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Alien: Covenant – Recensione

Abbiamo visto il film in anteprima. Recensione con gif animate e spoiler ben segnalati

Il 3 maggio siamo stati invitati per assistere alla proiezione per la stampa di “Alien: Covenant” che uscirà nella sale l’11 di questo mese. Ecco cosa aspettarvi da questo film.

Attenzione: per dare modo a tutti di leggere l’articolo, dividerò in due la recensione. Metterò la trama sotto tag spoler (quindi dovete cliccare per poterla leggere), seguita dalla mia impressione personale sul film.
Buona lettura!

Trama

Impressioni personali

Ridley Scott rimane coerente a quello che ormai possiamo definire tranquillamente il nuovo filone iniziato con Prometheus; che possa piacere o meno è innegabile che la saga con l’alieno più cattivo di sempre non sia più quella che abbiamo visto nei primi epici tre capitoli e che stia provando a maturare affrontando tematiche più profonde e complesse.

Alcuni fan storceranno il naso, altri invece apprezzeranno, personalmente ho avuto la forte impressione che ormai lo xenomorfo sia soltanto la cornice di un quadro ben più ampio che tocca temi come la creazione, l’essere vivo in tutte le sue sfaccettature, il transumanesimo (ne parlai qui nel 2011 con Daniele Bossari) e cosa significhi avere coscienza di sé.

Troveremo androidi che provano il desiderio di creare (così come l’uomo ha creato loro), a discapito delle scene terrorizzanti che hanno contraddistinto il blockbuster così come lo conosciamo. La tensione scende e l’adrenalina sale con scene al cardiopalma; l’alieno, che prima era composto da particelle di terrore puro, è diventato “soltanto” disgustoso e raccapricciante e risulta molto meno pauroso. Non ho apprezzato particolarmente il fatto di “tenerlo in caldo” per sfoggiarlo unicamente nelle sequenze finali.

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I personaggi, a parte gli androidi, sono a mio avviso poco caratterizzati e anche mostrare il carattere combattivo della protagonista nella parte finale del film, l’ho trovata una scelta poco felice; in definitiva, le macchine tolgono troppo spazio ai personaggi biologici.

Possiamo essenzialmente dividere il film in tre parti: la prima parte è sul pianeta ed è caratterizzata da fantastiche inquadrature ampie con natura incontaminata; una seconda parte è ambientata nella città abbandonata, in cui troviamo tutte le sfumature di colori che abbiamo già visto in “Prometheus” e negli ultimi 10/15 minuti i protagonisti lottano finalmente col “vero xenomorfo” nell’astronave, con atmosfere e colori che ricordano quelli del primo Alien, senza però centrare del tutto l’obiettivo.

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Purtroppo a mio avviso si sta mettendo troppa carne sul fuoco, da un film come Alien mi aspetto un alieno cattivissimo che faccia a brandelli la gente e una lotta estenuante contro la morte, non certo pistolotti filosofici degli androidi per buona parte del film, ma ammetto che questa è una mia opinione personale e può cambiare a seconda dello spettatore.

Ormai gli ingranaggi di questa nuova parte della saga sono ben oliati, e fanno scivolare l’horror per lasciare spazio alla pura tensione e allo sci-fi. Anche l’alieno purtroppo, pur essendo simile all’originale appare meno terrificante e penso che questo derivi dal fatto che tutta l’atmosfera che gira intorno alle sue apparizioni risulta meno claustrofobica e questa è per me una delle grandi pecche di questo capitolo della saga (come nel precedente Prometheus).

Nella scena iniziale sentiamo una voce che recita: “Da dove veniamo?”, ecco: questo è il succo del film ed è anche molto interessante, peccato che avrei preferito che affrontassero tutta questa parte filosofica con un filler (un film parallelo), così da evitare di perdere per strada una parte di ciò che rendeva epico Alien.

Ho apprezzato invece la colonna sonora e in definitiva ritengo “Alien: Covenant” una pellicola che mi ha fatto piacere vedere, senza far scoppiare però i proverbiali fuochi d’artificio. Un po’ come quando si sforna una torta e non è riuscita benissimo: il sapore è buono, ma non ti fa leccare le dita.

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