I Cazzi Duri della Storia #8: Erwin Rommel

La Storia della Volpe del Deserto

Oggi miei cari Amici di Mente Digitale, vi parlerò della celebre Volpe del Deserto, Erwin Rommel ((Heidenheim, 15 novembre 1891Herrlingen,14 ottobre 1944).

Come sempre, è mio dovere informare che questo articolo non contiene alcuna forma di sostegno al nazifascismo in nessuna delle sue forme, rappresenta solamente la descrizione di un personaggio storico vissuto sotto l’egida del Terzo Reich
Erwin Rommel

LA NASCITA E I PRIMI SUCCESSI.

Nato da una famiglia benestante (benchè non facesse parte della nobiltà prussiana), fin dalla tenera età, Erwin dimostrò di avere una mente geniale, ben predisposta per la comprensione delle macchine e per la tattica ( si dice che ad appena quattordici anni, costruì un suo aliante  e lo fece volare per un breve tratto). Fin dall’infanzia dimostrò anche un grande amore per la cultura, soprattutto per la storia del suo paese, la Germania, fu sempre affascinato dagli eventi di Teutoburgo (una delle più grandi disfatte della storia romana) che studiò con dovizia e con passione.

Durante la Prima Guerra Mondiale, Rommel prestò servizio in Francia, così come sul fronte rumeno (anche se per poco tempo) e italiano, servendo nel corpo d’élite dell’ Alpenkorps (che facevano parte delle fortissime Sturmtruppen del Kaiser, unite agli Jaeger Austro Ungarici): durante quel periodo venne ferito tre volte e premiato con la Croce di Ferro di prima e seconda classe (uno dei maggiori encomi del Secondo Reich)

Il giovane Rommel

Fu anche il più giovane militare a ricevere la più alta onorificenza militare tedesca, la medaglia Pour le Mérite (conosciuta anche come Blauer Max), che ricevette per le capacità di comando dimostrate, con il grado di tenente, sul fronte italiano soprattutto durante la battaglia di Caporetto nell’autunno 1917. Alla guida del reparto di punta del battaglione da montagna del Württemberg, raggiunse una serie di brillanti successi impiegando con abilità tattiche di infiltrazione lungo le montagne e facendo prigionieri molti soldati italiani. In particolare furono i soldati del tenente Rommel che sbaragliarono le brigate italiane Arno e Salerno e conquistarono il Monte Matajur il 26 ottobre 1917 (arrivando a catturare quasi 9000 truppe nostrane) .Sebbene la guerra finì con la capitolazione dell’ Impero Germanico, Rommel comprese che la velocità e una buona potenza di fuoco nel punto giusto potevano far crollare nemici molto più potenti di lui, il giovane, alla fine della guerra, fu ingaggiato per divenire insegnante presso l’ Accademia di Dresda, dove divenne il discepolo di un altro cazzoduro della Germania , Heinz Guderian.

Sturmtruppen tedesche

LA SECONDA GUERRA MONDIALE E L’AFRIKA KORPS.

I suoi scritti  “Infanterie greift” (fanteria all’attacco) divennero le fondamenta della guerra lampo, la Blitzkrieg, la tattica bellica che avrebbe permesso a Hitler di conquistare quasi tutta l’ Europa continentale. Il 22 agosto del 1939 venne promosso al grado di Generale di divisione, sotto il comando del suo vecchio amico Guderian. Questi due uomini, dai modi squisiti e eleganti (specialmente Rommel, che sembrava uscito da un romanzo cavalleresco visto il suo fare nobile e cortese, alquanto insofferente verso le gerarchie naziste) avevano incantato il Führer, che aveva in loro un’assoluta fiducia.

La Blitzkrieg in marcia!

Nel 1940, insieme a Guderian, guidò magistralmente le truppe tedesche in Francia, superando la colossale linea di difesa Maginot. Gli eccellenti carri armati Renault R 35,di molto superiori ai Panzer I/II/III di Rommel, vennero usati cosi male dalle inette truppe francesi e dai loro generali, ancora radicati con alle idee della guerra di trincea (in realtà, esisteva una voce fuori dal coro nell’armata francese, essa era quella del Generale Charles de Gaulle). Le truppe del generale furono così veloci e preparate che i vertici di Parigi andarono ben presto nel panico. La Francia credeva ancora di combattere una guerra di inizio novecento … si sbagliava …

Rommel divenne immortale però nel teatro africano, dove venne mandato in soccorso delle sconsolate truppe italiane il 6 febbraio del 1942. In Egitto ottenne il suo soprannome “La Volpe del Deserto”, sconfiggendo le truppe britanniche, infinitamente maggiori di numero rispetto alle sue . Con lui le truppe italiane risollevarono la testa, dimostrandosi soldati coraggiosi e valorosi, guadagnandosi il rispetto del  Feldmaresciallo. Rommel, esigeva la massima fedeltà e l’attuazione alla lettera dei suoi piani. Chi lo deludeva sarebbe stato degradato. Grazie a questi metodi draconiani e al coraggio e l’entusiasmo che dava alla sue truppe grazie al suo carisma, Erwin riuscì a vincere battaglie che sembravano impossibili come quelle di:

La potente Afrika Korps

Vittoria dopo vittoria, la sua fama di invincibile fece crollare nel panico le truppe di sua Maestà, il suo Afrika Korps era imbattibile, a lui fu dato l’ onore di usare per primo la punta di diamante della tecnologia nazista, il panzer Tiger, che lui non amava particolarmente, considerandolo troppo lento e pesante per gli spazi aperti del deserto. Col passare del tempo, la mancanza di munizioni, carburante, cibo, acqua fece indebolire le truppe di Rommel, che incontrarono la disfatta nella celebre seconda battaglia di El Alamein,contro il generale Bernard Montgomery. Si ammalò gravemente e dovette tornare in patria. In pochi mesi le sue truppe esauste si arresero, venendo trattate con rispetto e ammirazione dai vincitori.

Rommel con un commilitone

LA CADUTA E LA MORTE

Rommel ben presto comprese che Hitler stava portando il suo amato paese verso la rovina più totale. Il Führer ormai era accecato dalla rabbia, non gli dava più le truppe di cui aveva bisogno, e non riuscì a fermare il D-DAY (lo sbarco in Normandia). Sempre più furente verso il suo inetto leader, Rommel appoggiò esternamente il golpe che venne preparato da Von Stauffenberg (il generale che venne interpretato dal buon Tom Cruise in Operazione Valkirye), il quale purtroppo fallì. Le SS (Schutzstaffel, squadre di protezione, il terribile braccio paramilitare del partito nazista, basato sulle Camice Nere italiane) di Himmler ben presto scoprirono il supporto di Rommel agli insorti, ma, a differenza degli altri ribelli, il so fato sarebbe stato ben diverso. Rommel era amato dal popolo tedesco, era considerato era il vero salvatore della patria, i suoi meravigliosi successi gli avevano fatto ottenere una fame che superava ogni singolo ufficiale della Wehrmacht (Esercito regolare tedesco). Gli venne data la possibilità di suicidarsi, in modo da mantenere intatto il suo onore, e la sua famiglia sarebbe stata risparmiata dalle purghe post golpe. Per Rommel, uomo che credeva fortemente nell’onore e amava profondamente la sua famiglia, il suicidio fu la scelta più logica. Strinse la mano al figlio più grande, baciò teneramente le labbra a sua moglie, dopodichè assunse la capsula di cianuro che gli era stata data dalla SS. Per la propaganda del Reich, Rommel era morto per le ferite ricevute durante un attacco alla sua persona da parte della RAF (Royal Air Force) mirato apposta per ucciderlo, attacco che avvenne davvero e che lo ferì gravemente, ma non fu mortale.

Rommel stringe la mano a Hitler

Rommel venne seppellito con pieni onori militari come previsto per un eroe di guerra, dopo grandiosi funerali di stato che si svolsero ad Ulma e, secondo il figlio, questo avvenne nella città tedesca anziché a Berlino per espressa volontà del padre. La sua famiglia ebbe garanzia di aver salva e sicura la propria vita oltre a godere di una pensione di guerra. Hitler non prese parte ai funerali ufficiali, ma decise di inviare il feldmaresciallo Von Rundstedt (il comandante supremo ) che non era a conoscenza del fatto che Rommel fosse morto per ordine dello stesso Führer, assicurandosi inoltre che il corpo di Rommel fosse adeguatamente predisposto per accogliere un funerale che fosse innanzitutto “politico“. La bara venne ricoperta dalla bandiera ufficiale del Reich presso il feretro venne posizionata la corona di alloro fatta comporre da Hitler personalmente .

Rommel venne riconosciuto da tutto il mondo militare, come uno delle più grandi figure militari di ogni tempo, paragonandolo a figure come Napoleone, Sun Tzu e Annibale. Degno di lode fu il fatto che non si macchiò degli odiosi crimini che venivano perpetrati non solo dai suoi commilitoni tedeschi, ma da ogni altro militare di tutte le altre fazioni presenti nel conflitto. Secondo molte fonti (sia alleate che naziste) Rommel serbava profondi sentimenti anti-nazionalsocialisti. Il maresciallo britannico Archibald Wavell, suo diretto avversario nelle prime fasi della campagna d’Africa, lo definì «un fenomeno militare che avviene a rari intervalli; uomini di tanto ardore e coraggio sopravvivono solo con eccezionale fortuna. Era coraggioso come Ney, ma molto più intelligente; impetuoso come Murat, ma più equilibrato; freddo e rapido nella tattica come Wellington»

Von Rundstedt al funerale di Rommel

BIBLIOGRAFIA

 

 

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