LA SESSUALITA’ IN MEDIO ORIENTE

I nostri antenati se la spassavano molto più di noi, partiremo dagli albori di uno degli imperi più longevi del mondo: quello Persiano

“Fa parte dei Suoi segni l’aver creato per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e tenerezza. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono”.

 (Santo Corano, 30:21).1

 

N.B: In questo articolo non parlerò della situazione attuale della donna nei paesi medio orientali, perché ora come ora, ogni cosa detta o scritta su qualsiasi testata riguardante questo argomento è soggetto a critiche/elogi di origine politica e demagogica. Quindi i temi trattati si fermeranno al medioevo, al sorgere del Califfato Rashidun

Nella società in cui viviamo, che sia occidentale o orientale, vediamo spesso sorgere movimenti che hanno paura di ciò che un atto come il sesso possa causare in ogni singolo essere umano. Queste persone spesso si riempiono la bocca di riferimenti alla loro “purezza dei tempi antichi”.

Quello che questi bravi signori non sanno, è che i nostri antenati se la spassavano molto più di noi. In questo articolo parlerò della sessualità in Medio Oriente, incominciando dagli albori di uno degli imperi più longevi del mondo; quello Persiano2

L impero persiano è passato ai secoli, come un enorme tugurio dove i nobili erano lascivi e depravati. Così Eschilo parlò del loro sovrano, il già citato più volte Serse I

“Era un re violento e codardo, spesso stuprava le donne che aveva vicino, in maniera simile a quello che faceva il suo predecessore Cambise, il Re che poteva fare tutto quello che voleva”3

Tralasciando il ben documentato pessimo carattere del sovrano Achemenide, non si hanno prove che i nobili persiani fossero avvezzi a tali soprusi. E’ invece certo, che tra i due generi vi fosse una precisa dicotomia, che vedeva un lieve accenno di maschilismo dovuto alla figura onnipresente del Re dei Re, incarnazione della perfezione. Questa divisione era vista anche nella complicata lingua persiana, che si era evoluta da quella sumerica , alcuni esempi sono  : adda = ‘padre’ / amma = ‘mamma’; iki = ‘fratellor’/ šutu = ‘sorella’; tempti = ‘signore; zana = ‘signora’.4

E’ interessantissimo notare come parole come “Ermafrodito”; “Transessuale”; “Castrato” e “Eunuco” non fossero presenti nel vocabolario imperiale. Per molto tempo si pensò che questo fosse dovuto al fatto che venissero considerati dei reietti e non venissero neppure citati negli scritti. La realtà è ben diversa, gli achemenidi li consideravano di pari grado, e non trovavano la necessità di dare loro epiteti.

Gli achemenidi avevano una chiara idea di ciò che essi dovevano fare, essi dovevano essere in perfetta forma fisica e felici per servire il loro imperatore divino, tutto ciò che era considerato “Salute”  doveva essere perseguito, tutto ciò che portava “Malattia” doveva essere evitato. In questo caso, la salute di ogni buon achemenide non era  dovuto solo al saper onorare sul campo di battaglia i suoi superiori, ma bensì anche quello di onorare la propria donna soddisfacendo le sue voglie, sia materiali, che carnali.

Il non sposarsi e non aver una compagna era visto come un aberrazione e i  matrimoni erano quasi imposti più agli uomini che alle donne. Con l impero persiano nasce la cultura degli Harem, che verranno chiamati così solamente con l avvento dei Califfati arabi, prima si chiamavano Ginecei o “luoghi privati”5.

Come dissi prima, gli achemenidi vedevano nell’ edonismo (detto in maniera positiva non come viene etichettato oggi),6la via per poter dare il meglio nella loro vita. I sovrani , benchè avessero a parere del popolo proprietà divine , non erano esenti dai semplici piaceri della vita.

Nel mio primo articolo parlai di come l’impero achemenide avesse quasi del tutto abolito la schiavitù, quindi a differenza di quello che si vedrà più avanti in Medio Oriente, l’ Harem non aveva schiave al suo interno, ma bensì donne di quasi tutti i ceti sociali che in uno spietato gioco di potere, promosso dalla ideologia di Ciro7, per attirare le attenzioni dei nobili , dei sacerdoti di alto rango e del Re dei Re in persona.

Ogni mezzo era valido, sia carnale che tramite l’ utilizzo di una mente acuta. Quando Alessandro Magno conquistò il grande impero persiano, la madre dello sconfitto Dario III8, Sisigambi, con il fascino e l’ intelligenza, riuscì a convincere il condottiero macedone a sposare sua nipote, Statira II9, in modo da dare una possibilità di continuità alla dinastia di Ciro.

Purtroppo per la regina madre, la nipote non riuscì a dare figli ad Alessandro,  e dopo la morte del marito, anche Statira incontrò la morte per mano di un generale alessandrino.


Tutto questo per farvi capire quanto fosse importante la figura della donna nell’ impero persiano, di come venisse rispettata, e di come essa, tramite il suo corpo e la sua mente , potesse ottenere grandi vantaggi a livello sociale e politico, un modo di fare che veniva accolto con grande favore nella società achemenide, a differenza di quella ellenica, che non permetteva assolutamente alle donne di intraprendere  una carriera politica.

Vi era anche la più totale libertà delle pratiche sessuali: sia il sesso orale che quello anale era ben visto, senza malizia e senza possibili aspetti “demoniaci”. Anche il sesso come semplice piacere era visto con favore e i persiani avevano già adottato diverse forme di preservativi, sia di natura vegetale che animale.

I persiani non erano però un popolo dissoluto e votato solamente ai piaceri carnali, avevano anche rigide regole per quanto riguardava la sacralità del matrimonio. Serse I, dopo la sua fallimentare campagna in Grecia, si era inimicato quasi tutta la corte di Persepoli10, che aveva attenzione di detronizzarlo, ma , dopo astute mosse di palazzo, il figlio di Dario I riuscì a rimanere al proprio posto.

I nobili di palazzo gli diedero un’altra possibilità per redimersi dalla debacle di Salamina. Però Serse, a causa del suo carattere viziato e capriccioso, prima si innamorò della moglie del fratello, subito dopo di quella del figlio, Artaserse I. Il figlio, furente , incaricò il comandante degli Immortali Artabane di uccidere il padre, compito che la guardia di palazzo compì con zelo.

Sebbene l incesto fosse presente nella società achemenide, non era gradito tra gli alti ranghi, tanto meno quello di rubare moglie e mariti altrui. Serse I morì per una delle regole più stupide e basilari del regno che lui stesso comandava.

Dopo la dissoluzione dell impero achemenide, venne l’ impero Seleucide, formato dai macedoni dopo la battaglia di Gaugamela, come satrapia (stato cliente/fantoccio) della Macedonia11. Il quale acquisì con interesse quasi  tutte le pratiche culturali e sessuali del popolo sconfitto.

Dopo la disfatta del diadoco12 per mano del popolo partico, questo mix di culture e di sessualità proseguì. Cambiò invece nel 224 d.C quando Ardashir I  soverchiò il decadente  impero degli Arcasidi e instaurò quello dei Sasanidi. I sasanidi si sentivano i diretti discendenti dell impero achemenide, in particolar modo nella visione belligerante e aggressiva di Serse I. Fortemente zoroastriani, furono molto meno liberali dei precedenti signori del Medio Oriente. La donna, sebbene potesse ambire a cariche politiche e a ruoli di grande importanza, era sempre e comunque considerata inferiore all’ uomo. Inoltre, i sasanidi rimisero la schiavitù.

Nel 651d.C, anche questo potente impero cadde, quando una nuova superpotenza, nata nella penisola araba, fino a quel momento disunita e ridotta quasi ad uno stato barbarico, si unì sotto la bandiera di una nuova religione , quella islamica, promulgata da Maometto13.

La fede islamica, fin dagli inizi si dimostrò molto tollerante verso le donne, fattore che invece fino ad ora non si era sviluppato nella regione araba e una delle prime azioni che compì Omar, il suocero di Maometto, nonché califfo del potente stato arabo Rashidun14 fu quello di offrire alle donne gli stessi diritti che avevano gli uomini, perché secondo l’Islam, ogni singola persona è sottomessa alla stessa maniera ad Allah, il loro Dio, e lui guarda tutti con gli stessi occhi. I califfati che succedettero alla morte di Omar ebbero più o meno lo stesso atteggiamento verso le donne.

La figura della donna araba, della Odalisca (una donna che decide di entrare nell harem per poter ottenere favori dal califfo o dal sultano di turno) suscitò verso gli artisti europei del 1800 un enorme interesse. Le forme aggraziate dei morbidi corpi delle donne musulmane, i loro occhi profondi come la notte, i loro capelli di un colore scuro come le meravigliose piume di un corvo, gli odori degli incensi e dei narghilè presenti alle feste, i loro vestiti dorati e velati che non lasciavano spazio alla fantasia rapirono artisti come Ingres e Delacroix.

Tutto questo fu dovuto molto probabilmente al fatto che il mondo arabo, anche se sarebbe meglio parlare di quello turco, non faceva più paura come secoli addietro, essendo ormai un gigante morente. I problemi che gli europei dovettero affrontare agli inizi del 1900 furono ben altri , e nacquero proprio in seno al vecchio mondo, quando l’ arciduca Franz Ferdinand venne assassinato a Sarajevo, evento che portò allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

 

Bibliografia

  1. http://www.medio-evo.org/ilcoranoit.pdf Qui si può trovare una traduzione in italiano del sacro libro dell Islam
  2. Nell Iran pre Khomeini (periodo che iniziò il 1/02/1979) tra i suoi studiosi vi era l’ arroganza di credere che l impero persiano durasse da ben 2500 anni. Ciò è tutto fuorchè giusto, visto che il potente impero fondato da Ciro I il grande fu più e più volte sottomesso da nemici stranieri, perdendo la sua indipendenza, ma è anche vero che il popolo iraniano è anche uno dei più tenaci e difficili da dominare ,infatti  spesso e volentieri rinascendo dalle proprie ceneri. Io spero vivamente che questo popolo, così antico e affascinante, portatore di cultura e di libertà di pensiero, possa tornare a splendere come un tempo, e  di non  essere più oppresso da una vile teocrazia. I principali imperi di marcata espressione persiana (ovvero che si rifacevano al sogno di unità di Ciro il Grande) furono Achemenide; Arcaside (sebbene avesse numerosi elementi ellenici);  Sasanide e  Safavide.
  3.  http://www.vicoacitillo.it/biblio/persianiita.pdf download dell’ opera “I persiani”.
  4. http://www.eastjournal.net/archives/66313
  5. http://www.treccani.it/enciclopedia/harem_(Enciclopedia-Italiana)/
  6. https://it.wikipedia.org/wiki/Edonismo
  7. Parlai di questa cultura nel mio precedente articolo, dedicato alle flotte che si combatterono durante la battaglia di Salamina http://www.mentedigitale.org/le-flotte-achemenidi-e-greche/
  8. http://www.treccani.it/enciclopedia/dario-iii_(Dizionario-di-Storia)/
  9. http://www.treccani.it/enciclopedia/statira_%28Enciclopedia-Italiana%29/
  10. http://www.treccani.it/enciclopedia/persepoli_(Enciclopedia-Italiana)/
  11. http://storiaromanaebizantina.altervista.org/limpero-seleucide-questo-sconosciuto-i-falsi-miti-e-la-vera-storia/
  12. http://www.treccani.it/enciclopedia/diadoco/
  13. http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2989&biografia=Maometto
  14. http://www.softschools.com/timelines/rashidun_caliphate_timeline/333/ cronologia del primo vero califfato arabo

Galleria

Potrebbe piacerti anche Tutti gli articoli dell'autore

Commenti

Caricamento...