati anche dagli esemplari maschi, ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>“La combinazione di stimolazione manuale del capezzolo e  iniezioni ormonali può sviluppare il potenziale latente di produrre  latte nel padre in fiduciosa attesa”.<br />
Jared Diamond – “Father’s Milk”, febbraio 1995.</p></blockquote>
<p>A suo tempo Darwin ipotizzò (notando la completezza delle ghiandole  maschili) che nelle nostre specie antenate i cuccioli fossero allattati  anche dagli esemplari maschi, ed ai giorni nostri questo fenomeno pare  reale e viene attribuito principalmente a tre cause:</p>
<p>- uso di farmaci cardiaci o neurolettici;<br />
- ormoni femminili, utilizzati dai transessuali o dai malati di cancro alla prostata;<br />
- combinazione di stress, lavori faticosi e scarsa alimentazione.</p>
<p>In questo articolo cercherò di esaminare il fenomeno sotto più punti di vista.</p>
<h3>Nel regno animale</h3>
<p>Gli appassionati di natura ed i biologi conosceranno sicuramente il  Dayak, un pipistrello detto “della frutta” che vive Borneo che ha una  singolare caratteristica: i cuccioli <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1994/marzo/06/maschi_possono_allattare_seno_co_0_94030610598.shtml" target="_blank">vengono allattati</a> anche dai maschi della specie, che possiedono ghiandole mammarie ben  sviluppate ed affiancano la femmina nella nutrizione dei cuccioli.<br />
<a><img class="aligncenter size-full wp-image-2677" title="Allattamento maschile" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/foto_pipistrello_12.jpg" alt="" width="161" height="259" /><br />
</a></p>
<p>Anche nei Columbidi (colombe, piccioni et similia) gli esemplari  maschi secernono un prodotto lattiginoso, chiamato” latte di gozzo” con  la quale nutrono i piccoli nei primi giorni di vita alternandosi alle  femmine.</p>
<h3>Storia e miti</h3>
<p>Nella storia possiamo trovare testimonianze di questo singolare  fenomeno: ad esempio Aristotele scrisse di alcuni maschi di capra che  allattavano i cucicoli, in un editto dell’imperatore cinese K’ang Hi  risalente al 1728 troviamo la testimonianza di tre uomini soggetti alla  produzione di latte, Thomas Bartholin (medico naturalista, 1616-1680)  testimoniò un altro caso analogo e Alexander von Humboldt (esploratore  naturalista, 1769-1859) appoggiato da varie testimonianze, scrisse di un  uomo di origine indiana che allattava il prorio figlio dopo che la  madre si ammalò.<br />
Tolstoj ne scrive nel romanzo “Anna Karenina” dedicando un breve tratto all’argomento, e se ne parla anche nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Talmud" target="_blank">Talmud</a> (תלמוד), cioè uno dei testi sacri dell’ebraismo.</p>
<p>In Asia Minore all’interno del tempio di Labraunda (Labranda)  troviamo una raffigurazione di un dio dotato di sei seni disposti a  triangolo.<br />
<a></a><img class="aligncenter size-full wp-image-2678" title="Allattamento maschile" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/zeus.jpg" alt="" width="190" height="400" /></p>
<p>Ovviamente non mancano le leggende nostrane che parlano di  “uomini-madre”, come in provincia di Belluno, ove si narra di S.  Mamante, un uomo che passeggiando su un sentiero trovò un neonato ed  iniziò a pregare Dyo per sfamarlo. All’improvviso avvenne il miracolo:  gli si gonfiò il petto e potè allattare il pargolo. Notare che questo  mito è presente anche presso altre città italiane o addirittura altri  paesi, come Irlanda ed Islanda, ed è conosciuto anche con altri nomi,  come Mammante, Mammano, Mammas o Mammete che derivano probabilmente da  S. Mama di Cesarea, e sarebbe un martire vissuto nel III secolo A.C.<br />
<a></a><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/santo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2679" title="Allattamento maschile" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/santo.jpg" alt="" width="243" height="400" /></a></p>
<p>Tralasciando l’allegoria del rigonfiamento così estremo del seno  probabilmente questo fu un caso di allattamento paterno che si tramutò  in “mito con contorno di miracolo” per la mancanza di conoscenze che  abbiamo oggi grazie alla medicina moderna.</p>
<p>Infine troviamo traccia dell’argomento anche in una versione della  fiaba “Pollicino” nella quale il bimbo viene allattato da un gigante per  sei anni, divenendo così alto, robusto e forte.</p>
<h3>Casi documentati</h3>
<p>I primi casi studiati furono alcuni prigionieri sopravvissuti ai campi  di concentramento nazisti, alcuni soldati tornati dalle guerre di Corea e  Vietnam, e addirittura 500 uomini prigionieri nei “laogai”, i “campi di  lavoro” cinesi.<br />
George Gould e Walter Pyle nel saggio <a href="http://books.google.it/books?id=zvKIYCNdCbYC&amp;printsec=frontcover&amp;dq=George+Gould+Walter+Pyle&amp;source=bl&amp;ots=HkIR442xLt&amp;sig=dm2mv8HEQ-A22ATnyiNxTWnGLUI&amp;hl=it&amp;ei=9cLATKWfJJCdOozhzckL&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CBkQ6AEwAA#v=onepage&amp;q&amp;f=false" target="_blank">“Anomalies and Curiosities of Medicine”</a> scritto nel 1986 documentarono alcuni casi, ma il primo corredato di  materiale fotografico risale al 2002. Un uomo che abita a Walapore  (Indonesia), dopo la morte della moglie provocata da un parto  difficoltoso, porse il proprio capezzolo alla figliola per calmarla e  farla smettere di urlare, rimanendo sorpreso dalla fuoriuscita del  bianco liquido che sfamava la piccola.<br />
<a></a><img class="aligncenter size-full wp-image-2680" title="Allattamento maschile" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/11/breastfeeding-man4.jpg" alt="" width="400" height="308" /></p>
<p>Una consulente per la maternità di nome <a href="http://www.unassistedchildbirth.com/miscarticles/milkmen.html" target="_blank">Laura Shanley</a> affermò di aver svolto un esperimento dopo aver letto il saggio “The  Tender Gift: Breastfeeding” (1978, di Dana Raphael) mirando a provare  che bastasse l’autosuggestione per indurre un uomo a produrre latte.  Chiese al marito di ripetere ogni sera davanti allo specchio di poter  allattare e, a detta sua, dopo una settimana al pover’uomo si gonfiò un  pettorale ed uscirono delle gocce di latte.</p>
<blockquote><p>“Quant’è naturale la ricetta in scatola della Nestlè o i  succhiotti realizzati da sottoprodotti del petrolio? Se la produzione  di latte negli uomini fosse davvero innaturale non esisterebbe. Il fatto  che esiste mi porta a credere che forse l’allattamento maschile è un  sistema di back-up della natura. In ogni caso, è un fenomeno  interessante”.<br />
Laura Shanley.</p></blockquote>
<p>Anche alcuni studi medici del ’900/2000 sembrano confermare questa  possibilità fisiologica (Patty Stuart Macadam, “Male Lactation”, in  Compleat Mother n. 43, 1996) e persino il noto attore americano Dustin  Hoffman ammise di aver portato la nipotina al proprio capezzolo e di  aver visto fuoriuscire qualche goccia di latte.</p>
<blockquote><p>“Ho sentito quasi la tendenza ad allattare. Non ce ne  rendiamo conto, ma mentre ci formiamo nell’utero, abbiamo delle  ghiandole per fare il latte, prima che ci differenziamo in maschi e  femmine e che Dio sappia se farci maschi o femmine. Se ci pensate,  perché gli uomini hanno i capezzoli? Lo produciamo anche noi. Non ci  pensavo finché non ho iniziato a produrne qualche goccia”.<br />
Dustin Hoffman – <a href="http://www.imdb.com/news/wenn/2004-12-23" target="_blank">[via]</a></p></blockquote>
<p>Inserisco in approfondimento un video che mostra la fuoriuscita di latte da un capezzolo maschile.<br />
<a></a></p>
<p style="text-align: center;"></p>
<h3>Pensieri e riflessioni personali</h3>
<p>Qualche studiosa femminista indica l’esaltazione dell’allattamento  materno come una moderna trappola sociale volta ad imprigionare le donne  nel ruolo di “badanti” della famiglia e delle mura domestiche, altre lo  paragonano ad una superiorità femminile nella procreazione.</p>
<p>Purtroppo sull’argomento non sono state svolte delle ricerche  scientifiche davvero approfondite, ma se dovessero venir confermate in  maniera inconfutabile queste informazioni forse saremmo costretti a  rivedere gli ruoli all’interno della famiglia perchè se anche un uomo  potesse allattare un bambino, si instaurerebbe un rapporto profondamente  differente, includendo uno svezzamento anche da parte del padre…</p>
<p>Personalmente la sola idea di portare un neonato al mio capezzolo mi  da i brividi (probabilmente li darebbe anche all’ipotetico bebè di  turno) ma non tutti potrebbero pensarla così e questo ci porta alla  domanda formulata dal ricercatore Jared Diamond:</p>
<blockquote><p>“Non sarei sorpreso se alcuni dei miei colleghi più  giovani, e certamente gli uomini della generazione di mio figlio,  sfruttassero la possibilità di allattare i propri figli. L’ostacolo che  rimarrà non sarà più di carattere fisiologico, ma psicologico: ragazzi,  siete tutti in grado di superare la vostra fissazione che l’allattamento  al seno è un affare per le donne?”.<br />
Jared Diamond</p></blockquote>
<p>Secondo voi se un uomo potesse allattare il proprio figlio, cosa  comporterebbe a livello sociologico? Cambierebbe qualcosa o rimarrebbe  tutto immutato?</p>
<p><strong>Fonti:</strong><br />
- <a href="http://menstuff.org/issues/byissue/malelactation.html" target="_blank">menstuff</a><br />
- <a href="http://noirpink.blogspot.com/2010/01/il-latte-del-capezzolo-di-papa-anche.html" target="_blank">noirpink</a><br />
- <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Male_lactation" target="_blank">Wikipedia</a><br />
- <a href="http://www.unassistedchildbirth.com/miscarticles/milkmen.html" target="_blank">unassistedchildbirth</a><br />
- <a href="http://ermopoli.it/portale/showthread.php?t=4675" target="_blank">ermopoli</a><br />
- <a href="http://it.paperblog.com/una-mammella-e-una-mammella-l-allattamento-maschile-e-fisiologicamente-possibile-549803/" target="_blank">paperblog</a></p>
<p><strong>Bibliografia</strong><br />
- “Latte di padre”, Roberto Lionetti, Grafo edizioni, 1984.</p>
<p><div class="green">Articolo inserito anche su Lega Nerd.</div><br />
<table width="100%"  align="center" bgcolor="#FFFFCC">
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<td width="50%" bgcolor="#FFFFCC">
<p><img src="http://www.buongiornoweb.com/webmaster/barre_e_divisori/_archivio/fisse/divisori_188.gif"><br />
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		</item>
		<item>
		<title>Prince of Persia Animation Reference</title>
		<link>http://www.mentedigitale.org/news/2011/10/prince-of-persia-animation-reference/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 06:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>William J.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[animation reference]]></category>
		<category><![CDATA[prince of persia]]></category>

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		<description><![CDATA[Animation reference video shot in 1989 for Prince of Persia by Jordan Mechner – Tina LaDeau and Brian Eheler embracing Un animation reference è un breve filmato (o una serie di immagini statiche) che viene utilizzato dai programmatori di un videogioco per “copiare” i movimenti dei personaggi in una determinata scena o azione. Eccone uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Animation reference video shot in 1989 for Prince of Persia by Jordan Mechner – Tina LaDeau and Brian Eheler embracing</p></blockquote>
<p>Un animation reference è un breve filmato (o una serie di immagini  statiche) che viene utilizzato dai programmatori di un videogioco per  “copiare” i movimenti dei personaggi in una determinata scena o azione.</p>
<p>Eccone uno del 1989 utilizzato per “Prince of Persia”, che vede  protagonisti Tina LaDeau e Brian Eheler nella scena finale  dell’abbraccio con la principessa.</p>
<p>Un pezzo di storia che non poteva certo mancare sul sito.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p>Qui sotto trovate altri due video: il primo del 1985 ed  il secondo  dell”88 che riportano gli studi sui movimenti base dell’eroe e  del  combattimento con la spada.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"></p>
<p>Via: Gaggo su Facebook (che ringrazio).</p>
<p>[Edit]<br />
Sempre la stessa persona (che ringrazio nuovamente) mi ha appena passato il link di un altro video che oltre a riassumere gli altri tre aggiunge qualche scena ma sopratutto gli schizzi preparativi del videogioco.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p style="text-align: center;">
<p><div class="green">Articolo inserito anche su Lega Nerd.</div><br />
<table width="100%"  align="center" bgcolor="#FFFFCC">
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<td width="50%" bgcolor="#FFFFCC">
<p><img src="http://www.buongiornoweb.com/webmaster/barre_e_divisori/_archivio/fisse/divisori_188.gif"><br />
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</strong><br />
<img src="http://www.buongiornoweb.com/webmaster/barre_e_divisori/_archivio/fisse/divisori_188.gif">
</td>
</tr>
</table>
<div class="ba_user_rank"><div class="green"><strong>Statistiche dell'autore</strong><br />
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		</item>
		<item>
		<title>Assassin’s Creed Revelations – Recensione Fan Day 2011</title>
		<link>http://www.mentedigitale.org/news/2011/10/assassins-creed-revelations-recensione-fan-day-2011/</link>
		<comments>http://www.mentedigitale.org/news/2011/10/assassins-creed-revelations-recensione-fan-day-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 21:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>William J.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[Assassin's Creed Revelations]]></category>
		<category><![CDATA[Darby McDevitt]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Baldoin]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Auditore]]></category>
		<category><![CDATA[fan day]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Ubisoft]]></category>

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		<description><![CDATA[L’8 e 9 ottobre si è svolto a Milano il fan day dedicato ad Assassin’s Creed Revelations organizzato da Ubisoft Italia. Siccome ho già partecipato l’anno scorso a quello che si è tenuto a Monteriggioni (la recensione potete leggerla qua) come prevedibile a questo  non sono stato selezionato, ma c’è chi può raccontarlo per me, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’8 e 9 ottobre si è svolto a Milano il fan day dedicato ad Assassin’s Creed Revelations organizzato da Ubisoft Italia.<br />
Siccome ho già partecipato l’anno scorso a quello che si è tenuto a Monteriggioni (la recensione potete<a href="http://www.mentedigitale.org/news/2010/10/assassins-creed-brotherhood-fan-day-recensione-evento-ubisoft/" target="_blank"> leggerla qua</a>) come prevedibile a questo  non sono stato selezionato, ma c’è chi può raccontarlo per me, cioè Leily D: una delle partecipanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la sua recensione trovate il video ufficiale che ha rilasciato oggi Ubisoft Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringrazio e passo la parola a Leily D.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Recensione (di Leily D)</h2>
<p style="text-align: justify;">William J. mi ha chiesto di recensire per Lega Nerd e Mente Digitale  l’evento del Fan Day di “Assassin’s Creed Revelations” organizzato a  Milano quest’anno da Ubisoft Italia. Cercherò di essere il più  dettagliata possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il numero di ragazzi scelto quest&#8217;anno è stato sedici, provenienti da tutti gli angoli dello stivale (isole comprese) riunitisi entro le ore 18.00 all&#8217;hotel quattro stelle Tocq.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Appena entrati, ogni possibile dubbio di esser capitati nel posto sbagliato è stato fugato  da un cartellone di un metro e mezzo per cinquanta con il simbolo degli Assassini rosso che campeggiava su fondo bianco, sistemato nella hall. L&#8217;emozione, già alta di per sé, ha ripreso a salire.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ero tra i primi arrivati (anche con un discreto anticipo rispetto all&#8217;orario stabilito) e dopo il check in, ci chiedono di firmare la liberatoria per le immagini video in cui accettiamo anche la condizione di non parlare del videogioco  fino a una certa data.  Fatto ciò, ci lasciano raggiungere le nostre stanze per riposarci dal viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Le camere sono per due, e siamo stati sistemati con un compagno/a di stanza. Inizialmente poteva creare imbarazzo, ma dopo i primi minuti critici, sembrava di conoscersi da sempre. Nella camera, prima gradevole sorpresa:  ad attenderci ci sono due cartonati con l&#8217;immagine del gioco e una polo nera firmata Assassin&#8217;s Creed Revelations, con sottotitolo, scritto in morse, Fan Day. C&#8217;è stato anche un po&#8217; di stupore nel trovare solo quello:  ci si aspettava anche una felpa e quant&#8217;altro, ricordando il Fan Day precedente tenutosi a Monteriggioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/IMG_2303p.jpg"><img class="aligncenter" title="polo assassins" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/IMG_2303p.jpg" alt="" width="460" height="345" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ora del ritrovo per la cena era le 19.30 nella hall. Gli organizzatori Valentina e Loris ci hanno condotto nella sala ristorante, non prima però che Stefano, il brand manager  ci desse un suggestivo benvenuto alla &#8220;Notte degli Assassini&#8221; (con tanto di luci a effetto).</p>
<p style="text-align: justify;">Ci viene servita una cena a buffet leggera (ringrazio, ripensando a ciò che abbiamo fatto dopo XD), le cui portate nel dettaglio son state:</p>
<p style="text-align: justify;">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">-Chupito di zucchine e gamberi</p>
<p style="text-align: justify;">-Spiedini di pomodorini e mozzarella</p>
<p style="text-align: justify;">-Pepite di pecorino con noci</p>
<p style="text-align: justify;">-Insalatina di moscardini</p>
<p style="text-align: justify;">-Mini Nizzarda</p>
<p style="text-align: justify;">-Mezze maniche con guanciale e pomodorini</p>
<p style="text-align: justify;">-Creme Caramel</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/cibo-assassins.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2641" title="cibo assassins" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/cibo-assassins.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/IMG_2306p.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2642" title="cibo assassins 2" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/IMG_2306p.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A chiudere la lista di raffinatezze è arrivata anche la torta di compleanno con tanto di scritta &#8220;Assassin&#8217;s Creed Revelations&#8221;, perché tre di noi fortunati compivano gli anni proprio quel giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/torta-assassins.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2643" title="torta assassins" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/torta-assassins.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Finita la cena, ci dicono che è il momento di correre alle camere: c&#8217;era un&#8217;altra sorpresa per noi. Inoltre, non dovevamo uscire finché non avessimo sentito un segnale.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizia un corri corri generale verso gli ascensori. La sorpresa erano le tanto agognate felpe di Revelations, con tanto di bigliettino con scritto &#8220;Indossami&#8221; stile &#8220;Alice nel paese delle meraviglie&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/IMG_2303p.jpg"></a><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/felpa-assassins.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2662" title="felpa assassins" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/felpa-assassins.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Indossate le felpe, tutti gasati siamo rimasti in attesa, chiedendoci che tipo di segnale dovevamo aspettare:  per la foga non avevamo chiesto. Magari una telefonata dalla linea interna…</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">All&#8217;improvviso qualcuno bussa pesantemente alla porta. Io e la mia compagna di stanza andiamo ad aprire: quale sorpresa/ sconcerto trovarsi davanti due armadi di due metri ciascuno in camice bianco con tanto di cartellino Abstergo che ci &#8220;ordinano&#8221; di seguirli senza fare domande.  Se fiatavamo soltanto ci incenerivano con un&#8217;occhiataccia :o</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/7.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2645" title="abstergo" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/7.png" alt="" width="375" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/6.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2646" title="abstergo 2" src="http://www.mentedigitale.org/news/wp-content/uploads/2011/10/6.jpg" alt="" width="440" height="331" /></a></p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p style="text-align: justify;">Ci hanno condotto attraverso le scale di servizio, in diversi gruppi, dividendoci e scambiandoci continuamente. Non parlavano, comunicavano a gesti.  Alla fine ci hanno portato fuori e fatto salire su un van (con colonna del nuovo game a palla).</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre scambiavamo eccitatissime congetture e impressioni, i nostri cellulari squillano. Un numero sconosciuto ha inviato a tutti il medesimo messaggio:</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Dannazione Assassini! Alcuni agenti Abstergo vi hanno teso un&#8217;imboscata! Cercate di sopravvivere. Shaun</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Mr. Hastings la fa facile!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ci hanno sequestrato videocamere e macchine fotografiche e infine incappucciati, per impedirci di vedere dove ci conducevano: sai che ridere se ci avesse fermato la stradale… Quando il van si è fermato, ci hanno fatto scendere, ancora incappucciati, e condotto in uno stabile, per poi farci sedere per terra in due file. Rimosso il cappuccio, ci ritroviamo in una sala a base quadrata dalle pareti bianche percorse da neon blu, semibuia, circondati da agenti Abstergo in camice. Di fronte a noi era proiettata la schermata d&#8217;inizio del gioco: emozione alle stelle.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">&#8220;Da questo momento siete proprietà dell&#8217;Abstergo!&#8221; ci dice secco uno degli &#8220;incamiciati&#8221;. Ci spiega del nostro &#8220;prelevamento&#8221; e che vogliono selezionarci per scegliere tra noi &#8221; i migliori soggetti&#8221;. Al suo fianco però (come se le sorprese non fossero state abbastanza) appare niente popò di meno che Darby McDevitt, Lead Script Writer, che calatosi perfettamente nel ruolo del cattivo scienziato Abstergo, approfondisce ancora la spiegazione dataci dal suo collega.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci distribuiscono gli occhialini per la visione 3D: questo già suggerisce una delle grandi innovazioni della grafica.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la dimostrazione in single player (una sequenza davvero spassosa XD) ci spostano in una sala attigua, dove sono state allestite le postazioni ps3 con tanto di schermi 40&#8221;. Torneo multiplayer time! Le dita formicolano sui joypad!</p>
<p style="text-align: justify;">Il torneo si è svolto in due sessioni. Ai ragazzi che non passavano, veniva messo al collo un cartello rosso con scritto &#8220;Dead&#8221;, e tra una sessione e l&#8217;altra, ci offrivano bevande e spuntini dolci.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il vincitore è stato poi prelevato dagli uomini in camice e diviso da noi (poi ci ha raccontato che è stato chiuso in uno sgabuzzino), lasciandoci nella sala al buio. A zittire i nostri frenetici commenti sulla partita disputata è stata una voce proveniente dalle casse: era la voce di Ezio Auditore, e ci rassicurava che sarebbero venuti a liberarci.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, pochi minuti dopo, gli organizzatori armati di torce sono venuti a &#8220;salvarci&#8221; dagli agenti Abstergo (improvvisamente dileguatisi).</p>
<p style="text-align: justify;">Si ode di nuovo la voce di Ezio in cassa: si complimenta con noi e ci chiama per nome uno a uno (che emozione!)</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Si prende il taxi per tornare in albergo (scopriamo che eravamo a due passi dal castello sforzesco). Una volta arrivati, andiamo nella sala ristorante per riposarci dell&#8217;avventura bevendo una birra e scambiandoci impressioni. L&#8217;ora è tarda, ma il sonno tarda ad arrivare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Giunge a un certo punto un uomo, giovane, di bella presenza, che si avvicina a noi. Appena inizia a parlare, ho cominciato a temere di soffrire di allucinazioni uditive.  Egli non è altri che Diego Baldoin, nuova voce di Ezio in Assassin&#8217;s Creed Revelations (un miglior doppiatore non lo potevano trovare, permettetemi di dirlo).</p>
<p style="text-align: justify;">Prende una birra e si unisce a noi. Risponde alle nostre domande con gentilezza, si scherza assieme, non mancano autografi e foto. Si fanno le 2.30, ma francamente sarebbe stato fantastico dilatare ancora il tempo, tanto era gradevole parlare con lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di andare a dormire ci intervistano, e non manca la foto di gruppo con tanto di urlo &#8220;Vittoria agli assassini!&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La mattina dopo ci si alza a un&#8217;ora decente, sebbene la sera prima ci si fosse ritirati alle 3 di notte. Abbondante colazione, ultime chiacchiere nella hall e verso mezzogiorno ci si divide per andare a prendere la metro.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso che definire quest&#8217;esperienza &#8220;epica&#8221; sia un magro eufemismo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Considerazioni personali (di William J.)</h2>
<p style="text-align: justify;">Questo fan day mi ha dato l’impressione di essere ben strutturato ma forse un po’ “troppo compresso” (dura una sola notte).</p>
<p style="text-align: justify;">Quello dell’anno scorso durò due giorni, cosa che ha dato modo a tutti i componenti di legare fortemente (ci sentiamo tutt&#8217;ora), fare tutte le attività con più tranquillità, organizzare una sorta di gioco di ruolo, e (ultimo ma non meno importante) la location era Monteriggioni, un paesino che troviamo anche all’interno di Assassin’s Creed Brotherhood.</p>
<p style="text-align: justify;">Come punti a favore trovo che lo staff di Ubisoft Italia abbia spinto maggiormente sull’atmosfera (la stanza con i neon, il sequestro) e la presenza degli “special Guest” come Darby McDevitt (Leader Script Writer di Assassin’a Creed) e Diego Baldoin (il doppiatore italiano di Ezio Auditore in ACR).</p>
<p style="text-align: justify;">Ne approfitto per comunicare che a breve Diego Baldoin mi rilascerà un’intervista.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Uno spoiler sul single player (di Cosodelirante )</h2>
<p style="text-align: justify;">Riporto questa breve descrizione scritta da <a href="http://leveritadellanimus.blogspot.com" target="_blank">Cosodelirante</a> che ringrazio anche per avermi permesso di utilizzare alcune sue immagini e video per approfondire l’articolo.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>La prima sequenza mostra una missione di Ezio che si unisce ai fratelli turchi per una missione delicata volta a salvare la vita di Solimano da un agguato ad una festa. Insieme a Yusuf e gli altri si travestiranno da menestrelli. Dopo averne storditi una decina, indossate le loro vesti Ezio apre la fila strimpellando rime stonate ma dal contenuto satirico, possiamo apprezzare molteplici sfumature del doppiaggio italiano.</p>
<p>Mentre Ezio usa i suoi nuovi Sensi di Aquila per individuare i sicari nascosti tra gli ospiti, strimpella brevi ritornelli per distrarre la gente permettendo ai suoi alleati di fare un lavoro pulito e di nascondere i cadaveri nel cespuglio più vicino.</p>
<p>La demo termina con un intermezzo dove Ezio spacca il mandolino e conficca il braccetto di questi nel petto dell&#8217;ultimo sicario Templare rimasto. Ringraziamento di Solimano, breve conversazione, sipario.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Il video</h2>
<p style="text-align: justify;">Termino l&#8217;articolo con video ufficiale del fan day 2011 rilasciato da Ubisoft Italia.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p style="text-align: justify;">
<table width="100%"  align="center" bgcolor="#FFFFCC">
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<div class="ba_user_rank"><div class="green"><strong>Statistiche dell'autore</strong><br />
Punteggio: <strong><span class="user_points"><small>1112</small></span></strong> | Livello: <strong><span class="user_title">9</span></strong></div></div>]]></content:encoded>
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