#BarBereBene – Presentazione e Nozioni Alcoliche

Scopriamo insieme cosa beviamo nei bar con una serie di articoli che parlano di alcolici e cocktails!

 

Il #BereBene Team

Andrea GiardiniCristian William MarongiuCosimo PellegriniNicola MondelliRita Russello Jonathan Fusilli Francesca D'Alfonso Naomi Nayomi Giurin Morena Landi Mattia LenociFrancesco Tre CarlettiJacopo Alberto Salis

Andrea Giardini, Cristian William Marongiu, Cosimo Pellegrini, Nicola Mondelli, Rita Russello, Jonathan Fusilli, Francesca D’Alfonso, Naomi Nayomi Giurin, Morena Landi, Mattia Lenoci, Francesco Tre Carletti, Jacopo Alberto Salis.

!2 persone da tutta Italia riunite sotto la bandiera del #BarBereBene per raccontarvi ed esplorare insieme a voi il mondo dell’alcol in ogni sua sfaccettatura

Finite le presentazioni, passiamo ai contenuti. Per iniziare, vorremmo darvi alcune nozioni basilari sui Cocktails. Enjoy!

Cos’è un cocktail?

#NozioniAlcoliche

Partiamo dal fatto che è un termine molto generico con il quale si vuole indicare una bevanda miscelata, calda o fredda, alcolica o analcolica, con o senza ghiaccio, con due o più ingredienti (e se vogliamo essere pignoli, bisognerebbe considerare anche la quantità del drink, le tecniche di esecuzione, l’ora di servizio e la presentazione per le giuste differenze del caso). E proprio questo crea confusione soprattutto nel consumatore che spesso chiede una cosa, e se ne vede servire una diversa. Proverò a fare un pò di luce in questo complicato mondo dei cocktail. Una premessa è d’obbligo. Non esistono codifiche internazionali, e le varie associazioni di barman dei diversi paesi che fanno parte dell’IBA (International Bartenders Association, l’associazione internazionale dei barman di cui fa parte anche l’Italia), pur condividendo molti concetti e aver codificato alcune ricette, a volte hanno nozioni diverse relative alle quantità di mescita e/o alle tecniche d’esecuzione. Andiamo a conoscere alcune regole per dividere le bevande in categorie (o famiglie) così da semplificare l’identificazione degli ingredienti, facilitare l’esecuzione, consigliare e realizzare il cocktail più adatto al momento in cui lo si vuole gustare.
La diversa quantità di mescita dei cocktail crea tre gruppi principali di bevande miscelate (Gli ingredienti sono frazionati in centilitri)

  1. short drink quantità cl 6/7
  2. medium drink quantità cl 8/15
  3. long drink quantità cl 20

La capacità complessiva di ogni gruppo, si tratti di cocktail corto, medio o lungo, si raggiunge attraverso l’unione di massimo cinque ingredienti comprese le gocce e, nel solo caso dei long drink, anche dei diluenti.
In Italia si osserva la suddivisione sopra citata. Ogni gruppo è composto di varie categorie o famiglie di bevande, simili nella quantità di mescita, ma che si differenziano per:

  • ingredienti
  • guarnizioni
  • tecniche di preparazione
  • servizio

Il cocktail è composto di:

  • BASE ALCOLICA 

La scelta della base non agisce solo sul gusto finale, ma può condizionare il ruolo del drink, predinner, afterdinner, tutte le ore.
Distillati e liquori di solito vengono usati come aperitivi e saranno le basi di cocktail aperitivi, bevande di solito utilizzate come digestive invece saranno la base di cocktail afterdinner.

  • PRODOTTI AROMATIZZANTI

L’aromatizzante è un prodotto utilizzato per creare un gusto e un profumo particolare, o per variare così da ottenere sapori e profumi nuovi.

  • PRODOTTI COLORANTI

Anche l’occhio vuole la sua parte! Colorare significa, dare una tonalità piacevole e invitante al drink in modo da renderlo appetibile.
I prodotti modificanti e i coloranti, sono dati da liquori, creme, sciroppi, succhi di frutta, spremute; nei cocktail alimentari si possono usare ancora: uova, latte, panna, yogurt, e nei long drink il gelato. I modificanti e i coloranti, avendo gusti differenti e ben definiti, non sempre sono compatibili tra loro.

Nella preparazione di un cocktail NON si possono unire due acquaviti o due distillati, salvo che questi non siano prodotti dalle stesse materie prime. La base alcolica è la struttura del cocktail (e dovrebbe formare la metà della miscela) e deve essere percepita anche dopo l’unione dei modificanti e/o coloranti.
Anche per la classificazione ufficiale delle varie tipologie di bevande miscelate non esiste una codificazione unica. In campo internazionale si riconoscono circa una quarantina di famiglie.

Ma cosa sono?

Sono delle linee guida che consentono al barman di poter riconoscere ed eseguire in modo più preciso la miscelazione. Ed a noi clienti di sapere cosa stiamo ordinando.
Una famiglia è formata da una serie di cocktail che hanno in comune uno schema fisso, dato dagli ingredienti o tecniche di preparazione o presentazione non variabili al variare della ricetta.
Solo alcuni ingredienti cambiano, caratterizzando così la singola ricetta.
Vediamo quali sono le famiglie più importanti, (considerando quelle il cui schema è codificato tra le ricette dei cocktail IBA).

Analcolici, Cobbler, Cocktail, Cocktail dietetici, Coffee, Collins, Colada, Cooler, CrustaCup & Bowl ,Doppio cocktail, Egg nogg, Exotic, Fizz, Fix, Flip, Frozen, Grog, Highball, Julep, On the Rock, Pick me up, Pousse, café, Punch, Sour, Sparkling, Shrub, Sling, Toddy, Wine cooler, Zombie.

La libertà nella preparazione dei cocktail è lasciata al libero arbitrio del barman, ma sempre con una certa attenzione. Dal campo delle variazioni sono assolutamente esclusi i cocktail IBA codificati, le cui ricette sono da eseguire così come sono.
Dopo questo quadro generale sui cocktail, non mi resta che invitarvi a non perdervi i prossimi post per sapere cosa #BereBene.

Ed è da una vita che voglio citare Tom Cruise nel film “Cocktail”, lasciatemi dire “Il bar è aperto!”

Nozioni Alcoliche: Scritto da Rita Russello AKA  DrinkingQueen

Editing e pubblicazione blog: Cristian William Marongiu AKA CrisTender

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