Fucile Beretta AR 70/90

Scopriamo insieme uno dei fucili più amati in Italia: l'AR 70/90

L’AR 70/90 è un fucile tra i più amati in Italia. Molti lo hanno utilizzato nel periodo di leva, molti altri lo utilizzano ancora adesso, al poligono, in missione o nell’operazione Strade Sicure. Andiamo quindi a vedere nel dettaglio questa magnifica arma.

STORIA

Il Beretta AR (Assualt Rifle) 70/90 viene ideato nel 1968 durante una collaborazione tra la Fabbrica di Armi Pietro Beretta e la SAN – Swiss Arms (meglio nota come SIG o SIG Sauer), per poi venir sviluppato come AR 70, rinominato in seguito AR 70/223, per distinguerlo, mentre la SAN sviluppo il suo SIG SG 530. Il 70/223 venne adottato dalle forze speciali italiane e da vari eserciti e forze di polizia nel mondo. Ma è nel 1985, quando l’Esercito Italiano decide di sostituire l’obsoleto e difettoso Beretta FAL BM 59, che l’AR 70/90 vede effettivamente la luce, sbaragliando i suoi concorrenti, l’HK G41 proposto dalla Franchi ed il VB della Bernardelli. Nel 1990 viene adottato come standard nell’equipaggiamento delle forze armate italiane, delle forze dell’ordine e dai corpi ausiliari, come il Corpo Militare dell’ACISMOM (EI-SMOM) o il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana (CMCRI), andando a sostituire il sopracitato FAL BM 59 e la sua versione precedente, l’AR 70. Ai giorni nostri, l’AR 70/90 sta venendo gradualmente sostituito dall’ARX 160, risultato del progetto Soldato Futuro.

DESCRIZIONE

L’AR 70/90 sfrutta il sistema di recupero indiretto di gas convenzionale, con canna rigata da 6 righe destrorse e pistone di recupero posizionato sopra la canna, mentre l’asta del suddetto pistone è collegata direttamente all’otturatore da un chiavistello ed il fucile presenta inoltre dei fori di parzializzazione per la fuoriuscita del gas (chiudibili agendo sulla leva del lanciagranate).

Il castello, fatto in lamiera di acciaio, è assicurato da un cardine anteriore ed uno posteriore, l’ultimo dei quali facilmente rimovibile, per consentire la manutenzione sul campo.

Il selettore è piuttosto simile a quello dell’AK 47, da cui l’AR 70/90 (esattamente come l’IMI GALIL) prende leggera ispirazione (nell’AR 70 è molto più visibile questa somiglianza con il GALIL e l’ispirazione dell’AK 47).

MUNIZIONI E FUOCO

L’AR 70/90 è un fucile camerato 5.56 NATO ed utilizza gli stessi caricatori degli americani M16/M4, con una cadenza di fuoco di circa 680 colpi al minuto, una velocità di volata di circa 980 m/s ed un tiro utile che varia tra i 350m ed i 500m.

VERSIONI

  • AR 70(70/223): Ideato nel 1972, prodotto dal 1972 al 1990. Prima versione, molto simile al GALIL.
  • AR 70/90: Ideato nel 1985, prodotto dal 1990 in poi.
  • SC 70/90: Versione dell’AR 70/90 con il calcio pieghevole, completamente smontabile senza attrezzi. SC = Special Carabine.
  • SCP 70/90: Versione dell’AR 70/90 ideato per i paracadutisti, con calcio pieghevole e canna più corta, per un migliore impiego negli aviolanci. SCP = Special Carabine Paratroopers.
  • AS 70/90: Versione Mitragliatrice di squadra, ideata per sostituire la MG-42/59, ma venne scartata per vari difetti, incluso il fatto che i caricatori erano gli stanag da 30 o i beta C-MAG. Venne scelta al suo posto la FN MINIMI.

UTILIZATORI

  • Italia: fucile d’ordinanza delle forze armate, dell’ordine e dei corpi ausiliari.
  • Albania: 5000 unità donate dall’Italia.
  • Burkina Faso: Utilizzato dalle forze di polizia.
  • Colombia: Utilizzato dalle forze di polizia.
  • Egitto: Utilizzato dalle forze di polizia (circa 2500 unità in versione SCP 70/223).
  • Indonesia: Forze speciali della marina.
  • Honduras
  • Messico
  • Lesotho
  • Giordania: versione SC 70/223.
  • Malesia
  • Marocco
  • Nigeria
  • Paraguay
  • Zimbabwe
  • Malta
  • India: Utilizzato dalla National Security Guard

CONSIDERAZIONI

Sicuramente un ottimo fucile, che ha portato alto il nome dell’Italia, nonostante il poco successo all’estero.

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