IPAD E TRUSTED COMPUTING
Lo Apple iPad, il Trusted Computing e gli iBooks formato ePub
[Alessandro Bottoni - Alessandrobottoni.wordpress.com]
Visto che se ne parla parecchio in rete, riporto qui di seguito il contenuto di un mio messaggio di ieri alla Mailing List del Partito Pirata Italiano.
Lo Apple iPad è una Trusted Platform
Si, lo iPad è una “Trusted Platform” e quindi, a differenza di quanto è avvenuto con iPhone, NON sarà in alcun modo craccabile.
La ragione di questo è presto spiegata: il processore Apple A4 che muove lo iPad è, in realtà, un SOC (System On a Chip) formato da vari elementi. Il suo componente principale è una CPU multicore ARM Cortex che, come ricorderanno quelli dei primi banchi, include al suo interno le funzionalità tipiche di un TPM (“Fritz Chip”) sotto forma di quella che viene chiamata tecnologia “TrustZone”.
Trovate i riferimenti del caso qui:
http://en.wikipedia.org/wiki/Apple_A4
http://en.wikipedia.org/wiki/ARM_Cortex-A9_MPCore
http://en.wikipedia.org/wiki/ARM_architecture#Security_Extensions_.28TrustZone.29
Di TrustZone si sa pochissimo ma ne avevamo già parlato (molto male) anni fa, ai tempi de “La spina nel fianco”.
Il formato ePub e gli eBook di iBooks
Questo formato è Open Source ed è riconosciuto come standard ma… non impone nessuna scelta sull’uso di sistemi DRM da parte dei suoi utilizzatori. La sua “openness” può quindi essere (e verrà sicuramente) resa vana dall’uso di DRM proprietari. Apple non ha mai fatto scelte di apertura su questi temi.
Trovate le info del caso qui:
http://en.wikipedia.org/wiki/Epub
Cosa significa tutto questo?
Significa che lo iPad è chiuso e corazzato. Non sarà mai possibile installarci sopra altri sistemi operativi (Linux), non si potrà installare altro software che quello permesso da Apple, non sarà possibile scambiarsi file coperti da copyright, saranno quasi certamente usati sistemi di protezione dalla copia (DRM) robusti e potenzialmente molto fastidiosi e via dicendo.
Insomma, quasi il peggio che io riesca personalmente ad immaginare in termini di libertà dell’utente e di rispetto dei suoi diritti.
Trovate le info del caso, riguardo alla tecnologia Trusted Computing, qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Trusted_computing
Se dopo aver letto l’articolo siete preoccupati e/o incazzati, vuol dire che avete capito il contenuto.
Comunque, anche in Italia c’è un’associazione che si oppone a questa tecnologia:
Alessandro Bottoni
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